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salutemed.it Forum Index » » CFS Stanchezza cronica » » A proposito di stampa
Autore A proposito di stampa
roeslein


Registrato: Mar 08, 2003
Messaggi: 99
Località: Padova
Inviato: 2005-12-02 08:39   
Scusate i tempi lunghi, ma non sempre riesco a essere presente con tempestività nel Forum.
Un salutone a tutti, Carla


COMUNICATO STAMPA



Il senatore Giovanni Crema (Sdi) ha presentato un'interrogazione ai ministri della Salute e del Lavoro e Politiche sociali sulla Sindrome da Affaticamento Cronico (CFS).



La Sindrome da affaticamento cronico (CFS) o Encefalomielite Mialgica (ME) è una patologia grave e invalidante che costringe chi ne è affetto a sofferenze fisiche e psichiche, rubando la possibilità di costruire un futuro, costringendo all'abbandono del lavoro, studi e passioni. “Una patologia che rende la vita più simile a quella di un vegetale che di un essere umano - commenta il senatore Giovanni Crema dello Sdi - arrivando all'isolamento sociale. In Italia questa patologia non è ancora stata riconosciuta - spiega Crema - anche se viene studiata da almeno quindici anni da alcune strutture pubbliche, mentre invece i cittadini della Gran Bretagna affetti da Cfs già dal gennaio 2002 hanno ottenuto il riconoscimento ufficiale e nel 2004 il governo inglese ha stanziato diverse migliaia di sterline per l'apertura di centri di diagnosi e cura per i malati di sindrome da affaticamento cronico”. Da queste considerazioni deriva l'interrogazione a risposta scritta del senatore Crema che chiede ai ministri della Salute e del lavoro e Politiche Sociali se non intendano adottare iniziative normative per migliorare la vita delle persone che convivono con questa patologia cronica. La richiesta è di promuovere un'informazione capillare da parte della comunità medico-scientifica, attraverso i canali del Sistema Sanitario nazionale, sull'esistenza della CFS e sulla sua diagnostica. “Peraltro - aggiunge il senatore dello Sdi - la sindrome è già inclusa tra le patologie del Clinical Evidence del 2002”. Crema chiede anche di codificare la CFS anche in Italia inserendola tra le patologie croniche e invalidanti con diritto ad una pensione, poiché comporta spesso l'impossibilità per chi ne è affetto di svolgere una normale attività lavorativa.

Roma 11 novembre 2005
Segreteria Sen. Giovanni Crema



PADOVA

gazzettino.it/
Mercoledì, 16 Novembre 2005



"Egregio signor Ministro, sono ...

"Egregio signor Ministro, sono ammalata di Cfs e mi sono permessa di scriverle per segnalarle una grave carenza del nostro ordinamento sanitario: la mancanza di riconoscimento ufficiale della Cfs , la Sindrome da affaticamento cronico (o Me, encefalomielite mialgica), una grave ed invalidante patologia fisica. Nessun malato di Cfs è depresso, tutti hanno una gran voglia di fare e di guarire, non è una malattia della psiche, semmai la psiche, dopo l'insorgere della malattia e in particolare dopo lunghi periodi di convivenza con questa, puo' essere messa a dura prova: i sintomi costringono, infatti, la persona a una vita più simile a quella di un vegetale e all'isolamento sociale rubando la possibilità di immaginare o poter costruire un qualsiasi futuro. La visione del domani si annebbia e ogni giorno si muore un po'". E' l'incipit di una lettera inviata da una cinquantenne padovana colpita da Cfs al ministro della salute Francesco Storace per sensibilizzare alla conoscenza di una patologia che interessa 200mila italiani. A sostenere la signora - a causa della malattia ha dovuto rinunciare al lavoro di insegnante in una scuola superiore della città e la sua quotidianità è pesantemente compromessa - e le tante altre persone che soffrono di questa malattia è intervenuto l'onorevole Piero Ruzzante (Ds) che ha presentato al ministro Storace un'interrogazione parlamentare affinchè la sindrome da affaticamento cronico sia riconosciuta come malattia invalidante."Caratterizzata da stanchezza continua e debilitante, che riduce di almeno il 50\% le capacità lavorative, di studio e le attività quotidiane in genere, la Cfs determina forti ripercussioni sia sul piano economico (i malati devono sostenere integralmente il costo dei farmaci), sia sul piano lavorativo; in Italia questa sindrome, diversamente da quanto accade in altri Paesi non è attualmente riconosciuta; l'Istituto Superiore di Sanità - sostiene Ruzzante - non l'ha inserita nell'elenco delle Malattie Rare mentre, sul versante previdenziale, non esiste alcuna protezione per i lavoratori affetti da questa malattia. La sindrome gode ormai di riconoscimento da parte della Comunità medico-scientifica statunitense, britannica e australiana e in questi Paesi sono state pubblicate linee giuda per il riconoscimento della sintomatologia, per il supporto nella diagnosi da parte dei medici e per la tutela dell'individuo affetto da Cfs , con lo stanziamento, in particolare in Inghilterra, di ingenti fondi per l'ampliamento dei centri di riferimento per la ricerca su questa sindrome". Ruzzante chiede quindi l'inserimento della Cfs tra le malattie croniche ed invalidanti, lo stanziamento di fondi per l'avvio di nuove ricerche scientifiche, la promozione di studi multidisciplinari vista la natura multisistemica della patologia, un'informazione capillare della comunità medico-scientifica, attraverso gli Ordini dei Medici.

F.Cap.


Edizione del 16/11 :






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