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salutemed.it Forum Index » » CFS Stanchezza cronica » » insonnia devastante!
Autore insonnia devastante!
leti


Registrato: May 05, 2004
Messaggi: 7
Inviato: 2004-05-05 21:32   
Ciao!cerco qualche info sul centro per i dist del sonno al sant'orsola Bologna!!
qualcuno c'è stato!!??
help!!!


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max


Registrato: Apr 26, 2003
Messaggi: 1902
Inviato: 2004-05-06 01:50   
Ciao Leti,ma tu soffri solo di insonnia?ASSOCIAZIONE ITALIANA
DI MEDICINA DEL SONNO:

http://www.sonnomed.it/centri.html



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leti


Registrato: May 05, 2004
Messaggi: 7
Inviato: 2004-05-06 11:18   
Quote:

In data 2004-05-06 01:50, max scrive:
Ciao Leti,ma tu soffri solo di insonnia?ASSOCIAZIONE ITALIANA
DI MEDICINA DEL SONNO:

http://www.sonnomed.it/centri.html



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leti


Registrato: May 05, 2004
Messaggi: 7
Inviato: 2004-05-06 11:26   
ciao!insonnia da una vita!non la malattia della stanchezza cronica.
grazie per l'indirizzo del sito, che però conosco già...!mi piacerebbe trovare qualcuno che soffre del mio stesso disturbo (mal comune...!!), e anche qualcuno che come me ha deciso di rivolgersi al centro disturbi del sonno del sant'orsola.magari potremmo scambiarci qualche info!
grazie per avermi risposto e già che ci sono lancio un appello a tutti gli espertissimi del web:mi aiutate atrovare info sulla dott. mondini patrizia e sui disturbi del sonno in genere!!??
grazie 1000 a tutti in anticipo!!!!
baci


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max


Registrato: Apr 26, 2003
Messaggi: 1902
Inviato: 2004-05-06 22:55   
UN RIMEDIO PER OGNI FORMA
Se dormire poco e male è un problema cronico, combattetelo con orari regolari e attività fisica

di Elio Lugaresi
Istituto di clinica neurologica, Università di Bologna

L'insonnia è un sintomo, non una malattia. Insonni sono perciò tutti coloro che dicono di aver dormito poco e male. Dal punto di vista pratico si possono distinguere tre tipi di insonnie: quelle occasionali, di uno o pochi giorni, legate a situazioni contingenti (cambio di letto, ricovero in ospedale, imminenza di un esame, preoccupazione, dispiacere, lutto); quelle transitorie, che persistono da alcune settihe che, con l'alternanza di ricadute e remissioni, persistono da molti mesi, da anni o da decenni.

Le insonnie occasionali non necessitano di trattamenti farmacologici. Le insonnie transitorie devono invece essere riferite al proprio medico, il quale dovrà assumersi il compito di individuarne le cause e possibilmente rimuoverle. Se lo riterrà opportuno egli potrà proporre anche un trattamento con farmaci, che però dovranno essere sospesi dopo poche settimane di cura, allo scopo di evitare il pericolo di dipendenze. Le insonnie croniche sono un problema molto delicato. Chi ne soffre deve capire che il suo disturbo potrà essere attenuato, ma probabilmente non risolto. Deve perciò rassegnarsi a convivere con la propria insonnia, cercando di non aggravarla con comportamenti e terapie errati. Gli insonni cronici dovranno coricarsi e alzarsi a ore regolari, restringendo il tempo di permanenza a letto. Ciò favorisce un sonno più compatto e perciò più soddisfacente. Dovranno dedicare una parte del loro tempo ad attività fisiche affaticanti e distensive per favorire l'addormentamento e una maggiore propensione al sonno. Le insonnie croniche, per le quali è necessario ricorrere al medico, riguardano il 10-15 per cento della popolazione. Le donne sono affette più spesso degli uomini; gli anziani più dei giovani. Nella storia di un insonne vi è spesso il racconto di genitori molto emotivi e di una famiglia disturbata da profondi conflitti interpersonali. Gli insonni ammettono spesso di essere ansiosi, emotivi, irritabili, poco adattabili. Spesso riferiscono che altri membri della loro famiglia soffrono o hanno sofferto d'insonnia. L'insonnia non nasce, però, soltanto da problemi di origine psicologica o di natura familiare o sociale. Gli anziani spesso diventano insonni a causa di dolori viscerali e articolari, o perché disturbati da disfunzioni prostatiche che li obbligano ad alzarsi una o più volte durante la notte. Anche l'uso cronico di farmaci ipotensivi, antidolorifici, immunode-pressivi (cortisonici) può compromettere la continuità e la profondità del sonno. Gli anziani, infine, hanno un sonno leggero e interrotto da numerosi risvegli e questo li predispone a diventare insonni.

Nel prossimo futuro avremo probabilmente farmaci sempre più selettivi sull'insonnia, senza produrre effetti nocivi o indesiderati. In un futuro più remoto il trattamento potrà giovarsi della migliore comprensione dei meccanismi genetici e molecolari del sonno e delle sue alterazioni.


UN RIMEDIO PER OGNI FORMA
Occasionale: nessun farmaco
Transitoria: valutazione medica, eventuale ricorso a farmaci ma solo per poche settimane
Cronica: modificare i comportamenti (coricarsi e alzarsi a orari regolari, limitare le ore a letto, lunghe passeggiate e attività sportiva).










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max


Registrato: Apr 26, 2003
Messaggi: 1902
Inviato: 2004-05-06 23:06   
L'insonnia

L'insonnia è un disturbo più comune di quanto si creda e una recente statistica indica che circa il 14% delle persone lamenta un qualche disturbo del sonno ed è insoddisfatta del proprio dormire. La percentuale di insonnia aumenta poi con l'età raggiungendo, dopo i 60-65 anni, il 33% e il sesso femminile sembra essere il più colpito.

Parlare di insonnia vuol dire in primo luogo parlare di un bisogno fondamentale dell'uomo: il sonno. Vediamo dunque che cosa vuol dire dormire e quanto questo sia importante per l'economia psicofisica del corpo umano.

Che cosa è il sonno

Nell'antica Grecia il sonno era rappresentato come un adolescente che corre leggero sulla terra per dare agli uomini il riposo del corpo e della mente, recante nella mano sinistra un papavero e nella mano destra un recipiente colmo del suo succo. Sonno dunque come quiete, distacco dalle fatiche quotidiane e recupero di energia in funzione di una nuova giornata.

Visto in questo modo, il sonno sembrerebbe una parentesi tra un giorno e l'altro senza nessuna continuità con quella "relazione con il mondo" che tanto distingue l'essere svegli, attenti e vigili.

In realtà le cose non stanno proprio così, e con la scoperta delle onde elettriche cerebrali attraverso l’elettroencefalogramma è stato possibile dimostrare che il sonno appartiene al giorno biologico di ogni individuo e che lo stato di veglia in realtà continua, però in altro modo, mentre si dorme.

Il sonno si compone di quattro fasi che si ripetono varie volte durante la notte: due sono caratterizzate da un sonno leggero; le altre da un sonno più profondo ed è soprattutto da queste ultime che dipende la qualità del dormire; vi è poi una quinta fase molto importante chiamata "fase REM" (Rapid Eyes Movement, movimenti oculari rapidi) durante la quale le informazioni, le impressioni, gli avvenimenti del giorno precedente vengono ricapitolate, raccolte e ordinate dal cervello. Si tratta dunque di una fase del sonno in cui si memorizza, si ordina e addirittura si impara selezionando le esperienze del giorno, immagazzinando le più importanti ed eliminando le altre.

Ma perché si dorme? Nella maggioranza degli studi e delle sperimentazioni della neurofisiologia e della neuropsicologia (scienze che studiano il funzionamento del cervello) si afferma che dormire è una necessità istintiva dell’uomo; se si paragona lo stato di veglia e lo stato di sonno alle funzioni digestive il primo è analogo alla ricerca del cibo e all’atto del mangiare, mentre il secondo al digerire, all’impiegare le componenti nutritive del cibo e dunque acquistare forza. Infatti tutto il metabolismo (soprattutto nella fase REM) aumenta, aiutando così l’organismo a immagazzinare energia. Vi sono peraltro molte altre funzioni caratteristiche del dormire, vediamone alcune: l’apparato renale e il fegato eliminando le tossine più efficacemente di quando si è svegli; il sistema immunitario produce più anticorpi; il midollo osseo "fabbrica" globuli rossi in gran numero; l’ormone somatotropo (quello della crescita) viene escreto in quantità considerevoli eccetera... Tutto ciò, dunque, mostra il sonno come una fase attiva della vita quotidiana assolutamente necessaria a completare l’equilibrio di tutto il corpo e di conseguenza quanto possa essere nocivo non dormire.

Perché non si riposa

Con il termine insonnia si indica la sensazione soggettiva di non aver tratto sufficientemente riposo dal proprio sonno, perché non adeguatamente lungo o perché privo di sufficienti capacità ristoratrici.

Il fattore "durata" del sonno è purtroppo non significativo per fare diagnosi di insonnia poiché vi sono notevoli differenze individuali nella percezione della quantità di sonno di cui ciascuno necessita. Infatti vi sono persone che dormono costantemente poco più di 3 ore per notte senza alcun disturbo (persone famose che appartengono a questa tipologia erano Winston Churchill, Napoleone, Papa Giovanni XXIII, Pirandello, Thomas Edison, ...), vi sono anche individui che qualora dormano meno di dieci ore non si sentono in completo benessere e affermano di non aver dormito a sufficienza.

Dunque, per definire questo disturbo del sonno è estremamente importante tenere conto della soggettività e si può definire insonne chiunque, indipendentemente dalla durata del sonno, non dorme bene e per questo non si sente in completa efficienza fisica e mentale durante il giorno.

I vari tipi

Tre sono i tipi di insonnia: il primo è detto "insonnia iniziale", cioè è presente una difficoltà ad addormentarsi a cui può seguire un sonno anche prolungato ma riferito oggettivamente insoddisfacente; il secondo tipo è "l’insonnia centrale", caratterizzata da numerosi e a volte prolungati risvegli; infine il terzo tipo (insonnia terminale), spesso conseguenza del secondo, ma definito come un mancato ripristino del sonno dopo un risveglio precoce notturno.

Tutti e tre i tipi di insonnia possono essere episodi sporadici oppure cronici.

L’insonnia sporadica è un disturbo occasionale transitorio e di solito è legata a situazioni momentanee e soprattutto di tipo ansioso (ad esempio, eventi dell’indomani che destano preoccupazioni). L’insonnia cronica è invece un disturbo persistente nel tempo e che riduce notevolmente il benessere e le prestazioni della persona.

Queste le cause

Per quanto riguarda le cause, in genere si distinguono un’insonnia detta primaria e una secondaria; nella primaria non è riconoscibile nessuna chiara causa, mentre nella secondaria è possibile riconoscere sia cause fisiche che psichiche.

L’insonnia primaria
E’ questo uno dei disturbi che spesso il medico generico deve affrontare e purtroppo quello meno suscettibile di un trattamento soddisfacente. Probabilmente tutto ciò avviene perché non sono appunto chiare le cause e il trattamento dunque non può essere accuratamente mirato.Esistono d’altro canto numerose scuole di tipo psicologico che affrontano il problema seppur con diversi presupposti. Vediamole.

Scuola comportamentista. Per questa l’insonnia primaria è riconducibile in gran parte a stati di ansia e di depressione. L’ansia interferisce sulla rapidità con cui ci si addormenta mentre la depressione sulla profondità e continuità successive. Secondo la psicologia comportamentale molte malattie e disagi derivano da una capacità variabile di ogni persona di adattarsi o no a stimoli ambientali con conseguente eustress (adattamento) oppure di stress (disadattamento). In quest’ultimo caso occorre individuare gli stimoli che in una data persona provocano riposte disadattive procedendo poi (con tecniche dette, appunto, comportamentali) a un decondizionamento.

Scuole psicanalitiche. Secondo la classica scuola psicanalitica freudiana, l’insonnia può essere correlata a paure nei confronti di pensieri, fantasie o sogni angosciosi che possono presentarsi durante il sonno. Il sonno è il momento in cui la mente razionale non può efficacemente controllare la parte istintiva presente in ogni essere umano e l’insonnia rappresenterebbe il tentativo di perpetuare il controllo.

Scuola psicosomatica Riza. L’insonnia viene qui considerata come rappresentazione dell’impossibilità dell’individuo ad abbandonarsi al sonno, considerato simbolicamente come il momento della "passività" e della "dipendenza". La persona insonne si presenta molto spesso come timorosa del mondo istintivo e dei momenti di abbandono, ipercontrollata e piena di pensieri, incapace di lasciarsi andare al mondo sempre con la mente razionale. Il corpo poi presenta "tensioni" muscolari diffuse mimando uno stato di all’erta continuo e così sempre pronto all’azione.

L’insonnia secondaria
I disturbi più frequenti che causano insonnia sono: l’angina pectoris, lo scompenso cardiovascolare, le apnee notturne per un periodo variante da 20 a 90 secondi date da ostruzioni delle vie aeree superiori (polipi nasali, sinusiti), il ciclo mestruale caratterizzato dalla cosiddetta tensione premestruale, la menopausa, l’iper e l’ipotiroidismo, l’ipertrofia prostatica, l’ultimo mese di gravidanza, l’alterazione del normale ciclo di attività-riposo che si verifica frequentemente nelle persone che volano da un continente all’altro (jet-lag) oppure che sono sottoposte a turnazione lavorativa, l’ansia (causa l’insonnia iniziale), la depressione (causa l’insonnia centrale e la terminale).

I farmaci per dormire

Fino a qualche anno fa per indurre e mantenere il sonno venivano utilizzati solitamente i barbiturici. Queste sostanze sono state via via abbandonate perché da un lato sono molto tossiche, dall’altro perché riducevano considerevolmente la fase REM del sonno con conseguenze "diurne" nocive (difficoltà di memoria, confusione mentale, notevole riduzione dell’attenzione eccetera).

Attualmente vengono prescritti soprattutto due tipi di farmaci: le benzodiazepine che agiscono nella fase di addormentamento; gli antidepressivi triciclici che regolano il sonno in generale oltre ad avere un effetto sulla depressione.

Entrambi questi tipi di farmaci devono essere assunti sotto stretto controllo medico (in particolare i triciclici) perché non sono privi di effetti collaterali e perché paradossalmente possono causare un’insonnia secondaria. Gli ipnotici, infatti, perdono la loro efficacia nel tempo e ciò può provocare una reazione paradossa: la persona nel timore dell’inizio di una nuova serie di notti insonni entra in uno stato d’ansia che causa a sua volta insonnia.

Medicina naturale

Tre sono le possibilità terapeutiche più efficaci nella cura dell’insonnia: l’agopuntura, l’omeopatia, la fitoterapia (cura con le erbe). Vediamole una per una.

Agopuntura
Per la medicina tradizionale cinese il giorno e la notte appartengono rispettivamente alle due energie yang e yin, energie che scorrono nell’universo, nella natura e dentro l’uono. Yang e yin sono sempre compresenti ed in movimento l’uno verso l’altro e il sonno viene causato da una pienezza fisiologica serale dell’energia yin (analoga all’acqua, all’interiorizzazione, alla passività eccetera) contemporaneamente a un minimo energetico dell’energia yang (il fuoco, l’esteriorizzazione, l’attività). Stati alimentari, situazioni psichiche, fattori climatici per questa medicina sono importanti cause di aumento oppure diminuzione delle due energie che influenzano i vari organi del corpo umano tonificandoli o indebolendoli. L’insonnia viene in agopuntura definita come uno stato di pienezza dello yang serale contemporanea ad un vuoto dell’energia yin (il contrario della situazione fisiologica), in particolare occorre distinguere vari tipi di insonnia causate dalla forza e dalla debolezza di un organo piuttosto che da un altro. Ecco dunque una classificazione dell’insonnia secondo la medicina tradizionale cinese.

Insonnia da insufficienza di milza. L’eccesso di preoccupazioni, stress psichici, riflessioni, rimuginazioni continue portano all’indebolimento energetico della milza; insieme all’insonnia data da risvegli frequenti vi è inappetenza, ventre gonfio, o vi possono essere nausee, palpitazioni, diminuzioni della memoria, sudori freddi, colorito del viso pallido.

Insonnia da insufficienza di rene. L’eccesso di paura indebolisce il rene; i sintomi dell’insonnia sono dati dalla difficoltà ad addormentarsi ma possono essere accompagnati da dolori lombari, ronzii auricolari, vertigini, irritabilità, palpitazioni, faccia rossa, dolore al petto in un punto a metà dello sterno.

Insonnia da disfunzione dello stomaco. Gli eccessi alimentari nuocciono allo stomaco; i sintomi dell’insonnia sono la difficoltà ad addormentarsi e i risvegli durante la notte, che possono essere accompagnati da dolori gastrici, eruttazioni, pesantezza di testa, gusto amaro in bocca.

Insonnia da pienezza di fegato. La collera causa pienezza di fegato, insieme al fattore climatico vento che è anch’esso causato dalla pienezza di fegato. I sintomi sono: incubi notturni, difficoltà ad addormentarsi, continui risvegli, risvegli precoci mattutini e possono essere accompagnati da sete di bevande fredde, mal di testa, collera, arrossamento agli occhi, fastidiose contratture muscolari.

Omeopatia
Nella materia medica omeopatica sono numerosissimi i rimedi che contemplano il sintomo insonnia; uno su tutti merita particolare attenzione ed è "coffea cruda". Questo rimedio è particolarmente indicato in chi tende a privilegiare il mondo diurno rispetto a quello notturno, con un atteggiamento psichico caratterizzato da un’attività mentale esagerata; la persona che trova giovamento da "coffea" inizialmente non patisce per la sua insonnia ma ben presto si reca dal medico perché oltre a quel disturbo soffre di altri sintomi come emicrania, nevralgia, ipersensibilità cutanea, palpitazioni cardiache, il tutto aggravato dalle emozioni. "Coffea" è anche il rimedio dei bambini che non hanno mai sonno, degli studenti che hanno appena superato un esame impegnativo ed in generale della persona che ha passato una serata in condizioni di attività mentale esaltata, che non può dormire perché ha appena vissuto un’emozione molto intensa.

Fitoterapia
Il primo ipnotico erboristico usato nell’antichità era il succo di papavero insieme alla mandragora che Galeno, uno dei "padri" della medicina, consigliava con semi d’orzo mescolati a succo di lattuga. Attualmente le erbe più conosciute per la cura dell’insonnia sono le seguenti: la passiflora, il biancospino, l’escoltzia, la camomilla ed infine il tiglio. Vediamole ora una per una sottolineando le loro varie caratteristiche. Cominciamo con la passiflora. Questa particolare erba è ipnotica, antispasmodica, sedativa. Viene indicata nelle difficoltà a prendere sonno soprattutto in quelle persone ipersensibili tendenti alle rimuginazioni ed influenzabili dai cambiamenti. Passiamo ora al biancospino. Erba che equilibra l’apparato cardiovascolare (tachicardie) e rilassa i muscoli. Associata alla precedente è utile anche nei risvegli notturni. L’escoltzia è il papavero californiano, induce il sonno e riduce i risvegli precoci mattutini. La camomilla è indicata per le persone irritabili e di umore instabile. Contrariamente a quanto si crede in assunzioni croniche può creare una sorta di intossicazione il cui effetto è l’ipereccitabilità ed ancora insonnia. Infine parliamo del tiglio. Erba molto utile nelle persone che tendono all’ipertensione arteriosa e che si svegliano di notte con sensazioni di fame.

Le dieci regole d’oro per dormire bene

Ecco tutti i consigli alimentari da seguire e le “cattive” abitudini da evitare assolutamente

L’insonnia è un disturbo in cui il cosiddetto “fai da te” è da bandire. Troppo spesso infatti si ricorre ai sonniferi senza consultare il medico rischiando, da un lato, fastidiosi effetti collaterali e dall’altro, una rapida dipendenza biologica e psicologica. Peraltro è possibile ricorrere ad alcuni accorgimenti di tipo alimentare e comportamentale per curare e prevenire questo “antipatico” disturbo:

Eliminare la carne dal pasto serale: nella carne è presente un aminoacido, la tirosina, che interviene come stimolante dei processi mentali

Il pasto serale dovrebbe essere vegetariano e ricco di amidi (pasta e riso). Insieme alle banane questi alimenti sono ricchi di un precursore della serotonina, sostanza che a livello cerebrale induce il sonno ed ha effetto sedativo

Imparare un metodo di rilassamento (training autogeno, yoga, distensione immaginativa sono i più noti) per diminuire la tensione muscolare

Per chi non ha problemi di allergia un bicchiere di latte caldo prima di coricarsi è un toccasana conosciuto fin dall’antichità

Una volta svegli è inutile girarsi e rigirarsi nel letto, meglio alzarsi e preparare una camomilla o una tisana di lavanda, tiglio o passiflora

Andare a letto solo per dormire e quando si ha sonno. Altre attività come mangiare, leggere o guardare la televisione non devono essere fatte a letto

Limitare, nelle ore precedenti il sonno, attività che eccitano l’organismo come lo studio intenso o attività fisiche impegnative

Se si ha un bambino che non prende sonno quando i genitori si allontanano il rimedio più antico è posare vicino a lui un indumento indossato dalla madre. In questo modo la madre continua a “comunicare” al bambino la sua presenza rassicurandolo

Una tradizione dell’antico Egitto narra che la posizione notturna con la testa a Nord favorisce la fluidità della circolazione sanguigna. A conferma di ciò, esperimenti effettuati al Centro del sonno di Barkeley con l’uso di un letto girevole hanno dimostrato che quando la testa è a Nord la profondità del sonno è maggiore che negli altri orientamenti. Vale la pena dunque modificare in tal senso la posizione del letto

Evitare l’assunzione di sostanze stimolanti con il fine di aumentare “l’utilità” del giorno. Il sonno viene così costantemente sacrificato alla vita vigile e non rispettato nella sua essenza di fondamentale funzione che scandisce, sorregge ed equilibra l’esistenza dell’uomo


















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leti


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Inviato: 2004-05-07 00:09   
GRAZIE!GRAZIE!GRAZIE!sei stato veramente gentilissimo!!!sono finalmente riuscita a fissare una visita al centro disturbi del sonno al sant'orsola con la ditt. mondini...sono molto felice anche perchè ho impiegato ben 3 giorni prima che qualcuno mi rispondesse!!!appena avrò affrontato anche questa esperienza la scriveò qui, sarà sicuramente utile anche ad altri.
il tuo problema qual è!?se ti va di "parlarne" sarò lieta di leggere la tua risposta (magari tutto ciò potrà essere ovvio in questo sito, ma io non conosco niente a rigurdo della malattia della stanchezza cronica....)
nel frattempo saluto te e tutti gli altri!
BUONA NOTTE e speriamo di riposare un pochino!a presto


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max


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Inviato: 2004-05-07 00:42   
Tu soffri di insonnia,io invece una volta ho provato cosa è la letargia:non la auguro a nessuno cosi come tu non auguri a nessuno il fatto di non riuscire a dormire mai.Portati il cuscino nel centro

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leti


Registrato: May 05, 2004
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Inviato: 2004-05-12 22:47   
ciao!spero vivamente che tu abbia risolto i tuoi problemi col tempo, o almeno alleviati..!!ti saprò dire se il cuscino mi è servito o meno!
baci
PS letargia contrario di insonnia?!


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max


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Inviato: 2004-05-12 22:58   
Si,il contrario,ma è cosa passata,ciao

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