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salutemed.it Forum Index » » CFS Stanchezza cronica » » Quotidianita' come e' vissuta dal punto di vista femminile e maschile.
Autore Quotidianita' come e' vissuta dal punto di vista femminile e maschile.
Daniela


Registrato: Mar 11, 2003
Messaggi: 1529
Inviato: 2003-09-20 13:35   
Ciao a tutti...so' che questo e' un'argomento un po' delicato ma ci ho pensato gia' prima di andare in montagna e lo posto cosi come mi riesce nella speranza che insieme, cosi come ognuno liberamente desidera si possa trovare dei punti di contatto e di conforto lungo questo nostro cammino quotidiano.
Quello che mi chiedo e' come affronta la cfs sia a livello fisico che psicologico una donna e allo stesso modo un'uomo sia in positivo che in negativo.
Quali differenze ci sono secondo voi???
Quali rimedi anche pratici si usano da ambedue le parti per affrontare anche le difficolta' piu' piccole della quotidianita'???
Cercare di capire e' importante secondo me perche' questo non ci fa' dimenticare chi siamo e che nonostante tutto abbiamo ancora molta forza insieme per lottare con le unghie e con i denti con la nostra realta' quotidiana fuori e dentro casa e nella societa' intera...!!
E abbiamo molto a livello interiore da donare...
Un dolce abbraccio Dany.

[ Questo messaggio è stato modificato da: Daniela il 2003-09-20 13:49 ]


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romeo


Registrato: Nov 24, 2002
Messaggi: 1927
Inviato: 2003-09-20 15:27   
Argomento profondo ed impegnativo,quello proposto da Te,Cara Daniela,ma non poteva essere altrimenti,considerando la Tua natura.Ti dico subito,quasi telegraficamente,che nel giro di pochi anni sono passato dalle stelle alla stalla.Sono diventato come un invalido,fatica ed instabilità,in particolare,mi hanno costretto a mollare quasi tutte le cose che facevo e i miei hobbies,tra cui il ballo e lo sci,che ho sempre anteposto a tutto e a tutti nella mia vita.Cio'sommato alle altre cose perse,mi avrebbero dovuto scaraventare nella piu'nera delle depressioni,ma fino ad oggi cio'non è accaduto,non so'domani?Ma come faccio per non crollare psicologicamente,giorno dopo giorno,chiuso nella mia solitudine,uscendo di casa solo per andare al lavoro o svolgere qualche faccenda non rimandabile.La risposta è semplice:studio e volontariato,con sforzo e fatica si intende,a volte anche disumano.L'alternativa a cio'sarebbe passare ore e ore a pensare a quanto mi è accaduto,a piangermi addosso,col risultato che è facile intuire.Tutto questo è legato anche al fatto che sono uomo,forse se fossi stato donna,mi sarei avvantaggiato di altre sensibilità,di altri forti interessi,che non posseggo,anche all'interno della famiglia stessa e del parentato.Romeo

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Daniela


Registrato: Mar 11, 2003
Messaggi: 1529
Inviato: 2003-09-21 09:45   
Grazie Romeo per la tua bella testimonianza.
Sei...forte!!
Ciao Dany.


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AURORA


Registrato: Aug 24, 2003
Messaggi: 272
Località: MODENA
Inviato: 2003-09-21 12:11   
Cara Daniela
Questo è un argomento che scava dentro. Io, se ripercorro le mie tappe, vedo questo:all'inizio non ho potuto fare altro che sottostare alla malattia (casa, letto,divano e autolicenziamento )perchè era solo questo che potevo fare.Libero arbitrio zero ,senza distinzione secondo me tra atteggiamenti maschili o femminili. Questo per circa due anni.Poi ho ripreso a lavorare, altro peggioramento dopo diversi mesi e altro autolicenziamento. Non ho mai dubitato però che io volevo lavorare (e questo lo metto nella categoria del femminile con ideologia femminista ).Appena ho potuto ho ripreso ancora a lavorare e ,appena i sintomi peggiori hanno mollato un pò la presa,ho sommato addirittura due mestieri alla volta!!! Qui vedo un atteggiamento del tipo "mi spezzo ma non mi piego " e lo considero un atteggiamento un pò maschile (almeno secondo lo stereotipo che dice che l'uomo è orgoglioso e forte).
Pensa che per rispettare gli impegni ho adottato stratagemmi di tutti i tipi come andare a lavorare con un'ora di anticipo per trovare il parcheggio ancora libero,o per avere il tempo di salire le scale con pausa su ogni scalino quando ancora non erano arrivati gli altri che mi avrebbero visto. Ho fatto perfino bella figura perchè una persona così puntuale dove la trovi?!!
La mia fase attuale è più di accettazione dei mei limiti e ho smesso di "aver qualcosa da dimostrare " finalmente credo di aver raggiunto un comportamento che non è nè maschile nè femminile ma solo umano.
Daniela !!! Mi hai "costretto " ad un riesame non facile ma ti ringrazio perchè può essere molto utile a tutti,secondo me è meglio essere capaci di "flettersi" come un ramo di salice ,come dicono gli orientali.

Mentre scrivevo mi è spuntato un confronto con i siti americani :loro scopriranno la causa della cfs (speriamo!) ma noi,nel nostro piccolo, credo che possiamo insegnargli a vivere (acc....è spuntato ancora il mio orgoglio!!).
Ciao Daniela ...ammiro la tua curiosità .
Buona Domenica a tutti
Aurora


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Daniela


Registrato: Mar 11, 2003
Messaggi: 1529
Inviato: 2003-09-21 14:18   
Grazie Aurora!
Finche' riuscivo a lavorare e i miei sintomi erano leggeri pur soffrendo d'emicrania poi curata bene(anche se non guarita completamente)tiravo avanti felice se volete ma con la consapevolezza(a ventun anni...)che qualcosa di strano nel mio corpo stava accadendo e cosi feci esami di ogni tipo.
Sentivo i disturbi e i dolori muscolari ma erano a quei tempi altalenanti o meglio ciclici...e ancora andavo avanti tra riposo e attivita' nella speranza che sarei stata bene ma qualcosa continuava il suo percorso portandomi via energie e piccole cose un po' alla volta. Cosi c'erano lavori piu' leggeri o a mezza giornata come badare un bambino e pulire la casa e fare pulizie in un'albergo...visto che ormai il mio tanto caro lavoro di estetista l'avevo dovuto mollare; richiedeva molta concentrazione che non avevo piu' e una certa resistenza muscolare!!!
Dopo la mononucleosi tutto peggioro' e andai a fare una visita da una fisiatra- reumatologa che a trentanni mi confermo' la diagnosi di fibromialgia.
Cosi mi son trovata sola con questa strana sindrome che non capivo cos'era ma per me e per il mio carattere attivo e creativo aveva solo un significato...la fine di tutto!!! Passavo molto tempo a piangere sentendomi derubata ancora una volta della mia liberta'!! Mi sforzavo in ogni modo e durante ogni miglioramento pensavo che tutto si sarebbe sistemato e mi davo alla pazza gioia ma poi di nuovo giu' con le ginocchia per terra!!! Per carattere non volevo ne la pieta' ne l'aiuto di nessuno in questo caso(in altri casi mi hanno aiutata molto tante persone speciali)ma con questa cosa sconosciuta facevo di tutto ma proprio di tutto per non farlo notare agli altri!!! Arrivai al punto che dallo sconforto un giorno tentai di buttarmi giu' dalla macchina mentre andavo con mio marito in un posto...ma non ci riuscii perche' qualcosa piu' forte di me che ancora non mi spiego mi ha bloccata!!!
Allora ho cominciato a capire lentamente...a piegarmi di piu' e ad accettare l'aiuto della persona che mi stava accanto e degli amici e a dire grazie senza troppo orgoglio. Quest'anno ho avuto la diagnosi di cfs e questo ha spiegato molte cose tra le quali il perche' stavo tanto male!
Ho cominciato a smettere di combattere in senso negativo e a lottare attivamente. Ho bandito dal mio vocabolario la parola rassegnazione e l'ho sostituita con accettazione...ma non passiva!!
Come dice Romeo la solitudine all'inizio e' molto forte anche se hai vicino persone che ti vogliono bene perche' si crea subito una linea netta di separazione tra cio' che si era e il mondo intorno...dalle stelle alla stalla.
Per una donna e' difficile nel senso che io ci tenevo molto a lavorare almeno mezza giornata cosi come ho molte passioni...la casa, la cucina, il cucito, la lettura e tante altre cose che ora sono centellinate al minimo e questo quando va' ancora bene. Abituata a fare tutto da sola fin da piccola accettare l'aiuto di mio marito all'inizio e' stato tragico! Nelle cose pratiche ho trovato un modo di fare i mestieri piu' leggeri quando sto' meglio lungo la giornata e ad accontentarmi. Ho fatto entrare l'anno scorso in cucina una lavastoviglie pur odiandole perche' non ce l'ha faccio a lavare i piatti perche' mi fa' molto male la schiena a stare ferma in piedi.
Come dice Aurora accettare i propri limiti e' il modo migliore credo per non soccombere e come dice Romeo attaccarsi a quelle piccole ma grandi cose quotidiane che ci aiutano a sentirci vivi...!
Con pazienza...non e' necessario fare tutto e subito anche perche' tanto non ci si riesce quasi mai!!
Ci si sente a meta'...con le ali spezzate assieme a tanti sogni!
Trovare il proprio equilibrio personale con l'entita' della propria sindrome e' ardua impresa giornaliera con una malattia cosi instabile...ma e' cosa necessaria da imparare ogni giorno tra alti e bassi per stare meglio o non peggio al di la' del fatto che la malattia fa' lo stesso quel che vuole.
Accettarla come una parte di noi...viva e mutante nel senso che va' curata come una figlia con tutti i mezzi a nostra disposizione e senza aggressivita'.
Come se fosse qualcuno che cammina con noi e lo si aiuta a trovare la sua strada e possibilmente a...sloggiare dal nostro corpo!!!
Differenze sostanziali tra donna e uomo in fondo non c'e' ne sono tante ma sicuramente a livello sociale forse per un'uomo e' piu' difficile da sostenere se ha a carico una famiglia o se non l'ha solo per il semplice fatto che (si e' inutile girarci attorno)si limitati nella propria azione fisica e mentale e quindi anche lavorativa. Per una donna e' la stessa cosa se si trova da sola o con una famiglia da mandare avanti senza l'aiuto di nessuno. Insomma vengono toccati campi molto simili e anche differenti(a meno che un'uomo non abbia la passione per il ricamo...vista la parita' dei sessi)!?.
Questo e' quanto confusamente e' uscito dalla mia mente e dal mio cuore...ma e' per ognuno di noi la propria storia personale immensa e ricchissima di sfumature che ognuno porta dentro di se'...
Nemmeno per me e' 'indolore guardarmi indietro' ma mi da' la forza e la chiarezza del mio agire di 'ora nel presente' con speranza.
Un'abbraccio caro...Dany.


[ Questo messaggio è stato modificato da: Daniela il 2003-09-21 21:00 ]


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Daniela


Registrato: Mar 11, 2003
Messaggi: 1529
Inviato: 2003-09-21 21:05   
Un libro interessante per chi vuole leggerlo(e chi ne conosce altri...chi piu' ne ha piu' ne metta!).
E' indirizzato alle donne ma va' bene anche per gli uomini...
Si intitola 'Troppo buone!' di Renate Gockel...edizioni 'Tea'.
Dany.


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