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salutemed.it Forum Index » » CFS Stanchezza cronica » » Ecco perchè la cura di Chieti si basa sugli omega 3......
Autore Ecco perchè la cura di Chieti si basa sugli omega 3......
stregatta


Registrato: Jun 26, 2003
Messaggi: 3782
Località: Bergamo
Inviato: 2005-10-31 18:19   
http://www.cibo360.it/alimentazione/chimica/macronutrienti/lipidi/eicosanoidi.htm

http://www.cibo360.it/cibo_salute/degenerative/terapie_nutrizionali.htm

http://www.sportmedicina.com/acidi_grassi_essenziali.htm


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romeo


Registrato: Nov 24, 2002
Messaggi: 1927
Inviato: 2005-10-31 20:17   
Raffa,ti posto anche il test per il rapporto tra omega 6 ed omega 3.Ciao.Romeo

ZONA Test

«L'essenza della conoscenza è che dopo averla scoperta la si applichi»Confucio
ZONA TEST
Valutazione del rapporto tra
acidi grassi omega-6 e omega-3 (rappoto AA/EPA)L'indice di benessere del tuo organismo
Lo ZONA test è punto di partenza per ritrovare salute e benessere.La corretta valutazione del rapporto tra acidi grassi
omega-6 e acidi grassi omega-3 consente di conoscere se è presente un giusto equilibrio nell'organismo tra queste due
famiglie di acidi grassi. Questo rapporto è alla base della prevenzione di patologie degenerative e cardiovascolari.La
sfida dei medici e dell'intera comunità è di diffondere l'importanza della medicina preventiva per aumentare non solo la
durata, ma anche la qualità della vita.
LIPIDI E ACIDI GRASSI
I lipidi sono componenti fondamentali dell'organismo umano rappresentando, per quest'ultimo, non soltanto una
considerevole fonte energetica, ma altresì, grazie alle loro funzioni strutturali e metaboliche, le pedine indispensabili per
l'attuazione di innumerevoli processi fisiologici.
Tra gli acidi grassi polinsaturi, due sottogruppi sono gli acidi grassi omega 3 e gli acidi grassi omega 6.
Gli acidi grassi omega-3 (tra cui l'acido eicosapentaenoico, EPA) e omega-6 (tra cui l'acido arachidonico, AA) svolgono
molteplici funzioni nell'organismo che includono anche la sintesi di alcune molecole chiamate eicosanoidi.
Queste molecole, comunemente definite «super ormoni», giocano un ruolo fondamentale nell'attuazione e modulazione
di numerosi processi fisiologici; sono ormoni indispensabili per la salute e la longevità della nostra specie.
In termini macroscopici, la funzione degli eicosanoidi si esplica nei più disparati distretti dell'organismo e coinvolge la
modulazione di innumerevoli fenomeni tra i quali:
- la proliferazione cellulare
- la risposta immunitaria
- l'aggregazione piastrinica
- la vasocostrizione/vasodilatazione dei vasi sanguigni
- la risposta al dolore
- aspetti comportamentali e funzioni cognitive
Gli eicosanoidi originati dagli acidi grassi omega-3, hanno funzioni diverse, per non dire opposte rispetto agli eicosanoidi
sintetizzati a partire dagli acidi grassi omega-6.
La maggior parte delle malattie croniche come affezioni cardiovascolari, diabete, artrite ed altre sono caratterizzate
dall'eccessiva presenza di eicosanoidi derivati dagli omega-6 e da uno sbilanciamento che vede una ridotta produzione
di eicosanoidi derivati dagli omega-3.
Gli omega-3 e gi omega-6, pur essendo indispensabili, hanno come precursori due acidi grassi essenziali, vale a dire
non sintetizzabili dall'organismo; vanno quindi assunti con la dieta o l'integrazione alimentare.
L'assunzione di omega-6 piuttosto che di omega-3, influenzerà la formazione nell'organismo di eicosanoidi derivati dagli
omega-3 (eicosanoidi buoni) o eicosanoidi derivati dagli omega-6 (eicosanoidi cattivi).
Tutto questo fa emergere l'importanza fondamentale della dieta.
ALTERATO RAPPORTO TRA
OMEGA-6 (AA) E OMEGA-3 (EPA)
Il rapporto tra omega-6 e omega-3 si è ampiamente modificato nel corso della storia dell'uomo.
Il giusto equilibrio tra le due famiglie di acidi grassi è fondamentale per il mantenimento o il ripristino delle condizioni di
buona salute dell'organismo.
Questo rapporto è da considerarsi come un indice di benessere dell'organismo.
Diversi studi confermano che l'uomo moderno occidentale rispetto ad individui vissuti in stadi precedenti dell'evoluzione
della nostra specie (tardo paleolitico) o rispetto ad aree geografiche d'appartenenza differenti presenta una maggior
concentrazione in acidi grassi omega-6 ed una minor concentrazione in acidi grassi omega-3 e di conseguenza un
rapporto omega-6/omega-3 più elevato.
Nell'uomo moderno questo rapporto si è modificato aumentando di valore nelle diverse popolazioni coerentemente con
le abitudini alimentari delle popolazioni stesse.
La popolazione giapponese ad esempio, caratterizzata da una dieta assai ricca di pesce e quindi di omega-3 presenta
attualmente un rapporto di 4.
Quella degli Stati Uniti ha un valore medio che arriva addirittura a 16,74!
Sono svariati i lavori scientifici che evidenziano come l'integrazione con omega-3 influisca sul decorso o l'instaurarsi di
svariate patologie.
Un giusto equilibrio tra le due famiglie di acidi grassi è fondamentale per la prevenzione e la cura di:
patologie cardiovascolari: quanto detto è ampiamente giustificato dal fatto che gli omega-3:
- riducono il livello dei trigliceridi nel sangue
- portano alla regressione del processo aterosclerotico
- prevengono la trombosi e di conseguenza l'infarto del miocardio
patologie tumorali: sono state evidenziate carenze di acidi grassi essenziali nelle cellule dei tessuti tumorali. In tali
condizioni infatti le cellule aumentano la proliferazione cellulare a vantaggio della massa neoplastica.
Ad alte concentrazioni di EPA (omega-3) è stata evidenziata inoltre una protezione verso il cancro colon-rettale.
Processi infiammatori: in accordo con la sua proprietà antinfiammatoria l'assunzione di omega-3 allevia i sintomi clinici
dovuti ai fenomeni infiammatori, contribuendo alla diminuzione della somministrazione di farmaci antinfiammatori non
steroidei nel paziente.
patologie del sistema nervoso (malattia di Alzheimer, depressione..): l'acido eicosapentaenoico (EPA) e l'acido
docosaesaenoico (DHA) hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella crescita del sistema nervoso e sono
direttamente coinvolti nella regolazione delle capacità cognitive come, ad esempio, la memoria. Hanno inoltre dimostrato
entrambi un'azione neuroprotettiva.
GLI OMEGA-3 E LA DIETA
La dieta gioca un ruolo fondamentale in quanto, come già ricordato, gli acidi grassi essenziali, non possono essere
sintetizzati dall'organismo, ma devono necessariamente essere assunti con la dieta.
Le abitudini nate dopo l'avvento dell'agricoltura hanno influito sull'assunzione di differenti quantità di acidi grassi omega-3
e omega-6 con conseguente modifica del loro rapporto che era restato invariato per milioni di anni durante la storia
evoluzionistica dell'uomo. Questo rapporto causa le comuni abitudini alimentari, è sempre a favore degli omega-6 e a
scapito degli omega-3.
Clinicamente, dai dati epidemilogici disponibili, questi cambiamenti si sono tradotti in un aumento dell'incidenza di
malattie degenerative.
In conclusione si può affermare che nonostante l'alimentazione venga molto spesso sottovalutata e consigliata da soggetti
incompetenti, essa ricopre un ruolo molto importante sia nel prevenire che nel curare molteplici stati patologici. Inoltre le
conoscenze scientifiche che ne stanno alla base sono in continua evoluzione. Sono molti i medici e i ricercatori che oggi
dedicano attenzione all'alimentazione e al giusto apporto di nutrienti per il benessere dell'individuo; ad esempio, in
riferimento a una dieta ricca di omega-3, il Dott. Sears, biochimico e ricercatore del MIT, ha creato un regime alimentare
chiamato Zona.
IL SIGNIFICATO DEL RAPPORTO AA/EPA
(acido arachidonico/acido eicosapentaenoico)
Molti studi scientifici, hanno rilevato l'importanza di questo indice per la prevenzione di svariate patologie.
Questo rapporto è da considerarsi come un indice di benessere dell'organismo.
L'obiettivo del test è verificare il valore del rapporto tra questi acidi grassi.
Nel caso in cui tale rapporto risultasse troppo elevato diventa fondamentale intervenire grazie alla dieta o ad un supporto
di integrazione alimentare per abbassarne il valore.
Tutto questo al fine di prevenire gravi patologie o, più semplicemente di agevolare il raggiungimento di uno stato di
benessere fisico e mentale.
Grazie al ripristino del corretto rapporto tra omega-3 e omega-6 i benefici per la salute saranno sia tangibili a breve
termine (miglior funzionalità intestinale, aumentata efficienza immunitaria, maggior concentrazione e capacità di
memorizzazione, diminuita sensibilità al dolore...) sia apprezzabili a lungo termine (per l'importanza di un basso rapporto
omega-6: omega-3 nell'opera di prevenzione di gravi patologie).
ZONA test
Lo ZONA test è un test diagnostico effettuato in gascromatografia su un campione di sangue venoso.
Il risultato del test è il rapporto tra acido arachidonico (AA) e acido eicosapentaenoico (EPA).
L'intervallo di valori corretto entro il quale collocare un buon rapporto AA/EPA è tra 2 e 4.
Valori superiori a tale intervallo sottolineano uno sbilanciamento all'interno dell'organismo tra acidi grassi nomega-6 e
omega-3 a favore degli omega-6.
Il referto sarà accompagnato da una brochure informativa che aiuterà il paziente in fase di lettura e interpretazione del
risultato del test.

_________________


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stregatta


Registrato: Jun 26, 2003
Messaggi: 3782
Località: Bergamo
Inviato: 2005-12-01 10:55   
Riporto una mia risposta, a Romeo e a Jonny, e cmq considerazione sull'utilizzo di omega 3 (ovviamente i migliori, sia dal punto di vista qualitativo, non devono superare una certa quantità di mercurio e devono avere il requisito, FONDAMENTALE, x non danneggiare il nostro già debilitato organismo, il famoso rapporto EPA/DHA di 2:1, oltre che la qualità e la località dove il pesce viene pescato.

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Ciao Romy e ciao Jonny,

stamattina mi sono arrivati i 2 flaconi di SYW, del quale ho parlato sul forum e dove Romy ha aggiunto il resto della ricerca, che io gà conoscevo, essendo iscritta al forum della ZONA; sono stati effcientissimi e veloci nella spedizione: 7 gg esatti dalla partenza dell'ordine.

Le cps andrebbero tenute in frigo, se ne assumono n. 3 al giorno e qualitativamente e x legge (quella canadese), l'olio contenuto in esse, deve contenere una percentuale di mercurio bassissima, ( purtroppo non trovo più il post, ma era tutto indicato); l'azienda garantisce, in caso di ritardo e di cattivo odore delle cps, la sostituzione delle stesse.

Trattandosi di prodotto naturale, senza additivi, è molto delicato, non deve essere esposto la sole nè a fonti di calore e.............insomma, oggi ne ho prese TRE e il mio colon e stomaco non hanno protestato............(vi assicuro che con altri omega 3 non proporzionati (rapporto 2:1), stavo male e alla fine la cura di Chieti ho dovuto sospenderla x qst motivi............. :unsure:

I prossimi (spero di proseguire, anche perchè li assumeremo tutti in famiglia), si possono ordinare tramite il contatto italiano che ha indicato romy.....................

Speriamo in bene e che qualcosa, a livello di azione antinfiammatoria, possano fare............da soli NON curano o guariscono la CFS, ma hanno la loro importanza, se sono omega 3 validi e "sani"........saluti a tutti..................

Raffaella


P.S. riporto anche qui il contatto italiano x ordinare gli omega 3 "sani" e meno costosi, e fortunatamente, aggiungo, la dose giornaliera non è qiella stressante delle 6/8 csp pro die....in casi di aggravamento cmq si possono tranquillamente aumentare i dosaggi....saluti a tutti. Raffaella

http://gent.pgfo.com/

[ Questo messaggio è stato modificato da: stregatta il 2005-12-01 10:58 ]


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jonnyblu


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Inviato: 2005-12-01 19:57   
riporto qui i dati degli omega tre che uso io.il rapporto di EPA/DHA è di 2/1 in più sono arricchiti con GLA ( ACIDO GAMMA LINOLEICO). E VITAMINA E. sono 180 grammi divisi in 240 capsule. costano un pò di più di quelli riportati sul lik che avete messo, ma io con questa ditta non ho mai avuto problemi di digeribilità. comunque proverò anche quelli li. non si sa mai.

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stregatta


Registrato: Jun 26, 2003
Messaggi: 3782
Località: Bergamo
Inviato: 2005-12-01 22:30   
Ciao jonny, se ti trovi bene e non hai avuto disturbi, il rapporto è di 2:1, allora prendili, resta solo il problema di un eventuale eccesso di assunzione di GLA, che in effetti assumiamo attraverso l'alimentazione, che possono produrre un aumento degli eicosanoidi "cattivi", rispetto a quelli "buoni" che si producono con l'assunzione di omega 3..........

se il test non fosse così costoso.....mannaggia!!

Kiss


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jonnyblu


Registrato: Aug 11, 2005
Messaggi: 303
Località: TRAMUTOLA
Inviato: 2005-12-03 20:14   
ho letto studi più specifici sul gla, è non è come dici tu. il gla viene trasformato in ecosanoidi buoni, qundi è tutto ok con i miei integratori. ho fatto il calcolo delle spese e dei quantitativi delle dosi, viene esattamente la stessa spesa con quelli che usi tu. mi sembrava strana che vi era tutta sta differenza. ma poi fatti tutti i calcoli, anche della purezza. si trovano. è uguale.

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stregatta


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Inviato: 2005-12-03 20:47   
non posso risponderti in modo tecnico relativamente alla produzione degli ecosanoidi "buoni" da parte del GLA, pur avendo "letto", con grande fatica il libro sulla zona, vi è un intero capitolo sugli ecosanoidi e sulla loro produzione......purtroppo NON ricordo più nulla....sono K.O. x motivi personali e familiari e quindi non posso nè contraddirti nè dirti che hai ragione...........

So solo che nella zona, sono consigliati esclusivamente gli omega 3............baci.....raffa


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stregatta


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Inviato: 2005-12-08 15:57   
SINTESI DELL’INTERVENTO DEL DOTT. ROBERTO MARCHIOLI

8/5/2001 - IL DOTTOR ROBERTO MARCHIOLI È RICERCATORE PRESSO L’ISTITUTO MARIO NEGRI di MILANO.

La decisione del Ministero della Sanità è un passo molto importante nel riconoscimento dell’efficacia degli acidi grassi poliinsaturi Omega 3. Studiati da molti anni, solo con i risultati negli studi di prevenzione e in particolare dello studio GISSI Prevenzione, si è avuta la dimostrazione della loro utilità ed efficacia. Non a caso questi risultati sono stati utilizzati per registrare una nuova indicazione da parte della Commissione Unica del Farmaco: “Prevenzione secondaria nel paziente con pregresso infarto miocardico. Nei pazienti con pazienti con pregresso infarto miocardico, in associazione ad altre misure terapeutiche quando appropriate, è indicato per ridurre il rischio di mortalità”.

Questa nuova indicazione, per un farmaco analogo, è stata accettata non solo in Italia ma anche in altri Paesi europei: per esempio in Francia, Gran Bretagna, Germania, Austria e Grecia.
In Italia il farmaco a base di Omega 3 esisteva già, ma con un’altra indicazione: la riduzione dei trigliceridi, ad un dosaggio variabile da uno a tre grammi al giorno. Nello studio GISSI Prevenzione si è dimostrato invece che con la somministrazione giornaliera di un solo grammo, in aggiunta ad una dieta corretta, gli acidi grassi poliinsaturi Omega 3 riescono a ridurre considerevolmente il rischio di morte nel post-infarto. Un aspetto molto importante è che il farmaco è stato abbinato alla modificazione delle abitudini di vita, cioè alla correzione della dieta, e agli altri trattamenti farmacologici.
Infatti, come è noto, il cardine della prevenzione cardiovascolare è la riduzione del rischio globale. Per ottenere questa riduzione sono necessari alcuni interventi, tra i quali, soprattutto, le modificazioni dello stile di vita e cioè l’aumento dell’attività fisica, diminuzione del vizio del fumo e migliori abitudini alimentari - ossia maggior consumo di frutta, verdura, olio di oliva extravergine e riduzione dei cibi grassi. Inoltre, associata a questi cambiamenti, è spesso necessaria l’assunzione di terapie farmacologiche di provata efficacia.
I pazienti infartuati possono contare sugli antiaggreganti piastrinici, aspirina, beta-bloccanti, ACE-inibitori e farmaci per abbassare il colesterolo. In associazione a questi trattamenti, la somministrazione quotidiana di derivati di acidi grassi poliinsaturi Omega 3 ad alta concentrazione, purificati e formulati in un farmaco, aumenta ulteriormente la probabilità di sopravvivenza.
Gli studi di tipo osservazionale ed epidemiologico hanno individuato nel consumo di pesce un fattore protettivo. Il pesce, soprattutto quello grasso, infatti contiene naturalmente gli acidi grassi Omega 3. Con lo studio GISSI Prevenzione abbiamo voluto sperimentare se in Italia – dove la popolazione si nutre con dieta mediterranea, quindi già abbastanza corretta – l’aggiunta di queste sostanze poteva ulteriormente ridurre il rischio cardiovascolare nei pazienti in trattamento, non agendo attraverso l’azione sui trigliceridi, già conosciuta, ma attraverso altri meccanismi. Il responso è stato più che positivo: la mortalità improvvisa è calata quasi del 45% nel gruppo di pazienti che, oltre alla terapia standard, ha ricevuto un grammo al giorno di acidi grassi poliinsaturi Omega 3.
A continuazione di questo studio l’Istituto Mario Negri, in collaborazione con l’ANMCO, sta organizzando un altro studio clinico in persone affette da scompenso cardiaco, nelle quali la forza di contrazione del cuore è patologicamente ridotta. L’ipotesi è che anche in questi pazienti gli Omega 3 possano avere un effetto protettivo in termini di riduzione delle aritmie fatali, forse maggiore di quello dimostrato nei pazienti post-infartuati dello studio GISSI Prevenzione.



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stregatta


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Località: Bergamo
Inviato: 2005-12-08 15:59   
Gruppo italiano per lo studio della sopravvivenza nell'infarto micardico (GISSI)


In collaborazione tra Istituto di Ricerche farmacologiche "Mario Negri"
e Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO)

Nei vent'anni dal loro inizio, gli studi coordinati dal Gruppo Italiano per lo Studio della Sopravvivenza nell'Infarto miocardico (GISSI) hanno ottenuto numerosi riconoscimenti nel mondo della cardiologia internazionale e sono considerati un punto di riferimento metodologico. Il GISSI, nato dalla collaborazione tra l'Istituto di Ricerche farmacologiche "Mario Negri" e l'Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO), è oggi considerato uno dei più qualificati team di ricerca nel mondo in campo cardiovascolare. Il GISSI ha prodotto una serie di studi clinici di grandi dimensioni (GISSI 1, GISSI 2, GISSI 3, GISSI Prevenzione), che hanno coinvolto più di 60mila pazienti colpiti da infarto miocardico.

§ Il GISSI 1 ha dimostrato la possibilità di ridurre la mortalità da infarto con l'impiego della trombolisi.
§ Il GISSI 2 e il GISSI 3 hanno prodotto importanti informazioni sulle altre terapie da affiancare alla trombolisi.
§ Il GISSI 3 ha dimostrato che l'utilizzo precoce di ACE-inibitori dopo l'infarto può migliorare ulteriormente la sopravvivenza.
§ Infine, il GISSI Prevenzione ha valutato in pazienti già colpiti da infarto l'efficacia di una terapia con acidi grassi polinsaturi omega-3, vitamina E e pravastatina, nel ridurre la mortalità o l'incidenza di un secondo infarto, evidenziando una riduzione della mortalità del 20 per cento nei pazienti trattati con omega-3.

Nell'arco di tempo in cui si sono svolti questi studi, la mortalità ospedaliera per infarto miocardico è stata ridotta di circa il 30 per cento. Oltre ai risultati relativi all'efficacia dei trattamenti sperimentali, le acquisizioni di questi studi sono relative a diversi aspetti di ordine metodologico-scientifico, all'acquisizione di dati affidabili sull'epidemiologia degli eventi clinici rilevanti e al trasferimento dei loro risultati alla pratica clinica.

§ Per quanto riguarda gli aspetti di ordine metodologico-scientifico, gli studi GISSI - caratterizzati da una larga partecipazione delle Cardiologie italiane e dall'adozione di protocolli che ricalcano la pratica clinica - hanno consentito di includere negli studi un ampio numero di pazienti in brevi periodi di tempo, garantendo non solo un'elevata potenza statistica ma anche l'analisi degli effetti dei trattamenti in popolazioni reali di pazienti con infarto miocardico, evitando le artificiose condizioni di selezione dei pazienti delle usuali sperimentazioni cliniche. La creazione di stabile una rete di monitor clinici all'interno dei Centri ha consentito di assicurare una raccolta dei dati corretta ed affidabile.
§ Per quanto riguarda l'acquisizione di dati affidabili sull'epidemiologia degli eventi clinici rilevanti, la disponibilità di una base di dati controllati molto ampia ha consentito non solo di valutare l'incidenza dei maggiori eventi clinici caratteristici, come la mortalità, ma anche di stimare in termini di incidenza e di prognosi l'andamento di eventi clinicamente rilevanti (fibrillazione ventricolare, reinfarto, ictus ecc.) sia nella fase acuta sia post acuta.
§ Per quanto riguarda il trasferimento dei risultati dalla letteratura scientifica alla pratica clinica, il passaggio in generale molto lentamente. Il GISSI ha accelerato questo processo: l'utilizzo della trombolisi nei pazienti con infarto miocardico acuto è al presente in Italia molto elevato (dati GISSI 3).




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