Fibromialgia: sintomi iniziali, punti dolenti, esami e cure. Si può muorire?

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Scritto Da Maria Di Bianco
Classe ’91, originaria di Tramonti, in Costiera Amalfitana. Laureata con lode in Tecniche Erboristiche all’Università degli Studi di Salerno (esperta quindi di salute e rimedi naturali). Laureata alla magistrale con lode in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione umana presso la Seconda Università di Napoli.

Fibromialgia: sintomi iniziali, punti dolenti, esami e cure. Si può muorire?

La fibromialgia è una sindrome caratterizzata da dolore muscolare e affaticamento cronico. Colpisce principalmente le donne, ma anche gli uomini e i bambini possono svilupparla. Nonostante non sia una malattia che mette in pericolo la vita, le sue manifestazioni debilitanti possono influire pesantemente sulla qualità della vita di chi ne è affetto. In questo articolo esploreremo i sintomi iniziali, i punti dolenti più comuni, gli esami necessari per diagnosticare la fibromialgia, le cure disponibili e risponderemo a una delle domande più frequenti: si muore per la fibromialgia?

Sintomi iniziali della fibromialgia

Fibromialgia

I sintomi iniziali della fibromialgia possono essere difficili da identificare, in quanto si sviluppano gradualmente e spesso vengono confusi con altre condizioni. Il primo segnale di allarme è un dolore muscolare diffuso, che può essere avvertito in tutto il corpo, ma in modo più intenso in alcune aree specifiche. Questo dolore è spesso descritto come una sensazione di indolenzimento o un dolore sordo che persiste per settimane o mesi.

Altri sintomi iniziali comuni includono:

  • Affaticamento costante, che non migliora con il riposo

  • Disturbi del sonno, come difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno

  • Problemi cognitivi, noti anche come “nebbia mentale”, che causano difficoltà di concentrazione e di memoria

  • Mal di testa ricorrenti, che possono essere simili a emicranie

  • Sindrome dell’intestino irritabile o altri problemi gastrointestinali

Molti pazienti iniziano a notare questi sintomi lentamente, ma in alcuni casi possono peggiorare nel tempo, creando un circolo vizioso di dolore e stanchezza.

Punti dolenti e le aree più colpite

Punti fibromialgia

Uno dei tratti distintivi della fibromialgia è la presenza di punti dolenti specifici chiamati “trigger points”. Questi sono punti sensibili nella muscolatura che, quando premuti, causano dolore intenso. I punti dolenti più comuni si trovano in:

  • Collo

  • Spalle

  • Schiena (in particolare nella zona lombare)

  • Fianchi

  • Ginocchia

  • Gomiti

La persona affetta da fibromialgia può avvertire dolore muscolare costante, che peggiora con l’attività fisica o con lo stress emotivo. Questi punti sensibili diventano ancora più dolorosi quando vengono toccati o pressati, e possono contribuire alla riduzione della mobilità.

Esami per la diagnosi della fibromialgia

Non esistono esami del sangue o radiografie specifiche che possano diagnosticare la fibromialgia. La diagnosi si basa principalmente su una valutazione clinica dei sintomi e una visita medica approfondita. Il medico generalmente utilizza i seguenti strumenti per arrivare a una diagnosi:

  1. Anamnesi medica: il medico esplorerà i sintomi del paziente, la durata del dolore e la presenza di altri disturbi associati.

  2. Esame fisico: verranno valutati i punti dolenti e la sensibilità nelle aree muscolari.

  3. Test di esclusione: alcuni test di laboratorio possono essere eseguiti per escludere altre malattie che potrebbero causare sintomi simili, come l’artrite reumatoide, la sindrome da stanchezza cronica o le malattie autoimmuni.

Nel 1990, l’American College of Rheumatology ha stabilito dei criteri diagnostici per la fibromialgia, che includono il dolore muscolare generalizzato e la presenza di almeno 11 dei 18 punti dolenti specifici.

Cure per la fibromialgia

Attualmente non esiste una cura definitiva per la fibromialgia, ma esistono diverse strategie terapeutiche che possono aiutare a gestire i sintomi e migliorare la qualità della vita del paziente. Le opzioni terapeutiche includono:

  • Farmaci: il medico può prescrivere analgesici, antidepressivi o anticonvulsivanti per ridurre il dolore e migliorare la qualità del sonno. Farmaci come il Duloxetina o la Pregabalina sono spesso usati per trattare i sintomi.

  • Terapia fisica: la riabilitazione fisica e l’esercizio regolare (anche camminare o fare stretching) possono alleviare il dolore muscolare e migliorare la mobilità.

  • Terapia cognitivo-comportamentale (CBT): questa forma di psicoterapia può aiutare i pazienti a gestire meglio lo stress, che può aggravare i sintomi, e a sviluppare tecniche di coping efficaci.

  • Modifiche allo stile di vita: un’alimentazione sana, l’evitare lo stress e il sonno adeguato sono fondamentali per la gestione della fibromialgia.

Si muore per la fibromialgia?

La fibromialgia di per sé non è fatale. Non è una malattia che causa la morte, ma i suoi sintomi debilitanti possono influenzare gravemente la qualità della vita di chi ne soffre. La sofferenza cronica e il dolore costante, se non gestiti correttamente, possono portare a complicazioni psicologiche, come depressione o ansia. Tuttavia, non c’è rischio diretto di morte a causa della fibromialgia stessa.

Molti pazienti che vivono con fibromialgia riportano una sensazione di disabilità funzionale e una notevole riduzione della qualità della vita, ma con un trattamento adeguato e un supporto costante, molte persone sono in grado di gestire i sintomi e condurre una vita soddisfacente.

La fibromialgia è una malattia complessa e ancora poco compresa, ma con una diagnosi tempestiva e un piano di trattamento mirato, è possibile gestire i sintomi e ridurre il dolore. Se riconosci i sintomi in te stesso o in una persona cara, è fondamentale consultare un medico per una diagnosi accurata. Sebbene la fibromialgia non causi la morte, le sue conseguenze psicologiche e fisiche non vanno sottovalutate. Con il giusto supporto, è possibile migliorare la qualità della vita e imparare a convivere con la condizione.

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