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salutemed.it Forum Index » » CFS Stanchezza cronica » » Qualcosa sul significato della malattia e altro...
Autore Qualcosa sul significato della malattia e altro...
Daniela


Registrato: Mar 11, 2003
Messaggi: 1529
Inviato: 2004-01-16 11:08   
A me sono piaciuti cosi ho pensato di postarli!

Ciaooo.....
Dany........







P.S. scendere per leggere(sono la solita schiappa del pc. abbiate pazienza)!!!!!!!








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RIDERE E GIOCARE


Di tutti i fattori emotivi che possono contribuire a creare un buono stato di salute, la risata è di certo il più potente. Innanzi tutto è una buona ginnastica. Mentre per piangere impegniamo meno di 20 muscoli, per ridere ne usiamo più di sessanta.
Ridere provoca una sollecitazione meccanica della zona delle tempie e ha un'azione galvanizzante sulle funzioni del cervello e di alcune ghiandole. Mobilita il diaframma, tonifica gli intestini, ossigena i polmoni. Provoca l'aumento del ritmo di sintesi delle encefaline, che sono dei mediatori del sistema nervoso centrale. Aziona la secrezione di endorfine e altre sostanze che, oltre a dare una sensazione di benessere, rendono vispe le funzioni cellulari e ringalluzziscono il sistema immunitario (le difese del corpo contro infezioni, virus e altri attacchi esterni).
La funzione positiva del ridere sul metabolismo è stata verificata anche osservando che i neonati che ridono molto crescono di più e sono più sani. Si è verificato che il ridere ha un effetto positivo persino sui tumori e le leucemie. Ho letto che fu un giornalista americano, Norman Cousins, a fare la scoperta. Gli avevano diagnosticato una terribile malattia, la spondilo artrite anchilosante. Egli decise di curarsi dedicandosi al ridere e assistendo intensivamente a spettacoli comici, clownistici e cabarettistici, a leggere libri di barzellette, a guardare film esilaranti e a cercare il lato ridicolo in ogni cosa.
Dopo sei mesi scoprì d'essere guarito.
Fu lui l'inventore della comicoterapia. Da anni ormai in alcuni ospedali americani e francesi si usano le videocassette comiche e i clown come medicine per i malati terminali. A volte il ridere non funziona ma almeno le persone muoiono allegre. Si è anche usato molto il gioco, il contatto emotivo e il ridere con i bambini ricoverati negli ospedali, ottenendo risultati incoraggianti. Ci si è accorti infatti, che l'atmosfera opprimente dei luoghi di cura è un elemento che non facilita certo la guarigione dei piccoli.
Persone allegre sono state mandate a far giocare e ridere i neonati abbandonati. Burattinai, attori e animatori sono entrati nei reparti ospedalieri. Di recente anche in Italia, nel reparto pediatrico dell'ospedale di Padova, si è iniziato a sperimentare la presenza di cuccioli: gli animali hanno un incredibile capacità di indurre al gioco e al riso. Gli effetti positivi di queste medicine a quattro zampe, del resto, non sono una novità. Ad esempio la notevole efficacia dell'ippoterapia nella cura dell'handicap e dei disturbi mentali è stata verificata da decenni di pratica medica. Ma ridere è importante soprattutto perché provoca un particolare stato di coscienza che è di per sé estremamente positivo. Non posso scoppiare a ridere se il mio umore non è disponibile a ciò.
Quando guardiamo un comico, e sappiamo che ci farà ridere, entriamo in uno stato emotivo di attesa felice e giocosa. Se non entriamo in questo stato, ridere ci è impossibile. E ogni risata ci induce a calarci sempre più in questo atteggiamento aperto e leggero. In un crescendo di spensieratezza che ci fa arrivare, nei casi migliori, al famoso "fou rire" (riso folle).
Durante questa crisi di riso inarrestabile che si autoalimenta, trascendiamo la realtà e arriviamo magicamente a vedere il mondo come una complicatissima, esilarante, barzelletta cosmica.
Tutto diventa ragione di burla e di sganasciamento. E ridiamo fino al pianto, fino a sentire i dolori di pancia, i crampi che, finalmente, esaurite le forze, fermano la risata (ah, quant'è bello ridere!). Queste crisi di riso non sono solo fisicamente benefiche. Hanno anche l'effetto di rilassare la mente, sdrammatizzare i pensieri, rendere inconsistenti le paure. Insomma liberano il cervello dalle scorie dei pensieri negativi, lo ripuliscono, lo riordinano.

Ridere, è un'esperienza
culturale, filosofica.
Ti fa cambiare idea sul mondo.

E poi quando riusciamo a ridere di qualche cosa che ci fa paura o che ci ha addolorato, siamo già avanti nel processo di cicatrizzazione delle ferite psicologiche che la vita ci lascia.

Ridere è un cicatrizzante per l'anima.

Vedendo le cose dal punto di vista della risata, scopriamo gli errori della nostra mente. Quando siamo presi da un'ondata di seriosità, ci sentiamo importanti, tronfi, sicuri di noi. Facciamo le cazzate più spaventose e ci cacciamo nei guai. Se sottoponiamo ogni volta al setaccio del ridere i nostri progetti, le nostre ambizioni, le nostre idee, allora avremo uno strumento di valutazione eccezionale.

Castaneda dice che devo aver paura in tre casi:
• Quando sono sicuro di me.
• Quando sono sicuro che sono gli altri a sbagliare.
• Quando sto facendo una cosa nella quale non c'è niente da ridere.


Se rido cambia il mio modo di vedere il mondo, i potenti non sono poi così potenti e gli aggressivi spesso si fanno male da soli. E la morte, sebbene così ineluttabile, non è poi quel grave danno che sembra. In fondo che importa di morire? L'importante è vivere, ridere e far ridere.
Nell'immensità di miliardi di miliardi di anni, per un attimo, siamo giunti qui, sul palcoscenico degli eventi. Abbiamo pochi minuti per viverci il nostro show. Che fai? Te ne stai nell'angolo a rimuginare perché prima o poi finirà? Ma vogliamo scherzare? Fare un gran baccano è molto, molto meglio! Ma non è ancora finita. Ridere è uno strumento per ottenere risultati positivi.
Ridere spegne il cervello razionale, lo travolge annullando i suoi vincoli emotivi e liberando tutte le energie che abitualmente si consumano pensando. Energie che, mentre ridete, il corpo sfrutta per rigenerarsi. E in quegli attimi privi di autocontrollo razionale, abbiamo una percezione più aperta del nostro essere parte del mondo. Per questo molti Maestri considerano il ridere un atto sacro di empatia con il creato.

Il vizio principale, nella mentalità settaria e burocratica di certi religiosi, consiste nella seriosità e nella mancanza di senso dell'umorismo, e quindi dell'elevazione spirituale che l'ilarità comporta. Essi temono lo sganasciarsi perché può mettere in crisi il potere che li sostiene e che è improntato sulla paura e sulla superstizione. L'umorismo per loro è una capacità misteriosa, un terreno sconosciuto e infido. Per questo non vogliono che si rida nei templi. Temono che si rida di loro. Al contrario i veri Maestri hanno riso innanzi tutto di se stessi. Hanno sempre visto il ridere come un gesto sacro.
Il primo miracolo di Gesù Cristo fu di trasformare l'acqua in vino perché la gente ballasse e ridesse! Se ci voleva tristi avrebbe distribuito a tutti un bel bicchierozzo di bromuro.









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CHE COS'È LA MALATTIA?


Le scoperte mediche degli ultimi 20 anni
hanno sconvolto l'idea della malattia.
Oggi sappiamo che l'atteggiamento del malato
è più importante di molte medicine
e ridere è l'atteggiamento più salutare.


Nel 1989 David Spiegel fece un esperimento per dimostrare l'importanza delle emozioni nello stato di salute. Ma di certo non poteva immaginare che la semplice possibilità di parlare dei propri problemi potesse raddoppiare le aspettative di sopravvivenza dei malati di cancro. L'esperimento iniziò individuando un gruppo di donne, malate terminali di tumore al seno, che venivano curate tutte con gli stessi farmaci dagli stessi medici.
Le donne vennero divise in due gruppi. A metà di loro venne offerta la possibilità di incontrarsi ogni settimana e scambiarsi opinioni sulla loro situazione potendo esprimere liberamente quel che stavano vivendo (cosa che in casa non avevano in coraggio di fare per non rattristare i familiari). All'altra metà vennero somministrate le cure senza particolare sostegno psicologico. Le donne che ebbero la possibilità di condividere le loro emozioni, vissero mediamente tre anni. Quelle del secondo gruppo, un anno e mezzo.

Se esistesse una medicina che potesse raddoppiare le aspettative di vita nei malati terminali di tumore, tutti correrebbero a comprarla. Un'altra prova dell'importanza dei fattori psicologici nella salute viene dalle ricerche sugli effetti dei farmaci. Normalmente per verificare l'efficacia di un farmaco si procede somministrandolo a un gruppo di 100 persone (il numero è indicativo). A un altro gruppo di pazienti, il più possibile simili a quelli del primo, per stato di salute e condizione sociale, viene somministrato un farmaco finto (detto placebo), costituito da un po' di zucchero (o da altra sostanza neutra). Nessuno dei pazienti sa se prende la medicina vera o quella falsa. Il primo fenomeno strano osservato è che gli effetti non sono molto diversi nei due gruppi. Su 100 persone che prendono il farmaco, magari 88 sentono qualche cambiamento ma anche molti del gruppo che sperimenta il placebo subiscono il medesimo effetto.
Se gli effetti positivi osservati sul gruppo che prende la medicina vera, superano dell'8%gli effetti positivi osservati nel gruppo che ha preso acqua e zucchero, si può già dire che la medicina funziona! Ovviamente questa differenza aumenta nel caso di anestetici e sonniferi e di altri medicinali che agiscono sulle funzioni fisiologiche fondamentali. Però anche nella sperimentazione degli anestetici si verificano casi di totale scomparsa del dolore, in pazienti gravemente sofferenti, iniettando unicamente acqua distillata fatta passare per morfina.

Ma un altro curioso fenomeno ha stupito i ricercatori: se alcuni membri del gruppo che prende il medicamento vero soffrono di effetti collaterali (bolle, arrossamenti o altro), questi fenomeni colpiscono anche una percentuale consistente, anche se minore, di pazienti che prendono il placebo. Fenomeni del genere hanno sempre suscitato l'interesse di molti scienziati, inducendoli a interrogarsi sul rapporto tra mente e corpo. Questo interesse ha portato a un'altra scoperta. C'è uno stretto rapporto tra la simpatia del dottore e l'effetto della cura. Il medico più comunicativo guarisce il 25% dei malati in più rispetto al terapeuta che non entra in empatia con i pazienti. Sono ormai decine le ricerche mediche che hanno dimostrato il rapporto tra mente e reazioni fisiologiche. È ormai certo che l'atteggiamento verso la vita, l'ottimismo e il buon umore sono condizioni che statisticamente favoriscono la buona salute.

Essere collerici o stressati è invece un fattore di rischio.
E ha un'incidenza più grave del fumo o dell'alcol.

Queste scoperte mediche sono poi state convalidate da ricerche fatte con obiettivi totalmente diversi. Ad esempio le compagnie di assicurazione francesi, cercando di individuare i clienti migliori per le polizze vita, si sono accorte che tra i fattori di longevità è determinante svolgere un'attività mentale, sociale e lavorativa oltre l'età pensionabile (ad esempio, insegnare all'università o fare l'artista), avere una casa grande, essere sposati, essere ricchi e girare il mondo.

Insomma i poveri, tristi, incazzati
e pessimisti muoiono prima.

E comunque i pessimisti stressati ricchi muoiono prima degli ottimisti poveri. Un'altra conferma di questa tesi è venuta dall'esperienza dei medici che si sono occupati di autopsie legali nelle zone infestate da mafia e camorra. Essi hanno constatato che i malviventi, vivendo in un costante stato di paura di essere catturati o eliminati dalle bande rivali, hanno tutti le stesse disfunzioni di alcuni organi interni. Una vera e propria sindrome del mafioso. Sono cose che i buoni medici sanno almeno dai tempi di Ippocrate e che la medicina psicosomatica ha contribuito a diffondere. Ma non è mai stato ben chiaro come ciò avvenisse.
Solo a partire dal 1974 (grazie alle ricerche di Robert Ader e David e Suzanne Felten) si è scoperto come le reazioni emotive influenzino il funzionamento degli organi. Robert Ader, della School of Medicine and Dentistry della Rochester University, stava facendo esperimenti con i topi. Somministrava loro un farmaco che riduceva artificialmente il numero di cellule circolanti. Queste cellule fanno parte del sistema immunitario e hanno il compito di difendere l'organismo dalle malattie. I topi assumevano la medicina sciolta in acqua dolcificata con saccarina. Dopo un certo periodo, Ader provò a dar loro solo acqua e saccarina e con stupore si accorse che otteneva comunque l'abbassamento delle cellule T. E questo, secondo le conoscenze scientifiche di allora, non sarebbe dovuto succedere. Era come se il sistema immunitario dei topi, avendo imparato a sopprimere le cellule T per difendersi dal farmaco e avendo imparato ad associare la presenza del farmaco con il sapore dolce dell'acqua, avesse imparato anche a reagire subito, prima di percepire gli effetti del farmaco. Il cervello registrava l'emozione prodotta dal sapore dolce dell'acqua e provvedeva ad abbassare le produzione delle cellule T. Questo errore, indotto artificialmente, aveva una tale persistenza che, continuando a somministrare acqua e saccarina, il numero delle cellule T diminuì a un tale livello che alcuni animali si ammalarono e morirono.
Il neuroscienziato Francisco Varela, della école Polytechnique di Parigi, ha definito il sistema immunitario "Cervello del corpo", sede del "senso di sé dell'organismo", con la funzione di distinguere tra ciò che fa parte del corpo e ciò che è estraneo.

"Le cellule immunitarie viaggiano nel sangue circolante in tutto il corpo, e pertanto possono entrare in contatto con qualunque altra cellula. Quando riconoscono le cellule in cui si imbattono, le lasciano stare; ma se non le riconoscono, le attaccano. L'attacco consiste dunque o in una difesa contro virus, batteri e cellule cancerose, oppure in una malattia autoimmune come le allergie o il lupus, qualora le cellule immunitarie attacchino per errore altre cellule dell'organismo non avendole riconosciute come tali. Finché Ader non fece la sua scoperta fortunata e inattesa, ogni anatomista, ogni medico e ogni biologo credette che il cervello (con i suoi collegamenti in tutto il corpo) e il sistema immunitario fossero entità separate, e che nessuno dei due fosse in grado di influenzare il funzionamento dell'altro. Non c'era alcuna via che collegasse i centri cerebrali (che monitoravano quel che il ratto assaggiava) con le aree del midollo osseo (che producono le cellule T). Quanto meno, per un secolo questa era l'opinione corrente."

Dal 1974 a oggi sono state innumerevoli le scoperte che hanno confermato l'esistenza di una comunicazione tra mente e corpo.

In particolare, le emozioni non sono solo
un fenomeno mentale.

Esse hanno un effetto potente sul sistema autonomo centrale che regola le funzioni più disparate dalla quantità di insulina secreta dal pancreas al livello di pressione del sangue. Che uno spavento possa provocare l'aumento del battito cardiaco o la vista di un dolce la secrezione di saliva, è risaputo da sempre. Ma David e Suzanne Felten riuscirono a descrivere minutamente questo processo, scoprendo che si replica a tutti i livelli dell'attività fisiologica. Essi, con la loro équipe, individuarono inizialmente uno dei luoghi della comunicazione tra sistema nervoso autonomo e cellule del sistema immunitario (linfociti e macrofagi). Utilizzando dei potentissimi microscopi elettronici scoprirono strutture simili alle sinapsi del cervello là dove il sistema immunitario entra in contatto con le terminazioni del sistema nervoso autonomo.

Grazie a queste sinapsi,
le cellule nervose comunicano con
le cellule immunitarie
attraverso neuro trasmettitori.

In questo modo il sistema nervoso autonomo regola l'attività delle cellule immunitarie. Ma, nota bene, la comunicazione può avvenire nei due sensi. Non si era mai pensato che le cellule immunitarie potessero comunicare col sistema nervoso! Successivamente verificarono su cavie che, isolando chirurgicamente dal sistema nervoso milza e pancreas (organi che producono o immagazzinano le cellule immunitarie), questi organi smettono di reagire in modo corretto alle invasioni batteriche virali. Cioè in un modo non ancora del tutto chiarito, il sistema nervoso autonomo stimola il sistema immunitario a riconoscere gli elementi estranei al corpo. Quindi non solo le emozioni influenzano il sistema nervoso autonomo ma attraverso questo esse arrivano al sistema immunitario.

Questo fenomeno avviene contemporaneamente per diverse vie. Infatti si è scoperto anche che le emozioni provocano l'emissione di ormoni. Ad esempio, in stato di stress vengono liberati nel sangue adrenalina, noradrenalina, prolattina, cortisolo e oppiacei naturali (beta-endorfina e encefalina), tutte sostanze che hanno un forte impatto sul sistema immunitario. Principalmente producono l'effetto di inibire l'attività delle cellule immunitarie per far sì che tutte le energie disponibili siano concentrate nella difesa dal pericolo che ha provocato lo stress (fuggire dal leone è più urgente che curare la tosse asinina). Il che spiega perché una persona stressata si ammala più facilmente. Infine la ricerca new age ha evidenziato il rapporto tra stress, cervello istintivo inconscio e contrazioni muscolari involontarie. La rigidità dei muscoli ha un effetto diretto sulla circolazione del sangue. A sua volta il sangue nutre e rigenera le cellule. Se, senza accorgermene, tengo una zona del corpo contratta per lungo tempo, tutti i tessuti di questa parte ne soffriranno.

Riassumendo: si va disegnando una nuova mappa della fisiologia umana, dove pensieri ed emozioni (che sono soltanto scariche elettriche che viaggiano nel nostro cervello) si interconnettono strettamente con il corpo. Si è così dimostrato in modo inoppugnabile che esiste un rapporto tra stress, emozioni e salute (su questo tema ritorneremo nelle prossime pagine). In sostanza la saggezza popolare ha trovato conferma. Si è sempre detto che arrabbiarsi "fa sangue cattivo e rovina il fegato" e che "cuor contento il ciel l'aiuta". È ovvio che una persona soddisfatta, capace di comunicare e di essere ottimista, avrà non solo un migliore stato di salute ma pure una maggiore capacità di vivere bene il rapporto con gli altri e di realizzarsi nella vita. Questo maggiore successo porterà, a sua volta, gratificazione e un'ulteriore ricaduta positiva sullo stato psicologico e quindi sulla salute.
Ancora vent'anni fa i medici "ufficiali" si accapigliavano con omeopati, agopuntori e terapisti bioenergetici sul rapporto tra psiche e salute. Oggi tutti pensano che il buon esito di una cura dipenda molto dall'atteggiamento mentale del malato e che alcune malattie, come l'ulcera, siano causate soprattutto da fattori legati allo stress emotivo.
D'altra parte anche la medicina alternativa ha accettato l'importanza delle nuove tecnologie mediche che, soprattutto nel settore diagnostico, vengono sempre più usate parallelamente ai metodi empirici di diagnosi.
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[ Questo messaggio è stato modificato da: Daniela il 2004-01-16 11:10 ]


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Marialuisa


Registrato: Oct 01, 2003
Messaggi: 1536
Inviato: 2004-01-16 11:19   
verissimo Dany tutto quanto sopra………..Peccato che è l’epoca del “tutti musoni” e “tutti schizzati” e tutti MALATI…………( chi piu’ chi meno………)
Fanno eccezione , nella categoria umana i bambini, con i quali si riesce ancora ad essere se stessi e a ritrovare la parte “ludica” che è in noi……….. e i “musoni “ e gli “schizzati” hanno pensato bene di “rovinare” anche questa splendida “categoria” umana !!!!

Del Paradiso ci sono rimaste tre cose, sulla terra :

“ le STELLE
i FIORI e i
BAMBINI “ ( P.Paltro)

Buona giornata!



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KIO


Registrato: Oct 29, 2003
Messaggi: 1275
Località: Lugano
Inviato: 2004-01-16 17:59   
Senza nulla togliere ai bambini!
Guai a chi mi tocca i bambini!!!

Dei bambini o "bambini" ho capito una cosa (tra le altre):

Dopo anni trascorsi a fare full immersion di bambini tutti i week end...
Dopo aver deciso che, dopo una settimana di lavoro in ambiente assolutamente "adulto", una 3 giorni di full immersion nella verità era nesessario x l'eqilibrio mentale...
Un lunedì mattina, tornando a lavorare sul tardi, mi imbatto in una normalissima giornata lavorativa = tutti inxxxxati neri!
Li guardo un po' "da lontano" e mi accorgo che:
SONO UGUALI ai BAMBINI!!!
Gli adulti sono COME i BAMBINI: quello che vuole essere leader, quello che vuole la stessa cosa, quello che si arrabbia xché non può avere quello che vuole, quello che si offende, quello che è geloso, quello che incassa-muore-dentro-e-tace, quello che vuole attirare l'attenzione, quello che se-non-lo-guardi-picchia-una-crisi...

Insomma IDENTICI: SONO SOLO PIÙ GROSSI!!!
Peccato che non se lo ricordino!!!
O non ci vogliano pensare!
Diventerebbe molto più divertente la vita!

!


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roby72


Registrato: Sep 25, 2003
Messaggi: 348
Inviato: 2004-01-16 19:10   
Concordo con KIO. Infondo siamo dei bambinoni cresciuti è proprio vero, mi riconosco. Un baciotto con lo sKIOkko alla KIOlina

Un abbraccio a tutti gli altri.


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Marialuisa


Registrato: Oct 01, 2003
Messaggi: 1536
Inviato: 2004-01-16 23:12   
Ben detto, Kio………e ci sono più “bambini” maschi……….che “ bambini” femmine………….Ma NOI portiamo PAZIENZA, siamo allenate…………….
In ogni caso, su tutti i fronti, preferisco tutto il giorno con i BAMBINI piuttosto che un’ora con i “bambini”………………….perché con i BAMBINI è solo un po’ faticoso ma “sereno” mentre, con i “bambini” è FRUSTRANTE e “deprimente”……………….
Vero che ci siamo capite……..!?!? ( i maschetti “stenteranno” un po’ a capire , ma poi…………..)
Un abbraccio!


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KIO


Registrato: Oct 29, 2003
Messaggi: 1275
Località: Lugano
Inviato: 2004-01-16 23:32   
Tranquilla Marialuisa! !
Savo rare eccezioni, i maschietti non capiranno mai!
Sennò il "genio femminile" che esisterebbe a fare???
Eppoi... tranne quando li appenderemmo fuori dalla finestra, non è forse anche per questo che i maschietti ci piacciono tanto???

Ohoo! Maschietti! Non "accomodatevi" su questa affermazione P.F.!
GRAZZZIE!


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max


Registrato: Apr 26, 2003
Messaggi: 1902
Inviato: 2004-01-16 23:35   
"Tutti i grandi sono stati bambini una volta,ma pochi di essi se ne ricordano" (A.De Saint-Exupéry)

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KIO


Registrato: Oct 29, 2003
Messaggi: 1275
Località: Lugano
Inviato: 2004-01-16 23:43   
"È incredibile la quantità di adulti maturi ed equilibrati che si tengono in casa un orsacchiotto; ma è forse proprio questo il motivo per cui essi sono così maturi ed equilibrati."
(Joseph Lempa)


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Daniela


Registrato: Mar 11, 2003
Messaggi: 1529
Inviato: 2004-01-17 10:06   
Adoro i bambini!!!!!!!
La loro freschezza e l'intelligente spontaneita'!!!
Gli Uomini bambini??????...be' quella e' una categoria a parte



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ciccullo


Registrato: Sep 28, 2003
Messaggi: 61
Località: Toronto-Canada
Inviato: 2004-01-17 21:23   
Se mi abbraccio il mio bel grande orsacchiotto, mi ritengo ancora matura ed equilibrata??? Spero di si'....
Ciao a tutti! Ancora malata...medico ha detto che e' un'infezione (bacterial infection)...sto prendendo antibiotics...che non vorrei prendere.....pero'.....
Saluti e baci a voi tutti!!

p.s. la temperatura e' molto piu' "calda"... oggi e' -10....alleluia!!!

_________________


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Marialuisa


Registrato: Oct 01, 2003
Messaggi: 1536
Inviato: 2004-01-17 22:37   
Il problema è costituito da coloro che non sono GRANDI, si credono “grandi”, “tuttologi” e “onnipotenti” e, inevitabilmente, “inferiorizzano tutto e tutti”………………..Costoro non si ricordano di essere stati BAMBINI perché , di fatto, non sono riusciti ad esserlo…..Quindi sono rimasti “bambini”………………Come hai detto KIO……………per la nostra gioia…..!?!?!
grrrrrrrrrrrrrrrrrrr…………………no comments……….!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Baci, bacini e bacetti ai “grandi BAMBINI” e anche ai “bambini”………!!!!!!!
( che bel gioco di parole…………… classicamente femminile…….!!!!!!!!!)


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stregatta


Registrato: Jun 26, 2003
Messaggi: 3782
Località: Bergamo
Inviato: 2004-01-17 23:07   
Molto belli gli articoli postati da daniela, soprattutto il secondo.........è un pò quello ke stiamo dicendo da un pò di tempo.....basta solo metterlo in atto!!!!
.......


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KIO


Registrato: Oct 29, 2003
Messaggi: 1275
Località: Lugano
Inviato: 2004-01-18 00:03   
"Beati quelli che sapranno ridere di loro stessi: non finiranno mai di divertirsi"

(non è mia, presa a prestito da un libro sulle Beatitudini)


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Marialuisa


Registrato: Oct 01, 2003
Messaggi: 1536
Inviato: 2004-01-18 00:16   
PREZIOSITA’ DEL SILENZIO

Il SILENZIO è “MITEZZA”, quando non rispondi alle offese, quando non reclami i tuoi diritti, quando lasci a Dio la difesa del tuo onore

IL SILENZIO è “MISERICORDIA”, quando non riveli le colpe dei fratelli, quando perdoni senza indagare nel passato, quando non condanni ma intercedi nell’intimo

IL SILENZIO è “PAZIENZA ”, quando soffri senza lamentarti , quando non intervieni ma attendi che il seme germogli lentamente

IL SILENZIO è “UMILTA’ ”, quando taci per lasciar emergere i fratelli, quando lasci che il tuo agire sia interpretato male, quando lasci ad altri la gloria dell’impresa

( Anonimo in Assisi)


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AURORA


Registrato: Aug 24, 2003
Messaggi: 272
Località: MODENA
Inviato: 2004-01-18 15:58   
Daniela,
importanti le cose che hai scritto,e anche convincenti ,da amalgamare con tutto il resto.
Quindi,anche il nostro parlare di noi sul forum ci allunga la vita !!!
Bene,specialmente se è così,concentriamoci sullo sputare fuori i rospi che abbiamo dentro e che ci zavorrano.
Invece,quando abbiamo voglia di spaccare il capello in quattro, facciamo una bella risata sulla nostra esigenza da "bambini" e passiamo avanti !!!
Promesso ???
Abbracci a tutti
Aurora


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