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salutemed.it Forum Index » » CFS Stanchezza cronica » » CERCO chiarimenti sulle differenze dei test per le intolleranze alimentari.....
Autore CERCO chiarimenti sulle differenze dei test per le intolleranze alimentari.....
stregatta


Registrato: Jun 26, 2003
Messaggi: 3782
Località: Bergamo
Inviato: 2005-04-16 09:11   
Apro qst argomento, perchè è spesso oggetto di molte controversie:

ho la estrema necessità di sottopormi ad un test sulle intollerenze ALIMENTARI; ne ho parlato anche col mio doc di Parma e mi ha proposto il DRIA test, che non esegue lui però.............

Lo chiedo anche a Gevi se mi legge, visto che negli USA sono molto più avanti di noi e si alimentano malissimo:

La scelta potrebbe ricadere:

sul test di medicina tradizionale, eseguito su sangue....

sul Vega test, (che alcuni sostengono superato), sul DRIA test e sull'EAV (che non vedrebbe però solo le intolleranze alimentari e NON tutte cmq!!

A prescindere dall'affidabilità e dalla bravura dell'operatore, cosa devo fare?

Sento vari pareri e spesso sono discordanti, ma non dimentichiamoci sempre chi lo esegue!!!

Sono in crisi, perchè della dieta Sheldon posso mangiare pochissimi alimenti, la verdura cotta mi irrita il colon, se mangio quei 4 o 5 alimenti il mio intestino sembra rinato...se mi azzardo a mangiarne cmq di quelli compresi nella dieta.............è un disastro con coseguente peggiormento dei sintomi CFSsini...........

Aspetto consigli ed esperienze da voi vissute, nonchè anche indirizzi (vicini grazie!!)..........il centralino dell'AMIDEAV, x un motivo o un altro è uccel di bosco...............

grazie a tutti e buon sabato!!

Raffaella



[ Questo messaggio è stato modificato da: stregatta il 2005-04-16 09:12 ]


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GEVI


Registrato: Feb 19, 2005
Messaggi: 54
Inviato: 2005-04-16 16:33   
Carissima Raffaella,
prima di tutto grazie del buongiorno questa mattina! Per me adesso e' mattina per voi e' pomeriggio.
Il discorso delle Intolleranze alimentari e' spesso argomento di scontro nella CFIDS.

http://www.towerwebsites.com/GEVI-CFIDS

nel mio sito nella pagina disfunfione gastro-intestinale cerco di prospettarne il problema. Come vedrai ho una mia teoria appunto sulle INTOLLERANZE ALIMENTARI per gli ammalati di CFIDS, scaturita dopo l'uso di parecchi tests. Se tu ritieni opportuno che nel tuo caso devi fare un test gli unici tests sono:
1- ALCAT (ANTIGEN LEUKOCYTE CELLULAR ANTIBODY TEST)
2-The ELISA/ACT LRA (Antibodies, Immune Complex and Cell Activation)

Credo che in Italia ALCAT test e' disponibile fai le tue ricerche.

Questi tests operano sia a livello reazione anticorpi che a livello cellulare.

il VEGA test qui negli USA non e' riconosciuto come test diagnostico bensi di supporto.

Raffaella, mi chiedo se hai mai fatto una buon programma del cibo ROTATORIA? hai mai pensato che la permeabilita' ed l'infiammazione del tuo intestino tenue e' marcata e di conseguenza si verificano queste disfunzioni. Le reazioni ad alimenti comuni non sta' ha significare che evitando l'alimento passa il problema. Il problema e' a monte. Ora non ho bene il quadro della situazione per cui vado a braccio. Vorrei aiutarti quando hai tempo fammi una e-mail e descrivi in modo analitico il problema e vediamo che consigli ti posso dare.

Datti forza!
GEVI

[ Questo messaggio è stato modificato da: GEVI il 2005-04-16 16:47 ]


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stregatta


Registrato: Jun 26, 2003
Messaggi: 3782
Località: Bergamo
Inviato: 2005-04-16 17:00   
GEVI sei un mito!!!

appena posso, credo lo farò domani, ti elencherò i miei problemi alimentari e ti mando una mail; infatti hai toccato il punto dolente di uno dei problemi della CFS; la permeabilità e l'assotigliamento della parete intestinale (leggi anche dello stomaco), che il mio doc di Parma condivide appieno................

infatti, come sostieni tu il problema "cibo" non è detto che debba persistere in eterno............per quanto riguarda la rotazione degli alimenti leggerò il tuo sito; ma si tratta di eliminare un determinato cibo x un pò e poi reintegrarlo?

Per quanto riguarda i test da te menzionati, spero siano su sangue, perchè così telefonerò al primario del laboratorio analisi dell'ospedale della mia città, col quale ho già avuto dei contatti ed................ EUREKA!!!
conosce la CFS!!!! e gliene parlerò.............cmq mi riservo di consultare a riguardo il tuo sito x quanto riguarda l'argomento alimentazione ed intolleranze................

Grazie mio caro e prezioso amico............a presto and kiss
Raffaella


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max


Registrato: Apr 26, 2003
Messaggi: 1902
Inviato: 2005-04-16 17:02   
Il problema è a monte anche della candida e qualunque microbo di quelli conosciuti viene menzionato.Nominare ancora Ebv,etc,come causa unica uguale per tutti non serve.

[ Questo messaggio è stato modificato da: max il 2005-04-16 17:09 ]


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stregatta


Registrato: Jun 26, 2003
Messaggi: 3782
Località: Bergamo
Inviato: 2005-04-16 18:27   
per fortuna almeno la candida non ce l'ho.......

leggete qst sito, di cui vi posto il link, ......

critiche sui test non convenzionali relativi alle intolleranze alimentari...........

http://www.albanesi.it/Salute/citotest.htm


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romeo


Registrato: Nov 24, 2002
Messaggi: 1927
Inviato: 2005-04-16 21:36   
Raffaella ti invio informazioni su alcuni tests d'intolleranza alimentari:
1)I test non convenzionali per lo studio delle intolleranze: SLT-ELISA Test

È un esame del sangue utilizzato per ora solo in alcuni paesi anglosassoni, introdotto da de Weck nel 1992. Analizza la quantità di ‘sostanze infiammatorie’ (i leucotrieni) prodotte dai mastociti e dai basofili dopo che queste hanno incontrato le sostanze allergizzanti.
Interessante evoluzione del RAST (in quanto studia la reattività delle cellule e non solo la presenza di alcuni anticorpi), il SLT riduce di molto i ‘falsi positivi’ ma in sintesi studia reazioni che originano comunque dalle IgE e non può assolutamente identificare le ben più frequenti ipersensibilità non IgE mediate.
2)Test DRIA

Il Test DRIA viene utilizzato per la diagnosi delle intolleranze alimentari e si basa su un riflesso tipico dell'organismo umano, documentato scientificamente: l'alterazione dello sforzo muscolare in presenza di ipersensibilità.

Il Test DRIA in particolare evidenzia una variazione dello sforzo muscolare in seguito alla somministrazione di una sostanza alimentare o di un allergene respiratorio; questa variazione può rappresentare il segnale di una ipersensibilità o di una intolleranza nei confronti della stessa sostanza testata.

In pratica si tratta di una specie di “prova di scatenamento”, nella quale si valuta che cosa avviene nel muscolo, nel momento in cui l'organismo entra a contatto con la sostanza alimentare o con l'allergene respiratorio.

Come avviene
Il paziente viene fatto sedere su un seggiolone appositamente studiato per permettere a chiunque di mantenere una posizione corretta; si lega quindi la caviglia a una cinghia collegata ad una cella di carico e a un computer; al paziente viene quindi richiesto di eseguire uno sforzo pari a circa il 50% dello sforzo possibile del quadricipite femorale (il muscolo della coscia).
Mentre il paziente mantiene contratto il muscolo, gli viene posta in bocca (sotto la lingua, a diretto contatto con la mucosa orale) una soluzione di un particolare alimento. In questo modo vengono successivamente testati tutti i principali elementi della nostra comune alimentazione: dal latte alla farina, dall'uovo alle carni e agli oli.
Un test base comprende circa trenta diversi alimenti, compresi conservanti e coloranti più frequenti, e dura poco più di un'ora.


che cosa succede
Durante il test il sistema immunitario usa, nei confronti della sostanza alimentare provata, la suo completa dotazione di anticorpi, cellule immunitarie, citochine, cellule memoria, interferenze nervose e tutto quanto di altro si possa utilizzare, evidenziando infine una tolleranza o una intolleranza di quell'alimento nelle condizioni del momento in cui il paziente sta effettuando la prova.
Se esiste un'intolleranza il computer registrerà, durante l'esecuzione dello sforzo, l'impossibilità da parte del paziente di mantenere la contrazione del muscolo allo stesso livello: fotograferà in pratica una caduta di forza che compare per pochi secondi (da tre a cinque) dopo la somministrazione dell'alimento.

Il test positivo
Una sostanza risulta positiva al test quando quella stessa sostanza è stata ripetuta più volte all'insaputa del paziente (e ha sempre segnalato una variazione del tracciato del computer) e quando quella stessa caduta è stata confrontata durante il test anche con sostanze neutre (placebo) sempre ad insaputa del paziente.
Molte delle sostanze testate costituiscono delle particolari forme di uno stesso alimento base: nel caso ad esempio emergesse una positività nei confronti del burro, il medico imposterà comunque una dieta su tutti indistintamente i derivati del latte.
Una volta identificata la possibile sostanza causa di intolleranza alimentare, il medico curante o lo specialista correlano questo dato con la storia clinica del paziente per valutare gli interventi terapeutici più opportuni: se c'è la necessità di una dieta a rotazione, o di una iposensibilizzazione o di una semplice riduzione quantitativa del cibo o dei cibi risultati positivi al test.

IIl test DRIA nei bambini
Nel caso dei bambini si può effettuare un test DRIA con sufficiente affidabilità a cominciare dai 4-5 anni, se il bimbo è collaborante.
In alcuni casi particolari si sono ottenute risposte attendibili anche in bimbi più piccoli, ma normalmente una corretta anamnesi alimentare, una eventuale indagine sulle allergie e le intolleranze dei genitori, e un colloquio con un pediatra esperto nel campo delle intolleranze alimentari può consentire di intervenire dieteticamente anche su bimbi più piccoli, qualora ve ne sia la necessità.
Nel caso di bambini allattati al seno, la presenza di forme eczematose o di eccessive coliche nel lattante è un segnale di una possibile intolleranza alimentare della madre, e si possono individuare gli alimenti responsabili sottoponendo al test la madre del piccolo.

I vantaggi
Rispetto ad altri tipi di indagine per la identificazione di una intolleranza alimentare, il Test DRIA presenta numerosi vantaggi: è completamente incruento, non provoca alcun effetto collaterale, è di breve durata rispetto ad altre prove di “scatenamento”, individua soprattutto reattività legate alla fase clinica del momento.
Normalmente infatti per eseguire delle prove di scatenamento si effettua un “challenge” (termine tecnico per indicare la somministrazione di una sostanza alimentare sospettata di essere responsabile della sintomatologia) che richiede anche una intera giornata per valutare due o al massimo tre alimenti, mentre il test DRIA in poco più di un'ora consente di individuare i possibili alimenti responsabili di intolleranza, testando in genere una trentina di sostanze alimentare differenti.
Chi si sottopone al test diventa in un certo senso un “laboratorio di se stesso”. Anziché fare esami “in provetta”, si può verificare quello che esattamente succede in quel determinato organismo, con la sua particolare malattia, in quella specifica fase clinica nel corso della quale si sottopone al test.

Le garanzie
Esiste un protocollo molto preciso per la esecuzione dei test che consente di annullare o minimizzare tutte le numerose variabili che possono interferire coi test e che non sono collegabili allo stato di intolleranza alimentare; sono quindi già previste e controllate le variazioni di sforzo legate a lievi vibrazioni della gamba, a stanchezza muscolare, a distrazione e ad altre interferenze conoscibili.
Tutti i Centri Associati a DRIA effettuano il test nel rispetto dei protocollo, che viene costantemente aggiornato tenendo in considerazione le eventuali novità scientifiche e i possibili perfezionamenti degli strumenti di lettura.
3) test non convenzionali per lo studio delle intolleranze: Test citotossico

Si tratta di un test di estremo interesse: viene effettuato prelevando il sangue del paziente e mettendo a confronto il sangue con una serie di sostanze alimentari: un osservatore, al microscopio, stabilisce il livello di rigonfiamento dei granulociti (un tipo di globuli bianchi), o di tutte le cellule ematiche, e sancisce quattro livelli di ‘allergia’ che corrispondono a: lieve rigonfiamento, discreto rigonfiamento, notevole rigonfiamento e rottura.

Aspetti positivi: come per il test sui linfociti ideato da Kondo e dal suo gruppo di lavoro, descritto sopra, si valuta in questo modo una reattività generale dell'intero organismo, e la alterazione dei globuli bianchi è un ‘segnale’ sufficientemente attendibile di una ipersensibilità alimentare. Nel momento in cui fossero risolti gli aspetti dubbi e negativi di questo test potrebbe essere utilizzato efficacemente in pazienti, come i bambini, che non possono affrontare test più scientifici come i test di provocazione, di eliminazione e scatenamento, oppure test di valutazione muscolare come il test DRIA.

Aspetti negativi: la ripetibilità dei risultati dipende dalla persona che ‘legge’ il test, e quindi è condizionata pesantemente dalla soggettività dell'esaminatore; sia negli USA sia in Gran Bretagna numerose pubblicazioni hanno mostrato ampie diversità nella diagnosi di allergia sugli stessi soggetti, dipendenti dal tipo di lettura effettuata.
Esiste inoltre un grande problema connesso con il tipo di sostanze utilizzate come già segnalato in precedenza a proposito dei test sui linfociti. Il frumento macinato e polverizzato (per fare un esempio) contiene infatti numerose sostanze che possono provocare una irritazione dei globuli bianchi, che non è in relazione alla allergia ma dipende dalla stessa presenza del frumento non disciolto.
Questo aspetto spiega perché così tante sostanze solide diano una risposta positiva al test citotossico in un numero di casi sicuramente superiore a quelli realmente presenti nella popolazione normale (se valutata con altri tipi di test), evidenziando quindi un eccesso di ‘falsi positivi’.
Un altro aspetto negativo del test citotossico, talora esasperato da alcuni esami come l'Alitest (basato sulla stessa metodica) è che le sostanze positive sono accorpate per categoria: ad esempio chi è allergico al pomodoro viene sempre definito intollerante anche a peperoni, melanzane, tabacco, caffè e patata (sono tutte piante della famiglia delle Solanacee), mentre questa condizione non può essere stabilita a priori, ma deve invece essere sempre verificata sia nel corso del singolo esame sia dal punto di vista clinico.
Gli accorpamenti infatti, in questo campo, sono poco scientifici e sicuramente poco rispettosi dell'individualità biologica, cioè del fatto che siamo tutti diversi uno dall'altro, come le nostre intolleranze alimentari, e che le eventuali reattività crociate non sono per fortuna tutte uguali. D'altra parte, considerato l'elevato numero di falsi positivi prodotto da questo test, la dieta conseguente finisce spesso per risultare troppo restrittiva per restituire al malato il benessere che cerca.

Confronto tra test DRIA e test Citotossico

VANTAGGI DEL TEST DRIA
Incruento

Lettura immediata

Evoluzione verso la tolleranza

Dosaggio tollerogeno
VANTAGGI DEL TEST CITOTOSSICO
Può essere effettuato indipendentemente dall'età e dalle condizioni cliniche


SVANTAGGI DEL TEST DRIA
Richiede la collaborazione attiva del paziente
SVANTAGGI DEL TEST CITOTOSSICO
Difficoltà nella valutazione delle sostanze solide

Eccesso di falsi positivi

4)I test non convenzionali per lo studio delle intolleranze: Test elettrodiagnostici (Vegatest, SARM test, elettroagopuntura secondo Voll, Mora test e altri)

Si tratta di test tecnicamente molto simili anche se ‘filosoficamente’ molto diversi: un apparecchio elettrodiagnostico (in pratica un misuratore di impedenza o un galvanometro) misura sui punti di agopuntura del corpo umano le variazioni di potenziale elettrico del punto stesso, oppure misura le correnti che transitano in un circuito “corporeo” attraverso elettrodi specifici; il circuito elettrico contiene una fialetta che contiene a sua volta una soluzione liquida del cibo o del farmaco da testare, e le variazioni elettriche del circuito dovrebbero indicare la presenza o meno di una allergia o di una intolleranza.

Aspetti positivi: il più consistente deriva dal fatto che è probabile che esista un fondo di verità nel considerare ‘segnale’ dell'organismo la sua reattività elettrica; è infatti ipotizzabile che in un futuro sarà possibile comparare con obiettività anche dei dati di tipo bioelettrico, magari da interpretare solo come segnale, che possano però avere una utilità pratica.

Aspetti negativi: la tecnica è assolutamente incomunicabile al mondo scientifico, in quanto manca una serie di passaggi logici tra la sistemazione del cibo in mezzo ad un circuito elettrico e la possibilità di stabilire che la variazione di impedenza della cute sia un segnale certo di allergia o intolleranza. Il test segnala (come il test citotossico) numerose intolleranze (tra i quali diversi falsi positivi), tra le quali sono presenti normalmente anche quelle reali, quindi consente di ottenere risultati clinici positivi, ma obbligando la persona a una sorta di ‘digiuno’, che sappiamo essere comunque utile dal punto di vista immunitario.
Tra i cibi testati si è spesso ritrovato il cioccolato, e questo pone seri dubbi sulla scelta delle sostanze, come già spiegato per il test citotossico.


Con queste tecniche vengono però ‘identificate’ e comunicate al paziente improbabili reattività a farmaci, che talvolta inducono nel paziente atteggiamenti di paura nei confronti di trattamenti farmacologici che a volte sono realmente necessari. Nonostante si tratti di test molto utilizzati, in considerazione di questi dubbi, ritengo che sarebbe più opportuno fornire ai pazienti che effettuano il test un’indicazione di probabilità dell’ipersensibilità, con l’indicazione che debba in seguito essere confermata da una prova di eliminazione e scatenamento (come prevede per esempio la procedura del test DRIA), in modo che il paziente sappia che le indicazioni fornite possono solo essere di tipo indicativo, e da sottoporre a verifica clinica individuale.
È probabile che in futuro alcune di queste tecniche potranno essere utilizzate con vantaggio, dopo una valutazione clinica della loro affidabilità. Fino ad allora è bene che le tecniche di tipo ‘energetico’ restino nel campo del possibile, ma non del certo, perché incutere la paura di un cibo o di un alimento quando questa è scientificamente immotivata può rappresentare per il sanitario responsabile di questo tipo di diagnosi un problema concreto relativo alla salute del suo paziente, e per se stesso un grave problema etico e potenzialmente giuridico.


Confronto tra test DRIA e test Bioelettrici
VANTAGGI DEL TEST DRIA



Comunicabilità scientifica (parametri validati)

Verifica clinica diretta della dose tollerogena


VANTAGGI DEI TEST BIOELETTRICI



Velocità di attuazione

Possono essere effettuati da chiunque (con alcuni rischi legati alla responsabilità)


SVANTAGGI DEL TEST DRIA



Tempo di effettuazione (1 ora e mezza)

Necessità di personale esperto


SVANTAGGI DEI TEST BIOELETTRICI



Incomunicabilità scientifica

Eccesso di falsi positivi


Raffaella mi fermo a questi,ne esistono tanti altri,ma meno noti.Romeo

Dimenticavo,l'Alcat che dice Gevi è identico al citotossico,solo che usano i colori per dire alimento verde =non intollerante ecc.ecc.






[ Questo messaggio è stato modificato da: romeo il 2005-04-16 21:46 ]


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romeo


Registrato: Nov 24, 2002
Messaggi: 1927
Inviato: 2005-04-16 22:09   
Vorrei aggiungere un'altra cosuccia al test E.A.V.,che cioè giostra anche l'aspettativa dell'operatore,conscia o inconscia.Cio'si verifica modificando la pressione sul puntale di misurazione,rendendo non costante la forza,si modifica l'escursione dell'ago misuratore.Capirete che non è cosa da poco questo problema,che puo'rendere inefficiente e falsato un test.Ma ho saputo da fonte certa,che per ovviare a questo inconveniente,ci sono E.A.V. di ultima generazione che si servono di un dispositivo robottino,per rendere costante la pressione sul puntale.C'è sempre da migliorare.Romeo

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max


Registrato: Apr 26, 2003
Messaggi: 1902
Inviato: 2005-04-16 22:56   
Vorrei sapere chi è che fa il Test Eav testando solo gli alimenti(è molto riduttivo):il Test Eav di cui io ho parlato serve ad un check-up completo e a prescrivere i medicinali idonei per la persona.

[ Questo messaggio è stato modificato da: max il 2005-04-18 01:08 ]


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romeo


Registrato: Nov 24, 2002
Messaggi: 1927
Inviato: 2005-04-16 23:50   
Caro Max,sulle apparecchiature E.A.V.ne esistono per tutti i gusti e per tutte le tasche.
Ne esiste una che ricerca solo le intolleranze sia alimentari che a sostanze varie,spesso viene usato per le diete personalizzate nei centri estetici e di benessere.Si chiama AMI 3 intolleranze,non usa fialette test.E'interfacciabile con computer,e nel software sono state memorizzate le frequenze di oltre 400 tra alimenti,allergeni,medicinali ecc.Costa 2500 euro + iva.
Il migliore in assoluto è AMI 3 con comandi vocali,è una bomba,fa'tutte le diagnosi specie nelle patologie funzionali,ha 26000 frequenze inserite,misura anche le correnti endorali,oltre a tutti i tests di biocompatibilità ai materiali dentistici.Tratta le patologie funzionali,testa tutti i rimedi,tutte le allergie ed intolleranze,la tossicità del Mesenchima,e tante altre cose.Costa 4000 euro + iva
Ne sono attratto,ho contattato il rappresentante,ci ho fatto un pensierino,chissà che non diventa il mio prossimo hobby da pensionato a settembre.Ciao Romeo


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max


Registrato: Apr 26, 2003
Messaggi: 1902
Inviato: 2005-04-17 00:01   
L'apparecchiatura che usano i medici costa molto di più dei prezzi che hai detto tu.Chi vuole fare il Test Eav si può rivolgere al Centralino della Salute(numero verde 800.385014):sono medici,che hanno fatto il corso che devono.

[ Questo messaggio è stato modificato da: max il 2005-04-18 01:02 ]


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romeo


Registrato: Nov 24, 2002
Messaggi: 1927
Inviato: 2005-04-17 00:20   
No max,abbi fiducia,mi sono documentato.Io ho fatto 5 test E.A.V.,e le apparecchiature,escluso le fialette,erano dell'epoca antica,dal costo irrisorio.Oggi tale apparecchiature sono superate,quelle di cui ti parlo sono i piu'moderni,se trovo il sito ti posto le immagini e le spiegazioni ed i costi.Io,ripeto sto'in contatto con l'informatore della Campania,che mi ha detto che il suo collega delle Puglie,organizza i corsi per le spiegazioni agli acquirenti.Ciao.Romeo

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stregatta


Registrato: Jun 26, 2003
Messaggi: 3782
Località: Bergamo
Inviato: 2005-04-17 00:35   
Romeo, ti ringrazio davvvero molto, ora credo di avere le idee più chiare riguardo alcuni test intolleranze alimentari...credo che opterò x il DRIA test.......almeno ho già preso contatti con la dr.ssa che lo eseguirà...............se riuscirò a mettermi, finalmente in contatto con l'AMIDEAV.in un futuro......chissà...........

grazie ancora x il lavoro certosino di ricerca e un caro saluto....Raffaella


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