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salutemed.it Forum Index » » CFS Stanchezza cronica » » Prospettive di guarigione, la vogliamo veramente e quanto mettiamo di nostro............
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Autore Prospettive di guarigione, la vogliamo veramente e quanto mettiamo di nostro............
stregatta


Registrato: Jun 26, 2003
Messaggi: 3782
Località: Bergamo
Inviato: 2004-06-06 11:08   
E’ da un po’ di tempo ke riflettevo ed avevo intenzione di aprire qst 3ad x proporre questo argomento delicato e ke forse potrebbe anke suscitate polemike da parte di ki crede fermamente ke la CFS o come vogliamo kiamarla sia una malattia SOLO fisica.

Avevo kiesto la cortesia a ZAC, e lo ha fatto, nella pagina 3 del n.s forum, sotto il titolo “PSICONEUROIMMUNOLOGIA……MALATTIE AUTOIMMUNI: STORIA DI UN MALINTESO, di inserire appunto qst articolo molto bello, ben scritto e soprattutto di rilevante importanza x noi CFSsini, in formato Acrobat.

Forse molti di voi non lo hanno letto perkè lo avranno ritenuto troppo lungo o forse perkè l’inizio in effetti è un po’ tecnico, ma erano solo 4 pagine, e verso la metà dell’articolo, credetemi valeva la pena di arrivarci……..ne riporterò, alcuni brani per riallacciarmi a quanto ho deciso stamattina di postare.

Oramai il 26 giugno p.v. festeggerò un anno di forum, di acqua sotto i ponti ne è passata, di cambiamenti in me stessa ce ne sono stati molti e credo sicuramente in positivo, amo definire qst malattia eu-malattia (dal greco EU=Buono), perkè mi ha fatto riflettere e mi ha permesso di riappropriarmi di una grossa parte di me (Raffaella) ke mi stava sfuggendo; parlo della condizione di vita, del dedicarsi al lavoro nonostante la patologia, fino ad arrivare a svenire in aula 2 volte e di stare male mentre lavoravo senza però ke io cogliessi qst importanti segnali ke il mio corpo mi lanciava, anzi!!! infastidita xkè qst accadesse e mi distoglieva……………….già………….mi distoglieva………ma da cosa????........da me stessa forse????

Vi kiederete se in qst bella giornata di giugno mi sia alzata in vena psicologica, non preoccupatevi, non ho né la preparazione x poterlo fare, né la voglia, perkè quello ke scrivo è quello ke SENTO e ke ho raccolto come impressioni e come insegnamento stando su qst forum, fatto di persone, ognuna diversa dall’altra, cl proprio vissuto, le proprie aspettative ed il proprio modo di porsi nei confronti degli accadimenti della vita, siano essi tristi, tragici o belli ke siano.

Dopo un anno di forum, e dopo aver avuto la fortuna di poter non solo leggerVi, ma di conoscere telefonicamente e di poter parlare cn molti di voi, cari amici; vi assicuro ke è stata un’esperienza di scambio UNICA, altro ke analisi!!!!! Credo ke nessuna analisi, nessuna terapia comportamentale mi avrebbe potuto arrikkire e permettermi di confrontarmi e di capire la CFS e il perkè anke di qst “attaccamento” di alcuni di noi a qst sorta di copertina di Linus.

Sono arrivata alla considerazione, ke il nostro vissuto, le nostre esperienze quotidiane, il nostro modo di confrontarci con gli altri e, soprattutto il nostro modo di rapportarci nei nostri confronti, nei confronti della vita, delle cose e degli altri, essendo queste cause di malattia fisica (cosa sulla quale penso tutti concordino), mi kiedo: perkè non anke la CFS???

Essa non è altro ke un campanello di allarme, una sorta di Grillo parlante ke ci mette in guardia, dal nostro atteggiamento o, purtroppo, da quello ke ci accade o ci è accaduto inevitabilmente e ke ci ha tanto ferito, ma così tanto da permettere al nostro organismo di ammalarsi, fino a divenire parte di noi stessi come malattia.

L’ultima domanda ke vi pongo è questa: vogliamo veramente guarire??? O qst copertina di Linus è così calda, accogliente ke abbiamo paura di vivere senza e cioè paura di affrontare la vita da SANI con tutto ciò ke essa ci riserva, senza attenuanti, senza rete, come un bravo equilibrista ke si cimenta sapendo dei riski ke corre, ma contando sulla propria forza, sia fisica ke di “volontà”…….e affrontare così la vita, scrollandoci da dosso, tutto il nostro vissuto ke in qualke modo ha interferito col nostro benessere e la nostra serenità.

qst 3ad è il risultato di quello ke un anno di forum e di riflessioni su “Raffaella” e su quanto ci siamo scambiati e detto; tutto ciò era rakkiuso dentro di me.

Analizzandomi, soppesando gli accadimenti della mia vita, di come hanno interferito cn la mia crescita emozionale, da come sono uscita dal tunnel terribile degli attakki di panico………..e poi la CFS.

Tutto qst percorso, non facile, mi ha permesso di elaborare e capire meglio, e qst parte di articolo, ha solo dato la qualità tecnica e scientifica e "VOCE" di quello ke in qst ultimi anni percepivo ma non riuscivo a mettere bene a fuoco, anzi, avevo addirittura paura di mettere a fuoco e di confessarlo persino a me stessa!!!


Ora non voglio + farvi stancare x la lettura, e vi copio dei piccoli brani ke ho trovato molto interessanti, ed anke se l’argomento trattato è quello delle malattie autoimmuni, è assolutamente attinente al nostro caso e quindi applicabile anke al “concetto” di CFS, = calderone di emozioni, sofferenze, frustrazioni, rinunce e assuefazione ad una condizione ke non ci è propria.
Raffaella





“Il rapporto fra stress e malattie Autoimmuni non è di facile comprensione e per capirlo è necessario mantenere una visione olistica del fenomeno.
Recenti studi hanno messo in luce che non sempre la condizione di stress comporta un calo delle difese immunitarie; si è anzi evidenziato un incremento dell’attività delle Citochine, specie dell’IL-2, il che lascia supporre uno stato di attivazione dei Linfociti T pari a quanto si verifica nelle forme
Autoimmunitarie.”

“ L’apparente contraddittorietà si giustifica se consideriamo l’evento biologico in maniera non standardizzata, ma come espressione di un’ unità funzionale psicosomatica, espressa appunto attraverso le prerogative del sistema PNEI. E’ possibile che la reazione allo stress abbia una diversa evoluzione in rapporto al differente assetto neuropeptidico e neurotrasmettitoriale, fonte di due singolari configurazioni ormonali: una di depressione dell’asse Ipotalamo-Ipofisi-Corticosurrene, con relativo coinvolgimento del sistema Limbico-Ipotalamico”.
.


Giova in ogni caso ribadire che l’elemento cognitivo gioca un ruolo fondamentale nella lettura
della relazione fra stress ed Autoimmunità; non a caso la risposta biologica allo stressor è diretta conseguenza di modelli neuropsichici individuali, legati all’elaborazione personale del vissuto, anche sulla scorta di aspetti costituzionali…
L’assetto immunitario rispecchierà l’habitus psicologico soggettivo, così come l’aspetto posturale
riflette il carattere dell’individuo.
Ad esempio, chi è abituato a prendere di petto le situazioni della vita esprime la propria aggressività verso l’ambiente circostante anche sotto il profilo immunitario, sviluppando la tendenza a crisi allergiche.
Per contro, soggetti timidi ed introversi tenderanno a rinunciare alla lotta ripiegandosi
psichicamente su se stessi come a tornare nel grembo materno, candidandosi spesso, sul
piano immunologico, alla carenza di difese.

A riprova dell’intima connessione fra S.N. eS.I. è suggestiva l’immagine, analogica, fra
homunculus sensomotorio ed homunculus immunologico;
Entrambi si possono interpretare come una rappresentazione del Sé a livello dei sistemi
di regolazione. Così come lo schema corporeo è, per taluni aspetti, l’espressione somatotopica
del corpo a livello corticale, altrettanto l’homunculus immunologico, nel contesto
della rete idiotipica, rappresenta il Sé in senso antigenico.
Del resto l’immagine astratta del Sé deve possedere un omologo correlato al piano biochimico; perché dunque nel contesto Autoimmunitario una dispercezione del Sé non può indurre alterazioni funzionali del network idiotipico, connesso alla rappresentazione antigenica del Sé?
Se a livello intrapsichico si può avere una distorta immagine del Sé, altrettanto può accadere ai meccanismi deputati alla regolazione immunologica, in relazione al potere discriminativo fra self e non-self, premessa all’esordio di affezioni Autoimmuni.

Numerosi casi osservati hanno suffragato la tesi: soggetti con scarsa auto-consapevolezza o dispercezione del Sé sono risultati maggiormente esposti a fenomeni di autoaggressione
immunitaria.
La condizione di non accettazione, probabilmente esperita già in fase prenatale, ha un corrispettivo PNEI in grado di minare alla base i meccanismi di auto-tolleranza immunitaria e quindi di accettazione autoantigenica; breve è da qui il passo fra autoconservazione
e autodistruzione.

Se consideriamo il Sé come un processo fluido connesso alle istanze organiche ed
ambientali, possiamo intenderlo come una sorta di integratore esperenziale corrispondente
alle funzioni di contatto attraverso cui ci relazioniamo all’ambiente e finalizzato al soddisfacimento
delle nostre esigenze o all’adattamento ai cambiamenti. La frustrazione precoce dei bisogni induce perdita della consapevolezza e impossibilità di agire le funzioni di contatto, insegnando a rinnegare i bisogni e, conseguentemente, alienare parti del Sé.

Traslato sul piano immunologico, è incredibile il parallelismo fra funzioni del Sé e funzioni del S.I.
Quest’ultimo infatti ci permette di accogliere tutto ciò che possiamo assimilare (tolleranza)
ed alienare tutto quanto ci è estraneo (rigetto).

Quando interiorizziamo un modello psichico teso ad esonerare suggeriamo al S.I. un analogo
comportamento. La struttura caratteriale che più si presta ad evocare sindromi Autoimmuni è quella in cui la frattura che si realizza fra mente e corpo esprime la negazione del diritto ad esistere, correlata alla percezione di non essere accettati; qui il senso del Sé resta relegato sul piano psico-spirituale, alimentando l’illusione di un corpo sogno della mente. L’intellettualizzazione delle emozioni (ricordiamo che e-movere significa esteriorizzare le proprie tensioni) crea inibizione verso l’esterno, calo dell’autostima ed implementa valenze autodistruttive, humus fertilissimo per
lo sviluppo di malattie Autoimmuni!

Epilogo
A conclusione di questa prima parte dell’articolo vorrei richiamare l’attenzione su alcune
considerazioni che torneranno utili per la comprensione di quanto seguirà. È stato osservato che, generalmente, coloro che soffrono di patologie mentali difficilmente si ammalano di cancro e viceversa…
Sappiamo anche quanto intima sia la relazione mente-corpo (citochine e neuromodulatori dialogano senza sosta); Sorge a questo punto una curiosa serie d’interrogativi:

Qual è il momento iniziale del viraggio fra dissociazione mentale e differenziazione cellulare?
Esiste un substrato patogenetico che influenza a priori questa decisione?
Qual’è l’itinerario PNEI scelto per avviare l’una o l’altra soluzione finale?
Esiste un rituale prescelto per innescare la via di fuga?
Come si collocano le sindromi Autoimmuni in questo complesso gioco fra reazione e remissione?
A ben pensare deve esistere in nuce una filosofia operativa, una intima risonanza che selezioni
il percorso da intraprendere, un comune denominatore che sottenda tale ispirazione.

Direi che la reazione Autoimmune si colloca a metà strada fra il bisogno di staccare con la mente
e quello di sparire con il corpo.
Nei primi due casi il linguaggio esprime l’urgenza di prenderele distanze dalla vita in ogni sua espressione, quasi un desiderio di alienarsi, farsi dimenticare.

Nel terzo caso invece vi è un forte richiamo alla propria interiorità: contrariamente a cancro
e follia, la malattia Autoimmune non aggredisce per distruggere – almeno inizialmente
– ma per farci esprimere la disarmonia che ci portiamo dentro. L’aggravamento progressivo
ci costringe a prendere atto che qualcosa si è rotto in noi, nel nostro equilibrio psicosomatico…
ciò che era preposto a difenderci ora ci attacca…una sorta di golpe suicidario, un disperato grido d’aiuto.
La sintomatologia è così seria e vasta da disorientare, da far perdere di vista l’unità anatomo-funzionale realmente in crisi. E’ curioso peraltro che mentre per la psicosi ed il tumore esistono referenti assistenziali ben codificati, per la patologia Autoimmune occorre affidarsi a più specialisti,
intraprendere un percorso curativo costellato di opinioni spesso divergenti, di consigli a volte contraddittori, di speranze ora alimentate ora deluse.
Non esiste (ancora) un’immagine unica e securizzante che ci com-prenda, dobbiamo prima esperire in primis il fulcro del nostro disagio, solo coadiuvati da trattamenti quasi palliativi.
Ma nulla succede a caso…l’apparente abbandono è propedeutico alla riappropriazione
della nostra identità: il medico può curare, non sempre guarire. Riflettiamo insieme su
alcune considerazioni per divenire, pur senza presunzione, terapeuti di noi stessi:
* Il germe è nulla, il terreno è tutto. *
Mente-corpo sono inseparabili. * La malattia rende onesti.”

Giancarlo Cavallino



Un caro saluto a tutto e buona domenica Raffaella




[ Questo messaggio è stato modificato da: stregatta il 2004-06-06 11:14 ]

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Dolce


Registrato: Jul 08, 2003
Messaggi: 870
Località: Pisa
Inviato: 2004-06-06 11:47   
Ho paura che questo sia quello che voglion farci credere i medici.
Vero è che nella vita ci sono difficoltà e tutti abbiamo paura di affrontarle, ma non credo che ci serva una coperta di Linus.
Mi sa che ci han fatto venire troppi dubbi, e quando uscirà un Farmaco con la "f" maiuscola se ne riparlerà.
La prova è che anche diversi animali hanno la cfs (si parlava di cani e cavalli) e gli animali non hanno questi problemi psichici.

[ Questo messaggio è stato modificato da: Dolce il 2004-06-06 11:48 ]


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stregatta


Registrato: Jun 26, 2003
Messaggi: 3782
Località: Bergamo
Inviato: 2004-06-06 12:19   
Dolce, ki parla di problemi psikici!!???

E' ben altra cosa quella ke intendevo io!!!


E poi anke gli animali soffrono, e tantissimo psicologicamente, senza avere "problemi psikici" come li kiami tu!!

gli animali hanno "memoria", subiscono traumi, ke restano ke li fanno ammalare o avere fobie o comportamenti particolari proprio come noi!!!

E' qst il nodo!!! non siamo ammalati psikici!!!

allora, scusami ma non hai letto cn attenzione nè il 3ad nè l'articolo.........

ciao raffaella


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stregatta


Registrato: Jun 26, 2003
Messaggi: 3782
Località: Bergamo
Inviato: 2004-06-06 12:22   
Grazie Antonio il tuo F.T. ti rispondo qui perkè le frase del Chè rakkiude anke la sostanza di quello intendevo far comprendere cn qst mio 3ad.....

"Guevara aveva i polmoni poco funzionanti e per questo soffriva di una terribile asma...in una scena del film è chino sul letto di una malata di lebbra che rifiuta le cure dei medici e lui ad un certo punto dice:Ho capito dalla vita e da me stesso che bisogna lottare per ogni respiro che facciamo e mandare a quel paese la morte...parola più o parola meno... una frase semplice ma che rende tantissimo"

da Antonio....vedi 3ad FUORI TEMA

[ Questo messaggio è stato modificato da: stregatta il 2004-06-06 12:23 ]


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maxtrombini


Registrato: Jun 06, 2004
Messaggi: 2
Località: vittoria
Inviato: 2004-06-06 16:36   
X Stregatta o R.

Grazie x avermi risposto, in maniera cosi tempestiva, e per il tuo consiglio sull'omeopatia, anch'io ci avevo pensato, però sai non ho molta fiducia sulla medicina alternativa, ci penserò.
Ho letto il tuo racconto, quarda in non so cosa sia in specifico la CFS, a grandi linee
a che fare con le malattie autoimmuni.
A me è successo questo.
Nel Maggio del 2002, mi hanno diagiosticato
un carcinoma papillare, con metastasi linfonodali laterocervicali.
Bella notizia, io oggi ho 36 anni,come si dice un fulmine a ciel sereno.
Proprio a me che dall'età di 12 anni ho fatto tutti gli sport si a livello agonistico che non, di corsa l'intervento, da un Professore che non sapevo neanche chi fosse, molti dubbi che poi si sono concretizzati, in maniera negativissima.
Mi ha operato lasciandomi si puo dire senza
voce perchè aveva toccato più del dovuto il nervo ricorrente.Non solo questo non aveva visto che c'erano altri linfonodi da togliere nel compartimento centrale li proprio sotto la cicatrice.Non ci potevo credere, a Novembre la seconda operazione quasta volta il chirurgo l'ho scelto io.
Non mi voglio dilungare prechè non basterebbe tutto lo spazio disponibile per raccontarti cosa ho passato.Ora fortunatamente le cose stanno andando meglio,o ripreso la mia attivita sportiva naturalmente in maniera più tranquilla,ancora non sono quarito totalmente ma per il momento è tutto sotto controllo.Ho fatto due terapie radiometaboliche,cioè con lo iodio radioattivo,non solo la sofferenza di quei due giorni in isolamento,ma dopo stare altre due settimane lontano dalla mia famiglia i miei due figli.
Io ho molta fede, e questa mi ha aiutato tanto,e mia aiutera sempre comunque vodino le cose.Ha dimenticavo quando sono rimasto senza voce, dopo due visite da due otorini BRAVI.....,mi avevano detto che sarei rimasto sempre cosi cioè afono,dopo due mesi la voce è tornata.
Io penso che tu sei un persona positiva e con molta forza.
Abbi fede e credici veramente,ti aiuterà tantissimo.
Non mollare mai, un grosso aururio.
Salvo.


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stregatta


Registrato: Jun 26, 2003
Messaggi: 3782
Località: Bergamo
Inviato: 2004-06-06 16:59   
Grazie a te salvo, x averci raccontato al tua storia.......sei sereno e si legge tra le righe, nonostante quello ke hai passato.......hai proprio ragione! Visto ke la Ns sanità offre un panorama di medici abbastanza scadenti, dobbiamo cercarceli col lanternino, quelli BRAVI ci sono! quelli ke hanno studiato e ke continuano a farlo con passione e amore, ma sono poki ed è ns dovere, soprattuto in casi seri cm il tuo di cercare "il meglio".........auguri di tutto cuore, e poi se sei credente, sei davvero in ottime mani Raffaella

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zizu76


Registrato: Jun 05, 2004
Messaggi: 12
Località: Novara
Inviato: 2004-06-07 02:09   
Sono d'accordo sul fatto che ci si debba capire dentro e che si debba lottare per aiutarsi. E' difficile però trovare un equilibrio con sè stessi soprattutto quando la vita ti mette a dura prova. Ok, queste sono le regole del gioco e io ci sto anche. Però...
In breve posso raccontare la mia esperienza. Prima ero diverso: vivevo male perchè affrontavo male la vita. Qualche anno fa ho perso fiducia in molti ideali perchè la realtà mi ha dimostrato altro. Ho iniziato a pensare di dovermi "svegliare". Ho cominciato a prendere la vita a cazzotti quando ne era il caso e a credere che "volere è potere". Da allora penso di aver vinto molte battaglie anche se so di aver seminato molti morti, e questo non è proprio bello.. Fino a qualche mese fa mi sentivo fiero di me stesso (e anche questo non so fin dove è positivo) perchè mi vedevo cambiato. Non so se in meglio o in peggio, ma mi sembrava di vivere con intensità la mia vita, con ENERGIA e di "scivolare" tra i vari problemi senza più sbattere il muso.
E alla fine, letteralmente da un giorno all'altro, sono comparsi i problemi che mi accomunano a voi del forum. Come uno scherzo del destino oggi mi manca proprio l'energia.
In questo momento provo un senso di rabbia per aver perso qualcosa che mi ero guadagnato lottando.

Se il mio approccio mentale con la vita era giusto, perchè mi ritrovo in questa situazione?
Se invece sbagliavo a tirare fuori gli artigli,allora quale dovrebbe essere l'atteggiamento giusto adesso?

La mia famiglia sono mio padre e mio fratello con cui non vado tanto d'accordo.
Ho quasi sempre praticato la pallavolo, da cui ho ricevuto molto. Per me conta tantissimo.
Proprio oggi ho sostenuto l'esame di allenatore di pallavolo. E' stata dura, sono a pezzi ma ce l'ho fatta. Credo di aver vinto un'altra battaglia ma stavolta mi sto leccando ancora le ferite.
Io però non voglio mollare.

Spero di non aver urtato la suscettibilità di nessuno e mi scuso per lo sfogo e la divagazione.

Un'ultima cosa: era da tempo che non incontravo un po' di "umanità". La sto ritrovando in questi giorni, nelle Persone di questo forum.

Ciao,
Gianluca

[ Questo messaggio è stato modificato da: zizu76 il 2004-06-08 02:00 ]


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stregatta


Registrato: Jun 26, 2003
Messaggi: 3782
Località: Bergamo
Inviato: 2004-06-07 09:48   
Ciao Gianluca, hai fatto bene a raccontarti, il forum serve anke a qst!

Hai parlato di "prendere a cazzotti" la vita, ke "hai seminato forse dei morti" perkè "hai lottato"; forse non era quello il giusto atteggiamento, forse ti sei violentanto perkè non eri te stesso adottando un simile comportamento.........io NON ho voluto affatto dire le la CFS sia scatenata SOLO da un vissuto particolare, da come ci rapportiamo nei confronti della vita, da come ci gettiamo a capofitto nel lavoro ,trascuranto tutto e tutti; però, mi piacerebbe tanto ke ognuno di voi, oppure di coloro ke sono abituati a scrivere spesso su qst forum, dicano: "è vero!, in qst o in quel periodo della mia vita, mi è accaduta quella tal cosa, oppure, ho avuto un infanzia/adolescenza governata da una educazione rigidissima, da genitori ke + ke genitori erano "padroni", ho avuto una vita affettiva infelice, ho avuto un lutto ke mi ha stroncato".......insomma ke si ricercassero delle cause o meglio delle ferite dell'anima ke hanno impedito la naturale, legittima, espressione del proprio essere............

Ora vi kiederete: beh! tantissime persone hanno avuto di qst problemi e non si sono ammalati di CFS!!

E' vero!!! infatti è qst ke intendevo dire con la frase "come ci poniamo noi nei confronti di un evento e di eventi particolarmente drammatici".............allora sì ke il nostro S.I. inizia ad andare in tilt........

Scusate, ma non voglio ripetere la mia storia perkè è scritta su qst forum, ma io ho avuto un dolore enorme proprio a 15 anni, ho fatto da mamma a 4 fratelli + piccoli di me, ho avuto una matrigna despota, ho perso un bambino all'età di 15 gg di vita, ho dovuto interropere una gravidanza ke NOn avrei voluto interrompere, ho sofferto di DAP, ke, a mio avviso è terribile rispetto alla CFS, però tutto qst l'ho "vissuto" reagendo, andando avanti senza piagnistei perkè non è nel mio carattere essere piagnucolosa.

Mi guardo sempre attorno e la vita mi insegna ke c'è di peggio e guardo SEMPRE ki stà peggio di me, però alla fine i conti con la vita li fai...............e la cfs è il conto ke mi ha presentato la mia vita, intesa come storia di accadimenti ke, apparentemente non mi hanno scalfita mentre accadevano, perkè anke io sono una persona ke lotta...............ma "apparentemente" NON mi hanno scalfita al momento, nel senso ke non mi sono mai ripiegata su me stessa e NOn mi sono mai abbattuta.............

però........... giunto il momento in cui, grossi problemi non vi erano, tanto superlavoro ed impegnativo in un ambiente ke rasenta il mobbing...............e toh!!! arriva la CFS!!!

Qusto intendevo far capire con mio 3ad di apertura, NON siamo malati psikici, non lo siamo affatto!!! però qualcosa in noi si è rotto...............fino a renderci vulnerabili ed attaccabili nel fisico........spesso sono proprio le persone + sensibile ed attive, ke tendenzialmente "sopportano" talune situazioni anzikè proiettarle sugli altri...........

Un abbraccio a tutte/i........buona giornata....Raffaella


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Daniela


Registrato: Mar 11, 2003
Messaggi: 1529
Inviato: 2004-06-07 09:49   
E' bellissimo quello che hai scritto Gianluca!!!
Hai un tuo cammino di vita preciso(che tu ci creda o meno...).
La tua storia e' simile alle nostre sotto vari aspetti.
Hai ragione non e' facile(conferma personale)trovare un' equilibrio nella nostra condizione; ma paradossalmente e' proprio la malattia che ci aiuta a trovarne uno nuovo!!
La malattia non e' una punizione...ma qualcosa che semplicemente anche se dolorosamente accade nella nostra vita!
Non credo ci sia un'atteggiamento piu' giusto e uno piu' sbagliato...ce ne sono tanti sia "giusti che sbagliati" nell'affrontare le situazioni e sta' ad ognuno di noi anche sbagliando trovare ogni giorno un'equilibrio e mantenerlo!!
Prendiamo quello che possiamo prendere nella nostra condizione; affrontando pero' con serenita' anche quello a cui per ora dobbiamo rinunciare!...non sara' per sempre
Io credo che dentro ad ogni essere ci sia una "risorsa immensa" di beni!!!

Buona giornata
Dany

P.S: concordo con quanto hai scritto Stregatta!!!...la mia esistenza non e' stata facile per nulla; anzi dolorosissima e di certo ad un certo punto il mio corpo ha detto stop al massacro!!!!!
Io penso che la malattia nel mio caso mi sia servita(e tutt'ora mi serve)per ristabilire un' equilibrio che sommato alla mia voglia di vivere e lottare mi aiuta a percorrere la mia strada!!
Si...qualcosa in noi si e' rotto...almeno cosi e' stato per me e ora se mi guardo addietro scopro quante cose ho lasciato in questi anni di cfs per strada; cose che mi facevano male e di cui ora mi sento pienamente liberata!!...e quante altre cose nuove e belle stanno riempiendo il mio cuore e il mio cammino


Ciao




[ Questo messaggio è stato modificato da: Daniela il 2004-06-07 09:50 ]

[ Questo messaggio è stato modificato da: Daniela il 2004-06-07 10:01 ]

[ Questo messaggio è stato modificato da: Daniela il 2004-06-07 10:02 ]


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Marialuisa


Registrato: Oct 01, 2003
Messaggi: 1536
Inviato: 2004-06-07 12:17   
Le vite difficili ( su “terreni” comunque già predisposti….) non possono poi che sviluppare qualche seria patologia, come la nostra……

Ma, esserci incontrati e conosciuti su questo Forum, è già un “dono” della nostra malattia è un po’ come aver trovato o ritrovato una specie di “nuovo nucleo familiare”…. Credo che mi capirete senz’altro e vi lascio con una frase che ho già passato ad una cara amica del Forum :
“ E’ una fortuna avere amici, conoscere persone che ci vogliono bene, che ci cercano, alle quali possiamo rivolgerci. E’ questo che ci da’ sicurezza” ( Rainer Dura’)

……io aggiungo all’ultima frase: “ci da’ sicurezza specie nella malattia perché sappiamo di essere capiti da chi prova come noi le stesse sofferenze e i medesimi disagi…..”

Buon pomeriggio e un bacio a tutti! Luisa


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antonio


Registrato: May 30, 2004
Messaggi: 118
Località: Lazio
Inviato: 2004-06-07 13:26   
E' molto bello quello che avete scritto...mi è piaciuto veramente...
Delle volte penso anch'io che la malattia sia una resa dei conti con se stessi, con la vita e con gli altri...paradossalmente in quest'anno anche non avendo fatto quasi nulla, ho capito tante cose, in numero maggiore di molteplici esperienze di vita reale messe insieme...rispetto ad un anno fa quando stavo bene, posso dire che mi sento maturato ulteriormente...non so spiegarlo...ma è cosi..sicuramente dal punto di vista psicologico ho passato periodi di depressione incredibile...ho provato la falsa amicizia di alcune persone che fino a qualche tempo prima credevi vicine ma che poi si sarebbero comportate come voltagabbana...è proprio vero " gli amici si vedono nel momento del bisogno"...
fino a quando ci si va a fare una pizza insieme va tutto bene...poi..non voglio dire che tutti siano cosi..fortunatamente!Esistono anche gli amici veri ed è qui che impari a conoscerli...
Ho provato la solitudine familiare, delle volte il non sentirti appoggiato o creduto dai tuoi parenti è terribile...sai le litigate perchè io dicevo di star male e per tutta risposta mi sentivo dire che avevo problemi psicologici perchè lo aveva detto il medico amico...oppure perchè ancora non trovavo la mia strada ed era tutta somatizzazione...un periodo brutto...ma alla fin fine neanche per un minuto li ho colpevolizzati perchè capivo il loro smarrimento forse peggiore del mio...ho conosciuto l'indifferenza e la repulsione verso la ragazza che in quel momento ti stava vicino, che credi di conoscere un pò, ma in realtà troppo ottusa e presa da se stessa da non capirti e troppo lontana da te al punto da chiederti "ma come ho fatto a mettermi con questa?" o forse oramai ero troppo lontano io da non poter tornare sui miei passi.
Questo ho capito, che anche nei momenti più brutti si riesce a vedere qualcosa,si cresce... si ha una percezione della realtà, diversa,è come se vedessi le cose da un punto di vista non soggettivo ma generale,da un'altra angolazione, che ti permette di vedere le cose in maniera migliore...
e di scrollarti o renderti conto di qualcosa,delle fortune che hai o avevi e che prima non avresti mai fatto...di rapportarti alla vita in maniera diversa...di ricordarti che niente ti è dovuto ma tutto deve essere guadagnato...che non devi passare il tempo a chiederti "perchè a me?" perchè hai chiuso se no...
e poi di quanto alla fin fine la vita sia la cosa più semplice e pura, e come tale deve essere vissuta... siamo noi che la riempiamo di inutili artifizi...io non mi rendevo conto di quanto ero e sono fortunato, di quanto ero troppo preso da me stesso, oggi no...magari le stesse cose le avrei potute dire in condizioni diverse ma credo che non avrebbero avuto lo stesso peso perchè non le avevo fatte veramente mie e apprezzi le cose solamente quando ti vengono portate via o sono li li per scapparti...
Va bè non so se avete capito qualcosa e se alla fin fine ho espresso al meglio il mio messaggio...comunque ci tenevo a sfogarmi un pò...

Ciao a tutti






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Marialuisa


Registrato: Oct 01, 2003
Messaggi: 1536
Inviato: 2004-06-07 16:31   
Caro Antonio,
infatti si dice che, paradossalmente,"
i fiori piu' belli nascono dalla sofferenza...."

Ciao! Luisa


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daniele


Registrato: Jan 09, 2003
Messaggi: 48
Inviato: 2004-06-07 16:59   
mi hanno prescritto di fare le flebo di immunogamaglobuline qualcuno di voi ha trovato beneficio?danno degli effetti collaterali?

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tattera


Registrato: Mar 17, 2004
Messaggi: 25
Località: siena
Inviato: 2004-06-07 18:26   
Ciao Raffaella,
concordo molto con quello che hai scritto anche se lì per lì leggendo, mi è preso un po' male perchè anch'io, come molti di voi, ho sofferto di DAP e ho passato un bel po' della mia esitenza faccia a faccia con il dolore..
Secondo me hai ragione: dopo anni, in cui abbiamo tenuto duro e ci sembrava di eserci riusciti ad avere un po' di tranquillità e felicità, il fisico non è invece riuscito a rimanere indenne, perchè anche lui ha lottato insieme a noi per reagire, ma la mente è più forte del corpo e quest'ultimo alla fine ha cominciato a cedere..
I problemi psicosomatici (come anche i DAP), hanno sicuramente sconvolto il nostro fisico.
Comunque sia, l'importante è continuare ad avere la forza di reagire anche alla malattia come sempre abbiamo fatto, senza abbatterci mai!
Ed è vero, comunque, anche il fatto che in tutti questi anni di problemi psicologici e non, anch'io ho ricevuto veramente molto, riesco ad analizzare meglio le situazioni, a capire le persone, a voler bene incondizionatamente, insomma da qualcosa di negativo ho imparato tante cose positive, ed a volte, vi giuro, ho pure ringraziato Dio per stare male perchè tutto questo forse non lo avrei mai capito e la sensibilità che posso avere oggi nell'emozionarmi anche per le cose più piccole e banali non l'avrei mai avuta.
Sono pronta a lottare per me stessa e per gli altri, per avere un futuro come io lo desidero, avendo coscienza che non tutto sarà in discesa.
Scusate lo sfogo lunghissimo ma il post di Raffaella mi ha fatto di nuovo scaturire mille emozioni..
Grazie Raffaella, un abbraccio a tutti
Tania


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Daniela


Registrato: Mar 11, 2003
Messaggi: 1529
Inviato: 2004-06-07 18:30   
Grazie Antonio; quello che hai scritto fa' "bene al cuore"!!...ed e' molto chiaro

Un'abbraccio
Dany.

P.S: per Daniele: bentornato come stai??(se non sono indiscreta...)

CIAO...



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