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salutemed.it Forum Index » » CFS Stanchezza cronica » » PSICHE e CFS-FMS
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Autore PSICHE e CFS-FMS
max


Registrato: Apr 26, 2003
Messaggi: 1902
Inviato: 2003-08-05 01:14   
"I disturbi affettivi,e cioè la depressione maggiore e la mania(o psicosi maniaco-depressiva) sono caratterizzati da modificazione dell'umore,che ne rappresentano le principali manifestazioni cliniche.L'uno e l'altro estremo dell'umore può essere accompagnato da psicosi,caratterizzato da pensieri e percezioni alterati o deliranti,spesso congruenti con l'umore predominante.Viceversa,i disturbi psicotici,al pari di molte malattie fisiche,possono essere accompagnati da modificazioni dell'umore e averle come sintomi secondari.Questa sovrapposizione di disturbi può indurre in errori di diagnosi e di trattamento clinico.Con un rischio del 5-10% nella popolazione generale di avere almeno un episodio morboso nel corso della vita,LA DEPRESSIONE MAGGIORE è il più comune dei disturbi affettivi e DEVE ESSERE DISTINTA DALLA NORMALE AFFLIZIONE,TRISTEZZA E DELUSIONE E DALLA DISFORIA O DEMORALIZZAZIONE CHE ACCOMPAGNANO SPESSO LE MALATTIE FISICHE.La depressione maggiore è caratterizzata da sentimenti di intensa tristezza e disperazione,rallentamento mentale e perdita della concentrazione,preoccupazione pessimistica,agitazione ed autodeprezzamento.Si producono anche modificazioni fisiche comprendenti insonnia,anoressia e perdita(talvolta aumento) di peso,diminuzione dell'energia e della libido,e disgregazione dei ritmi circadiani,dell'attività della temperatura corporea e di molte funzioni endocrine".

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stregatta


Registrato: Jun 26, 2003
Messaggi: 3782
Località: Bergamo
Inviato: 2003-08-05 01:27   
bene max! qst è kiaro, ma su qst forum si è dibattuto, e a lungo, sull'uso degli antidepressivi, tra i farmaci di vekkia e di ultima generazione ke nn hanno sortito effetti sui malati di CFS mentre hanno giovato a ki soffre di depressione...anke qui ci sarebbe da disquisire a lungo ma usciremmo fuori tema......Perkè ogni soggetto reagisce in modo diverso ad un determinato antidepressivo ed infatti si è parlato anke di come dosare il farmaco in base all'effetto ke si voleva ottenere.........e pertanto anke in caso di CFS, diciamo così, causata da stress emotivi, l'uso degli psicofarmaci potrebbe portare ad un risultato soddisfacente. ora vado davvero a nanna smackkkkkkkkkkkkkkkkkkk

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max


Registrato: Apr 26, 2003
Messaggi: 1902
Inviato: 2003-08-05 02:03   
Stregatta:se lo stress emotivo da solo è capace di innescare la Cfs siamo in un mare di guai Lo stress emotivo da solo di solito innesca una malattia in chi è predisposto geneticamente a quella malattia.

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romeo


Registrato: Nov 24, 2002
Messaggi: 1927
Inviato: 2003-08-05 02:05   
Cara Stregatta,siamo perfettamente d'accordo,l'ho sempre detto nei miei messaggi,anche privati,che la causa per me della sindrome risiede nella sommatoria di piu'concause stressanti.Le stesse possono essere di origine psichiche-fisiche-allergiche-virali-tossiche-ambientali-da farmaci-ecc.E'chiaro che non siamo tutti uguali,che alcuni sono piu'forti nella difesa organica,e che quindi resistono di piu'prima di ammalarsi,altri organismi invece collassano piu'velocemente,ed altri ancora non si ammalano per niente.Per stringere il discorso,scatta la malattia quando l'organismo si viene a trovare sopraffatto dalle tossine,provenienti dalle suddette cause,e non è piu' capace di difendersi da solo,inizia ad arrancare. Si vengono ad avariare tutte le reazioni chimiche dell'organismo,le sostanze a difesa dello stesso vengono prodotte in minima parte,e quando vengono meno le reazioni che dovrebbero fornire energia ecco che l'organismo entra in fatica. Si corre il rischio addirittura di squilibrare il PH dei liquidi corporei,cosa molto pericolosa.Si potrebbe parlare per un secolo,l'argomento è infinito,ma la cosa importante da sapere e che si riducono i danni aiutando il corpo a fare pulizia,la parola d'ordine è disintossicazione,da anticorpi inutili,da radicali liberi,da omocisteina,da prostaglandine E2,ecc.La prima cosa da fare è eliminare le amalgama dalla bocca,perche'ho notato che moltissimi di noi ne sono portatori,e l'intossicazione da metalli pesanti è una delle principali concause della sindrome maledetta. A domani, io sto' verificando una batteria di farmaci e di sistemi capaci di disintossicare veramente l'organismo.Ogni farmaco inutile ricordate,aggiunge tossine a tossine,per cui è vietato sbagliare,mettetevi anche voi al lavoro per scovare i migliori sistemi di disintossicazione,e postateli sul forum,con affetto .Romeo,stanco ma caparbio.


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stregatta


Registrato: Jun 26, 2003
Messaggi: 3782
Località: Bergamo
Inviato: 2003-08-05 09:45   
bacio a romeo stanco ma caparbio:-) ed anke a max!
buona giornata raffaella:-)


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carlo


Registrato: Sep 09, 2002
Messaggi: 177
Località: Verona
Inviato: 2003-08-05 11:07   
Caparbio Romeo,
tienici aggiornati.

Carlo


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stregatta


Registrato: Jun 26, 2003
Messaggi: 3782
Località: Bergamo
Inviato: 2003-08-06 23:42   
Malattia e destino il valore e il messaggio della malattia

Che significato hanno le malattie nella nostra vita?

Secondo lo psicologo e psicoterapeuta Thorwald Dethlefsen e il medico Rudiger Dahlke esiste una unica malattia che fa parte integrante della condizione patologica dell'uomo. Questa si manifesta in molteplici forme: infezioni, mal di testa, incidenti, dolori, tumori ecc. ed accompagna l'uomo per tutta la vita, fino alla morte.
Il sintomo diviene così espressione visibile di un processo invisibile. Non solo, ma Il corpo -continuano i due terapisti- non può ammalarsi perché in esso si esprimono solamente le informazioni della coscienza.
Siamo di fronte al cambiamento radicale del concetto di malattia e salute. Tutte le patologie (s'intendono proprio tutte, ndA) che che interessano il corpo, si originano nella psiche e ci avvertono che la coscienza ha perso l'equilibrio con l'ambiente circostante (Universo). Non solo ma questi sintomi devono essere interpretati e compresi affinché il nostro cammino evolutivo continui senza intoppi. Ammalarsi fa bene! è il loro motto.
Il libro scritto in maniera semplice si divide in due parti, la prima in cui viene spiegata la teoria e la seconda dove vengono analizzate le più diverse manifestazioni sintomatiche. La lettura può mettere un po' in crisi le persone che credono alla malattia secondo la concezione organicistica, e cioè che sono i singoli organi ad ammalarsi e non l'uomo nella sua interezza, ma nonostante questo lo consiglio proprio a tutti perché una visione alternativa dell'universo e delle sue leggi è senz'altro di aiuto nell'accrescimento interiore.


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Daniela


Registrato: Mar 11, 2003
Messaggi: 1529
Inviato: 2003-08-11 08:24   
Ho trovato questo scritto a mio parere molto bello su come porsi positivamente nei confronti della malattia in genere e dopo averlo condiviso con alcuni in privato lo metto sul forum per condividerlo con chi vorra' leggerlo. Un'abbraccio dolce...Dany.
Pubblicato su ICARO n. 31

I segni dell'accettazione



Tradotto da: "L.E. Lien"– Estate 2000
Periodico trimestrale dell'Associazione Belga di Lupus Eritematoso
Traduzione a cura di Maria Teresa Tuccio





Certe persone vedono l'accettazione di una malattia cronica quasi come una capitolazione completa, oppure come una continua vigilanza in ogni istante. Non è niente di tutto questo.

In realtà, l'accettazione fa parte integrante della vita. Si accetta un complimento, un regalo, un'offerta di lavoro, l'amore di una persona, una sfida.

Sinonimi della parola accettare sono: ricevere, concordare con, assumere, consentire. Una definizione indica che l'accettazione è fatta volentieri, con gioia. L'accettazione di una malattia cronica sarà tuttavia dettata dalla necessità, e non volontaria o gioiosa.

Una persona può reagire in tre modi differenti ad una malattia cronica. Il primo è l'abbandono, la rinunzia. Il secondo modo è lottare costantemente contro la diagnosi: disperante, perché un tale atteggiamento non porta da nessuna parte. La terza via è quella di diventare attivi e assumersi la responsabilità del proprio benessere e dei propri obiettivi per il futuro.

Esistono certi segni d'accettazione che risulteranno evidenti per le persone che soffrono di malattie croniche e per le persone che sono loro vicine. Eccone alcuni:

Non è più necessario centrare la propria attenzione sulla malattia o su se stessi. Questo va bene per un certo tempo, ma arriva un momento in cui la malattia fa semplicemente parte della propria vita e non ne costituisce più il principale centro d'interesse. "Talvolta viene la tentazione di lasciare che la malattia diventi un idolo".

In conseguenza di questo, si ricomincerà a percepire i bisogni degli altri. "Molte persone con dei problemi diventano molto egocentriche, nel senso che riescono a vedere le situazioni solo dal loro proprio punto di vista".

La malattia si fonda sulla propria personalità complessiva. E' più che una parte, e non è necessario informarne il mondo intero.

D'altro canto, non si dovrebbero più fare dei grossi sforzi per nascondere la propria malattia. L'accettazione esige che una persona assorba la sua malattia in un orizzonte psicologico tale che essa non sia più quella realtà penosa che si deve cercare di nascondere. Lo sforzo per dimenticare è il miglior mezzo per richiamare una cosa alla memoria.

Gli effetti della malattia cominciano a diventare più circoscritti e non invadono più tutte le situazioni della vita normale.

La capacità di identificarsi con le persone che soffrono di difficoltà simili è un segno di riconoscimento dei propri cambiamenti.

Si preferisce condurre una vita piena di interessi, vecchi e nuovi. "Accettare non implica assolutamente preoccuparsi in ogni istante dei problemi legati alla malattia. Un'inquietudine eccessiva può essere un segno di disadattamento così come mostrare indifferenza".

L'accettazione è contemporaneamente intellettuale ed emotiva. La razionalizzazione può essere una forma di negazione. Si deve anche attraversare una specie di lutto emozionale. L'accettazione intellettuale talvolta è il primo passo verso un'accettazione emotiva.

I sentimenti di amarezza, collera e gli atteggiamenti difensivi sono superati quando uno non si vede più come una vittima, ma come un partecipante che si assume la responsabilità della propria vita.

Le paure diventano più realiste, invece di suscitare un'angoscia generalizzata che esaurisce.

Accettarsi, non perdere più tempo a compatirsi, stare bene con se stessi e con gli altri.


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Daniela


Registrato: Mar 11, 2003
Messaggi: 1529
Inviato: 2003-08-17 17:29   
Cari amici...ho letto la frase che ha scritto il nostro Max riguardo al fatto che chi sta' male non ha bisogno di sermoni psicologici e a riguardo di cio' voglio anch'io esprimere il mio pensiero personale. Ribadisco quello che ha gia' detto Mira e cioe' che se una persona non si lamenta sempre della sua malattia e dei suoi problemi non vuole dire che non soffra ma semplicemente che ha un modo diverso di intendere la sofferenza e di viverla nella propria vita. In fondo siamo qui per condividere no?? Cosa vuole sentirsi dire una persona ammalata???
Questo dipende dalla persona da come reagisce e vede le cose della vita...
Anche io in questi anni ho imparato che non esistono scorciatoie quando si soffre e non solo per la mia situazione attuale ma per tutto il mio vissuto.
Anche la guarigione ha un prezzo...significa guardarsi dentro ogni giorno perche' abbiamo anche uno spirito e significa mettersi continuamente in discussione per vedere cosa ancora della nostra vita di negativo deve essere modificato in positivo: che ci crediate o no anche questo fa' parte di un cammino di guarigione. Significa fidarsi...significa soffrire e fare una gran fatica per continuare a migliorare: non esistono pasti gratis per nessuno e nemmeno la cura magica. Le medicine giuste aiutano nel processo di guarigione ma non funzionano da sole per magia...occorre fare ulteriori sacrifici che alla fine poi saranno ben ricompensati dal miglioramento. La guarigione deve essere intesa come guarigione di un' essere nella sua interezza di anima e corpo. Non si possono separare le due cose cosi come non si puo' dare la colpa di tutto cio' che ci accade di spiacevole nella nostra vita alla malattia. Cosi come non si puo' pretendere una guarigione al cento per cento perche' questo non sara' mai possibile per molti motivi! O perche' si hanno altre malattie di origine genetica e non(l'uomo non e' perfetto)...o perche' nella vita ci sono un'altra infinita' di cose. Ma si puo' guarire da molte cose...anche il novantanove per cento e' guarigione!! Infine anche io seguo il percorso che l' uomo non e' la sua malattia...io sono Daniela con il suo bagaglio interiore di esperienze di emozioni di quotidianita' fatta di sentimenti e di affetti per chi mi vive accanto ogni giorno e per le persone che mi vogliono realmente bene...io so' di essere quello che sono e non quello che gli altri pensano che io sia e quindi io non sono la mia malattia per questi ed altri motivi!! Mi alzo al mattino come tutti voi...stanchissima e piena di dolori e spesso la notte mi sveglio dal male! La malattia di certo non va' negata ma non deve diventare il centro dei nostri pensieri e della nostra vita!
Abbiamo un corpo fisico e abbiamo per questo una grande responsabilita' nei confronti di noi stessi(e anche di chi ci vuole bene) e il diritto e il dovere di mantenerlo al meglio...quello che voglio dirvi e' che la vita e' molto complessa e se vogliamo intraprendere a fondo un cammino di guarigione dobbiamo abbassare molte resistenze emotive sia fisiche che interiori. Cosi come voi continuo nel mio cammino scelto liberamente ogni giorno con alti e bassi buio e luce...la vita e' cosi non offre garanzie su tutto. Quindi continuero' a portare a spasso il mio corpo cosi com'e'(io lo chiamo la mia casetta) con il mio colore di occhi e di capelli, la mia statura i miei difetti genetici(ne ho alcuni e sono parte di me ma io non sono loro e non mi sento ne diversa ne ingiustamente punita) e tutto il resto.
Quello che si puo' cambiare va' fatto con amore pazienza sacrificio e anche sofferenza. Sofferenza che non vuole nessuno e che nessuno cerca perche' l'uomo non e' stato creato per la sofferenza... Ma quando c'e' qualunque essa sia fisica o interiore chiediamoci perche'...anche se e' difficile guardarsi dentro anche se e' difficile trovare al cento per cento una risposta(anzi e' impossibile!).
La sofferenza se ben ascoltata puo' farci crescere e diventare la nostra migliore maestra di vita: ascoltiamola intanto che passa nelle nostre esistenze...ascoltiamola nel buio della disperazione che ci reca...del pianto...dei non ne posso piu' ma cosa avro' fatto di male nella mia vita per meritare cio'(nulla!) e infine ascoltiamola durante il processo di guarigione che comprende il volerci bene in ogni cosa che facciamo. Non e' importante fare cento cose...ma come sono fatte! Nella vita si aggiungono sempre nuovi cammini difficili(questo al di la' degli effetti dell'msm non e' un periodo facile per me poiche' si sono aggiunti nuovi problemi). Ma sono certa che continuero' a migliorare non so' quanto...so' solo qui ed ora nel presente come posso senza pretendere l'impossibile... Ho ripreso a camminare dopo anni e ad andare in bicicletta e questa e' una grande gioia ma il processo non e' indolore e richiede molta volonta' ed equilibrio che all'inizio non riuscivo ad avere perche' non muovendomi cosi da tanto tempo mi era venuta una specie di ingordigia alle camminate(se un giorno che sto' peggio...come ora non riesco non penso che questo mi tolga nulla: la strada non se la porta via nessuno)!?. Ognuno con la sua diversita'...con la sua personalita' e con i mezzi che ha scelto puo' crescere ogni giorno sempre di piu' come essere umano se lo vuole veramente...tutti possiamo farcela se lo desideriamo. Il percorso non e' indolore e nemmeno facile e' una ricerca continua di equlibrio psicofisico e un' aprire e chiudere all'infinito nuove e vecchie porte...
Un'abbraccio...Dany.


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mira


Registrato: Jul 29, 2003
Messaggi: 224
Località: Milano
Inviato: 2003-08-17 18:48   
Grazie, Dani, di cuore. Per tutto.

con profonda stima
ale


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Daniela


Registrato: Mar 11, 2003
Messaggi: 1529
Inviato: 2003-08-17 19:07   
Grazie a te Mira...di tutto.
Spero che ritornerai presto tra noi.
Ti aspettiamo.
Ciao. Dany.


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max


Registrato: Apr 26, 2003
Messaggi: 1902
Inviato: 2003-08-17 23:49   
Daniela:1)"io sono Daniela con il suo bagaglio interiore di esperienze di emozioni di quotidianita' fatta di sentimenti e di affetti per chi mi vive accanto ogni giorno e per le persone che mi vogliono realmente bene...io so' di essere quello che sono e non quello che gli altri pensano che io sia e quindi io non sono la mia malattia per questi ed altri motivi"<-----------> Non avevo dubbi su questo,io scrivo a te non a Miss Cfs e/o Fm ------ 2)"Le medicine giuste aiutano nel processo di guarigione ma non funzionano da sole per magia..." "chi sta' male non ha bisogno di sermoni psicologici" <------------> Anche io sono convinto che la mente aiuti il corpo a guarire,ma da sola la mente purtroppo non ce la fa a guarire il corpo(qualcuno è guarito cosi?),e se le medicine giuste per la Cfs e la Fm da sole ce la fanno è ancora da vedere(le medicine che tuttora vengono prescritte sono un po' troppo 'generiche'). Forse qualcuno ha anche bisogno di fare psicoterapia nel mentre del processo di guarigione,per problemi irrisolti che aveva prima della malattia o che sono stati conseguenza della malattia,o tutte e due le cose insieme,ma per scelta personale:se la psicoterapia fosse fatta sotto forzatura funzionerebbe? Con il sermone psicologico che non serve senza prima un aiuto fisico,mi riferivo soprattutto a chi versa in serie condizioni:noi siamo qui a scrivere,ma altri purtroppo non possono fare neanche questo.Se il clima continua cosi l'anno prossimo conviene che ci trasferiamo in Africa:li è più fresco.

















[ Questo messaggio è stato modificato da: max il 2003-08-18 00:10 ]


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Daniela


Registrato: Mar 11, 2003
Messaggi: 1529
Inviato: 2003-08-18 08:05   
Chi ha detto Mister che bisogna fare della psicoterapia?? Ognuno puo' pensarla come vuole ma le medicine da sole non bastano!!
Io se rileggi bene non parlo di psicoterapia ma semplicemente di un lavoro interiore che ho scelto e lascio piena liberta' di scelta e di pensiero. Qualcuno e' mai guarito solo con la mente?? Si!! Ho sentito alcune storie di persone guarite da malattie molto piu' gravi delle nostre!
Infine non e' bello quantificare il dolore delle persone perche' scrivere almeno a me personalmente costa un grande sacrificio...come a molti altri.
Non lo faccio per sport e nemmeno per passatempo...
Ciao Daniela.


[ Questo messaggio è stato modificato da: Daniela il 2003-08-18 10:54 ]


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Daniela


Registrato: Mar 11, 2003
Messaggi: 1529
Inviato: 2003-08-18 08:19   
So' benissimo cosa significa stare completamente ferma a letto o in un divano...ma se non ci si fida e non si tenta finche' non si trova la strada e il medico giusto le cose non accadono da sole!!
Costa sacrifico fidarsi e muoversi quando si e' completamente ko(come ero settimane e mesi fa'!)ma bisogna farlo lo stesso.
Bisogna fare uno sforzo...cercare le persone che ci aiutano...moglie marito figli amici parenti o quello che vuoi non credo che nessuno sia cosi solo da non trovare aiuto e conforto nel suo cammino di sofferenza!...
Lo so' che chiedere aiuto e' difficile tanto quanto accettare la malattia e le cure: i primi tempi l'ho' sperimentato!!
So' pure che ognuno ha i suoi tempi e che non vanno forzati...ma so' anche che quando tutto sembra impossibile invece non lo e'!
Tutti anche nei peggioramenti abbiamo un briciolo di forza emotiva e fisica se la usiamo per trovare la strada giusta alla fine la troveremo!
Un'abbraccio Dany.


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