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salutemed.it Forum Index » » CFS Stanchezza cronica » » DEPRESSIONE E CFS
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Autore DEPRESSIONE E CFS
Marialuisa


Registrato: Oct 01, 2003
Messaggi: 1536
Inviato: 2005-02-01 21:09   
Cari amiche/amici,

so' che tocco un tasto assai delicato ma, poichè fa' parte del problema CFS/FM, tanto vale riesaminarlo cercando, se possibile, di AIUTARCI l'un l'altro a "capire per poi gestire" con DATI alla mano e, possibilmente, senza cadere nelle solite , scontate prevenzioni e critiche "tout court" che vengono facilmente mosse alla categoria degli specialisti e dei medicamenti che possono curare il disturbo depressivo.

Alla pag. 10/11 del fascicolo "Chronic Fatigue Syndrome" informazione per i medici, dell'Istituto Nazionale delle Malattie infettive e allergiche dei NIH (Istituti Sanitari Nazionali) e dei servizi Umanitari degli Stati Uniti, che è stato distribuito, a richiesta, dall'Associazione di Aviano,si riporta:

"I problemi psichiatrici devono essere attivamente considerati e trattati.
Lo psichiatra deve avere esperienza su come trattare un paziente con CFS o che soffre di simili malattie croniche e dovrebbe far parte dell'equipe medica rassicurando il paziente che non verrà semplicemente "passato" ad un altro specialista.
Dati recenti indicano che una terapia di apprendimento comportamentale puo' migliorare l'invalidità ed alcuni sintomi di certi pazienti i cui comportamenti o percezione nei confronti della malattia, impediscono la guarigione "

Da questa precisazione del documento si puo'quindi dedurre che per qualsiasi malattia di tipo cronico, il discorso psicologico non deve essere sottovalutato pena il fatto di ritrovarsi "sfibrati" ,"frustrati" e quindi non abbastanza in grado di affrontare la gestione della patologia cronica nè da parte di chi è malato nè, tantomeno, da parte dei familiari.

Con cio' non significa che TUTTI si debba correre dallo psichiatra o dallo psicanalista ma, laddove la fragilità costituzionale ed il vissuto quotidiano concorrono a disturbare psicologicamente il malato, sarebbe PRUDENTE e NECESSARIO curare adeguatamente anche questo problema.

Del resto anche medici preparati quali, ad esempio, il Dr. Ghini di Modena, non disdegnano sicuramente di introdurre, al bisogno, nella terapia di cura FM e CFS , medicamenti che possono concorrere a migliorare ( ove esista) o a prevenire il disturbo psicologico che potrebbe assommarsi a quelli già esistenti.

Buona serata e baci a tutti!

Luisa


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max


Registrato: Apr 26, 2003
Messaggi: 1902
Inviato: 2005-02-01 21:51   
Psicoterapia cognitivo-comportamentale.La psicoterapia comportamentale: aiuta a modificare la relazione fra le situazioni che creano difficoltà e le abituali reazioni emotive e comportamentali che la persona ha in tali circostanze, mediante l’apprendimento di nuove modalità di reazione. Aiuta inoltre a rilassare mente e corpo, così da sentirsi meglio e poter riflettere e prendere decisioni in maniera più lucida.
La psicoterapia cognitiva: aiuta ad individuare certi pensieri ricorrenti, certi schemi fissi di ragionamento e di interpretazione della realtà, che sono concomitanti alle forti e persistenti emozioni negative che vengono percepite come sintomi e ne sono la causa, a correggerli, ad arricchirli, ad integrarli con altri pensieri più oggettivi, o comunque più funzionali al benessere della persona.

Quando sono combinate nella PCC, queste due forme di trattamento diventano un potente strumento per risolvere in tempi brevi forti disagi psicologici


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Marialuisa


Registrato: Oct 01, 2003
Messaggi: 1536
Inviato: 2005-02-06 18:42   
.....rispondo ( a parte Max) da sola al quesito che avevo posto , aggiungendo in "coda" quanto una cara persona mi aveva scritto mesi fa', a proposito della sua CFS:

"...dopo che hai esaurito le lacrime e ti scuoti ( come succede sempre ) sono arrivata a questa conclusione sul percorso psicologico: va' fatto, anche se la CFS fosse eslusivamente organica.
Il percorso psicologico lo deve fare chiunque abbia un guaio grosso: un figlio morto al sabato sera, un'azienda fallita, un uomo/donna che ti fa' crollare il mondo addosso, una malattia cronica ....."

Commento mio:
d'altra parte, se è vero com'è vero che la CFS è "multifattoriale" , meglio ricorrere a tutti gli espedienti possibili per cercare di definirne sempre di PIU' e MEGLIO i contorni e le cause !

Buona serata a tutti!

Luisa



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nat49


Registrato: Sep 19, 2004
Messaggi: 778
Inviato: 2005-02-09 10:21   
vorrei riprendere il discorso da qui, dove proporrei di continuarlo perché mi sembra il luogo più adatto e trovo meritorio che Luisa l'abbia finalmente messo sul tavolo in maniera diretta.

Ricopio quanto ho scritto sotto la richiesta di aiuto di titti, poverina, quasi del tutto inascoltata

premesso che sono assolutamente d'accordo con Marialuisa, questa non è una risposta al post di max, ma solo la mia opinione personale

Quote:

Questa corrente teorica e terapeutica deriva dagli esperimenti di Pavlov e del suo cane che, opportunamente stimolato con elettrodi ficcati nel cervello, reagiva con reazioni di dolore, gioia, fame, allegria.

I comportamentisti sostengono che l'inconscio è una scatola nera in cui è impossibile guardare. Perciò si possono solo attuare "condizionamenti" dall'esterno. Senza togliere il coperchio dalla pentola e senza capire.

Io non so bene se sono religiosa o no, ma ho l'assoluta certezza di avere un'anima. E non tollero che qualcuno ficchi elettrodi (o idee) alla cieca nella mia anima (né di altri).

Anima nella quale io sono perfettamente in grado di guardare.

Perciò non condivido queste posizioni (ma sarei tentata di usare termini anche più forti). E come me decine di migliaia di analisti, freudiani, junghiani, adleriani, lacaniani, sistemici e globalisti. Ossia tutto il resto del mondo psicanalitico.

D'altra parte, siamo tutti a conoscenza delle enormi resistenze che il mondo della medicina organica ha opposto per decenni e ancora non cessa di opporre. Ancor oggi, come ben sappiamo proprio noi, il campo psicologico è usato come scelta residuale, quando il medico organico non sa più che pesci pigliare. Pur di non dire, qui non so nulla, manda dallo psicologo.

Le teorie comportamentiste sono, per un medico organico tradizionalista, quelle meno eretiche e più materialiste, perciò le più accettabili.



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nat49


Registrato: Sep 19, 2004
Messaggi: 778
Inviato: 2005-02-09 10:31   
Quote:

nell'altro topic Romeo dice:

Quindi,psicoterapia SI,ma a patto che sia costruttiva e a basso costo, e quì stà il problema............

Anche io uso la mia psicoterapia personale,come sicuramente fanno la maggioranza di voi ed alcuni senza nemmeno saperlo.Sarebbe interessante poter aprire un topic specifico,in cui raccontarci i modi che usiamo per distrarci il piu'possibile dal pensare i nostri problemi di salute.




eccoti accontentato, questo è il topic adatto
e benvenuto sotto un discorso specifico che presenta alcuni lati scontati a fianco di moltissime spine non troppo nascoste
ma vorrei fare qualche osservazione a quanto dici



[ Questo messaggio è stato modificato da: nat49 il 2005-02-09 11:08 ]


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nat49


Registrato: Sep 19, 2004
Messaggi: 778
Inviato: 2005-02-09 11:07   
"psicologia sì, ma costruttiva e a basso costo"
- costruttiva = vai a saperlo, è una valutazione che si può fare solo a posteriori, vedendo se ci ha fatto bene o no
- a basso costo = la "mutua" passa cicli di sedute a costo zero, però non si può scegliere la persona

il rapporto psicoterapeutico è molto delicato e, al contrario dei malati terminali di tumore, la cui patologia organica non è in discussione, noi siamo sempre esposti a non essere creduti, anche dallo psicologo

con questo non dico che non si debba tentare, secondo me tutte le strade sono buone, non ce n'è una da cui non si faccia in tempo a tornare indietro, comprese quelle sedute di terapia comportamentale (per chi vuole, non è obbligatorio pensarla come me), che però per essere tre in tutto sono carissime (se fatte con scrupolo, per essere efficaci comportano lunghissimi tempi di preparazione e il lavoro congiunto di un'intera equipe, che segue le sedute da dietro lo specchio)


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nat49


Registrato: Sep 19, 2004
Messaggi: 778
Inviato: 2005-02-09 11:07   
"...in cui raccontarci i modi che usiamo per distrarci il piu'possibile dal pensare i nostri problemi di salute."

ecco Romeo, qui non sono d'accordo con te. Distrarsi non è la soluzione. Guardare in faccia è la soluzione. Secondo il mio umilissimo punto di vista. La psicanalisi a questo deve servire, a guardare i propri fantasmi, a prenderne coscienza e a superarli.

Ovviamente la CFS non è un "fantasma" in senso psicanalitico, è un dato di fatto ben reale e doloroso. Però, quasi sempre i nostri problemi psicologici si innestano su situazioni molto reali.

Quello che l'analisi ci deve aiutare a fare è proprio prenderne coscienza, capire quali sono i "veri" fantasmi che questa dolorosa situazione muove dentro di noi e sconfiggerli, per poter andare oltre, come Luisa dice sempre.

Ma non si può andare oltre e attraversare il ponte, se prima non si è guardata la strada. Bisogna guardare bene, capire bene, e soltanto dopo si può riprendere il cammino, con la consapevolezza sufficiente che ci consente di "ridimensionare" e superare.

bacio


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romeo


Registrato: Nov 24, 2002
Messaggi: 1927
Inviato: 2005-02-09 21:20   
Caro nat,incollo le mie parole e le tue



"in cui raccontarci i modi che usiamo per distrarci il piu'possibile dal pensare i nostri problemi di salute."

"ecco Romeo, qui non sono d'accordo con te" ecc.ecc.


Qui' mi devo spiegare meglio per farmi capire.Io non prendo in considerazione quelli che hanno problemi del vissuto,per questi l'analisi è una tappa obbligata.Ma ci troveremmo spostati di 180°gradi nel valutare la patologia,penso che la maggioranza dei sofferenti di questo forum,parte da sintomi oggettivi,sorvoliamo l'elenco,poi col tempo a furia di star male e di rimurginarci sù,avviene quello che io chiamo ricaduta psicologica negativa.Da qui'la spinta verso l'ansia,la depressione reattiva,il sentirsi solo,le delusioni,gli scoramenti,ecc.ecc.è brevissima.La patologia diventa piu'insorportabile,si creano i circoli viziosi.Quanto è importante staccare con la distrazione in questi francenti?.Vedi nella patologia la mente non ci aiuta quasi mai,ci rema contro,fanno eccezione solo quelli che praticano filosofie orientali o hanno molta fede in Dio.Non a caso tu vedrai pazienti che sull'orlo di un collasso nervoso,quando proprio non c'è la fanno piu',si recano dal medico di turno a chiedere aiuto,basta cio'per staccare dalle pene diventate insopportabili,anche questo per me è distrazione.E'distrazione,tutto cio'che ci toglie per un certo lasso di tempo dalle forche gaudine del rimurginare ossessivo.Non so se sono riuscito a rendere il pensiero,spero di si.Romeo


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max


Registrato: Apr 26, 2003
Messaggi: 1902
Inviato: 2005-02-09 22:58   
"L’omeopatia, nel suo percorso di edificazione, e nella sua concezione dell’essere umano presenta analogie sorprendenti con la psicoanalisi.
Entrambi i suoi padri fondatori, Hahnemann e Freud, partirono dall’osservazione reiterata, libera da pregiudizi, dei fenomeni per poi giungere alle ipotesi teoriche. Entrambe le discipline si fondano sulla sperimentazione umana e non su modelli biologici diversi da cui dedurre per analogia meccanismi umani.
Come la psicoanalisi, l’omeopatia tiene conto della funzione difensiva dei sintomi e di conseguenza si evitano trattamenti meramente sintomatici puntando alla riconquista di uno stato di equilibrio pre-traumatico. Non solo: l’omeopatia ha messo ampiamente in luce i pericoli insiti nei trattamenti soppressivi, ad esempio mediante cortisonici, delle eruzioni cutanee, affermando e dimostrando che queste sono solo la spia di un alterato equilibrio interno, spesso un tentativo di espulsione tossinica, determinato da noxae di varia natura, affermando così, come sul versante psichico è stato dimostrato dalla psicoanalisi, che il sintomo attuale è in primo luogo la punta dell’icemberg della malattia sistemica ed un tentativo di riconquistare un equilibrio perturbato dall’insulto traumatico. Con la stessa prudenza dell’omeopata lo psicoanalista ed il micropsicoanalista non toccano mai la manifestazione sintomatica, puntando ad una ricostruzione, per quanto possibile, fisiologica del terreno.
Uno dei caposaldi dell’omeopatia è inoltre quello della variabilità individuale: la stessa noxa patogena genera effetti diversi in individui con costituzioni e terreno diverso, un concetto molto simile a quello di “vissuto” utilizzato in psicoanalisi, per il quale lo stesso avvenimento può indurre conseguenze altamente traumatiche in un soggetto e lasciare assolutamente indenne un aktro soggetto.
Il cosiddetto “aggravamento omeopatico”, consistente in una riedizione attuale della malattia che aveva determinato la perturbazione dell’omeostasi del sistema, è del tutto simile al concetto di nevrosi da transfert in psicoanalisi: una riedizione attuale, proiettata nella relazione analista- analizzato della storia patologica dell’individuo. Possiamo interpretare Il fenomeno dell’aggravamento omeopatico come una sorta di riedizione attenuata dei processi patologici sedimentati nella memoria biologica dell’organismo; parimenti, durante il trattamento psicoanalitico, vengono ripercorsi a ritroso tutti i momenti traumatici di cui l’inconscio ha raccolto una traccia mnestica fino all’espulsione dell’affetto (energia psichica) incistato.
Spesso in omeopatia i rimedi della zona pelvica-anale sono gli stessi della zona orale: concetto simile alle equivalenze sfinteriche sostenute dalla psicoanalisi, in particolare dalla scuola micropsicoanalitica.
Entrambe le discipline hanno incontrato enormi resistenze per poter essere se non accettate, almeno tollerate dal corpo sociale ed hanno finito per affermarsi solo grazie all’evidente efficacia.
Una delle nozioni che accomuna le due discipline è infine quella di terreno, tanto spesso contestata dai detrattori dell’omeopatia. Sul dizionario di Psicoanalisi e Micropsicoanalisi si legge la seguente definizione di terreno: “insieme dei fattori costituzionali, ereditati o acquisiti, che intervengono nella comparsa e nell’evoluzione di uno stato sintomatico”.Per la pagina completa: http://www.micropsicoanalisi.it/zangrilli/p/omeopatia.htm



[ Questo messaggio è stato modificato da: max il 2005-02-09 23:33 ]


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nat49


Registrato: Sep 19, 2004
Messaggi: 778
Inviato: 2005-02-10 12:12   
perfetto Max
che sintesi magnifica
uno dei motivi per cui non condivido le terapie comportamentali è proprio che agiscono come il cortisone, tamponano i sintomi senza muovere molto nel profondo
le cause vengono ignorate
e il metodo è l'applicazione di un sistema di ri-condizionamento

ma forse quello che intendeva romeo è riferito più ai periodi di "non riacutizzazione", visto che di psicanalisi stiamo parlando

in questo caso, non so, forse la soluzione è semplicemente "vivere", mettendo a frutto quello che in analisi mano a mano si impara (o si scopre) di sè

certo che le persone che credono in Dio hanno un bell'alleato ...

io, nei momenti in cui sto meglio, facilmente mi "dimentico" in automatico di come stavo quando stavo male
ma questo non è necessariamente un bene, perché mi porta a fare errori su errori, imprudenze che, con un po' di testa potrei spesso evitare


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Marialuisa


Registrato: Oct 01, 2003
Messaggi: 1536
Inviato: 2005-02-10 19:00   
Mi sono piaciuti molto i vostri interventi Romeo, Nat e Max....C'è proprio SEMPRE da imparare da TUTTI e, che bello, poterlo fare con amici !

Max, leggendo quanto hai scritto mi è venuta in mente la seduta dall'OSTEOPATA: anche questa tecnica o, meglio, insieme di tecniche, segue lo stesso iter che tu hai postato sull'omeopatia e psicologia ?

Te lo chiedo perchè l'osteopata mi ha spiegato che alcuni blocchi ( e quindi dolore) sono da ricercarsi addirittura in un evento "pre-natale" e poi " da parto" e quindi, lui "lavora" in modo quasi impercettibile sui "corpi sottili" che "riportano" il soggetto a sciogliere quei "nodi" che risalgono appunto a questi eventi.

Che mi dici in proposito ? Forse non sono stata chiara ma so ' che tu conosci bene anche l'Osteopatia.

Grazie a tutti e buona serata !

Luisa


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max


Registrato: Apr 26, 2003
Messaggi: 1902
Inviato: 2005-02-13 16:09   
"Non potendo dissociare il corpo e la psiche che lo anima, avverrà frequentemente di stabilire relazioni tra il sintomo di natura fisica ed un trauma o degli stress successivi sul piano psicologico e affettivo. L'osteopatia cerca oltre il sintomo le cause del disturbo."



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Marialuisa


Registrato: Oct 01, 2003
Messaggi: 1536
Inviato: 2005-02-13 23:18   
RIMUGINARE INDEBOLISCE LE DIFESE

"Chi è ostile a tutto e a tutti non fa male che a se stesso : mette a rischio il sistema cardio-vascolare e accelera il declino psico-fisico.

Alcune recenti ricerche condotte dai coniugi americani Ronald e Janice Glaser dell'Università dell'Ohio, lui IMMUNOLOGO e lei PSICHIATRA, hanno dimostrato con numerosi test che paura, rabbia, insoddisfazione, invidia, gelosia e rancore possono alterare il sistema immunitario ed esporre l'organismo a malattie anche gravi.

Le emozioni negative infatti, attivano gli ormoni dello stress: adrenalina, noradrenalina, dopamina e cortisolo. Quest'ultimo in particolare, crea uno squilibrio del sistema immunitario, aprendo la strada ad infiammazioni croniche, infezioni virali, allergie, cardiopatie, malattie autoimmuni.
Alla lunga gli effetti si riflettono anche sulla psiche che innesca uno stato di depressione cronica"

( Dr, F. Bottaccioli, Direttore Scuola Italiana di Psiconeuroendocrinoimmunologia)


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nat49


Registrato: Sep 19, 2004
Messaggi: 778
Inviato: 2005-02-19 11:06   
vogliamo riprendere il discorso qui? e rispondere anche a tutte le questioni sollevate da jolins e romeo?

vogliamo fare un discorso di serotonina e di antidepressivi?
bene, io non ci capisco nulla, proseguite voi
io so che il laroxil mi è stato dato come miorilassante (da 3 a 8 gocce, a scalare) e non come antidepressivo
e anche leggendo il bugiardino dice che ha questa funzione

ma per quel che ci capisco io, so solo che mi fa aumentare il mal di testa a dismisura, perciò l'ho abbandonato

[ Questo messaggio è stato modificato da: nat49 il 2005-02-19 11:23 ]


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nat49


Registrato: Sep 19, 2004
Messaggi: 778
Inviato: 2005-02-19 11:17   
però mi piacerebbe di più fare un discorso più generale
e umano

perchè diminuisce la serotonina? noi siamo fatti di anima e di corpo, non ce lo dimentichiamo, e non è necessario essere religiosi per avere questa sostanziale consapevolezza

uno dei due parte per primo, un disagio spirituale o una malattia fisica, ed ecco che la serotonina si abbassa e subentra la depressione

è ovvio che va curata, è ovvio che un supporto farmacologico temporaneo può essere utile

ed è altrettanto ovvio che se non si cura lo "scompenso" iniziale, quello che ha provocato l'abbassamento della serotonina, il fenomeno tenderà a ripetersi, provocando un disagio continuo e la necessità continua dei "sostegni" farmacologici

ma anche questi sostegni agiscono come una terapia comportamentale, tamponano momentaneamente il sintomo ma non risolvono il problema alla radice


dunque? che fare?
io non sono medico, come romeo (ma su un piano diverso) ho solo la mia casistica e trovo solo rimedi per me

io credo "fortemente" che sia più importante risolvere il problema alla radice
io non sono depressa, neppure un po', anzi talvolta eccedo dal lato opposto, sconfino un po' sopra le righe in entusiasmo e in preponderanza vitale

però, come tutti ho momenti di grande sconforto. perchè?
perchè con la CFS non è semplice dire, risolviamo il problema alla radice, perchè sappiamo tutti che è una brutta bestia la cui radice chissà dov'è, e curare la "radice" non è come dirlo

e allora? BOH
proviamo a cercare delle risposte, magari insieme, magari risposte complessive che non riguardino solo medicinali ma anche atteggiamenti mentali e stili di vita

l'uomo completo e complessivo si merita questo


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