[Registrazione]  [Modifica profilo]  [Modifica Preferenze]  [Cerca]
[Messaggi privati]  [Lista degli utenti iscritti]  [FAQ]  [Entra]
salutemed.it Forum Index » » CFS Stanchezza cronica » » Nuovo clamoroso caso di allergie ai metalli
Autore Nuovo clamoroso caso di allergie ai metalli
rosario.muto


Registrato: Nov 01, 2004
Messaggi: 44
Località: Prato
Inviato: 2005-01-14 10:23   
Di Italiasalute.it
http://www.italiasalute.it/News.asp?ID=6845

Un nuovo clamoroso caso di danni da elettrogalvanismo denunciato da una donna siciliana. Un'ulteriore dimostrazione di come attualmente si sottovalutino i potenziali danni che i materiali utilizzati in odontoiatria possono provocare alla salute e dell'atteggiamento omertoso che in alcuni casi i medici tengono, almeno nei casi che qui andremo a denunciare. È il secondo caso che ci capita di trattare relativamente ai danni che i materiali utilizzati in odontoiatria sono in grado di provocare e le circostanze in cui si è verificato sono una lampante dimostrazione di come si tratti di un argomento molto scottante e che pur coinvolgendo la salute dei cittadini viene ad essere messo sotto silenzio. In entrambi i casi, portati alla luce anche da Italiasalute.it, ad essere danneggiate sono state due donne che lavorano nel settore sanitario.


Nel caso più recente, la donna danneggiata è niente meno che laureata in medicina, pediatra, per cui le sue accuse, nei confronti di un collega pari grado, peraltro generico, hanno un valore e una credibilità difficili da mettere in discussione.
Tra i pochi a proporre una soluzione al problema della biocompatibilità delle leghe metalliche utilizzate in odontoiatria c'è guarda caso una persona che, pur priva di una laurea essendo un odontotecnico, è giunta a realizzare una soluzione, oggetto di brevetto internazionale, frutto dell'esperienza e della ricerca realizzate sul campo, la cui efficacia è stata provata da uno studio condotto presso l'Università La Sapienza di Roma. Si tratta dell'odontotecnico Rosario Muto, ed è proprio a lui che la donna siciliana si è rivolta con una lettera dopo aver trovato delle informazioni su internet, grazie allo spazio che è riuscito a ricavare su Italiasalute.it ed altri siti web sensibili al tema.
Muto, che continua ogni giorno a ricevere telefonate, lettere, e documenti di pazienti, ma anche di qualche operatore del settore interessato a saperne di più, tiene a sottolineare che se nel caso della signora siciliana la reazione dell'organismo ai metalli si è manifestata con delle reazioni evidenti sul corpo, non è detto che in tutti coloro che hanno in bocca materiali in grado di scatenare un processo di ionizzazione non subiranno dei danni nel lungo termine meno visibili ma non meno pericolosi e che nessun medico saprà o vorrà ricondurre al lavoro svolto dal dentista. Muto arriva a ipotizzare che malesseri sempre più diffusi come allergie, vari tipi di deficit immunitario, fino ad arrivare a tumori e malattie autoimmuni siano da addebitare ai materiali tossici con cui quotidianamente veniamo inconsapevolmente in contatto, e tra questi anche quelli con i quali facciamo conoscenza una volta alzatici dalla poltrona del dentista.
La pediatra siciliana, di cui omettiamo ovviamente le generalità, dopo aver scritto a Muto la lettera che riportiamo sotto chiamandolo dottore, non sappiamo se per errore o per il rispetto che un medico ha verso una persona che per una volta si permette di dare dei consigli a lei, lo ha chiamato al telefono ringraziandolo per averle aperto gli occhi su di un problema di cui lei stessa non era a conoscenza. Non sappiamo se il medico cui la pediatra si è rivolta abbia agito in buona fede, non conoscendo cioè i danni cui la donna e le altre persone possono andare incontro, oppure si sia accodato a quello che è probabilmente l'atteggiamento generale in odontoiatria: sorvolare il problema in generale, e gestendo i casi più gravi come questo con un atteggiamento che da una parte tende a non riconoscere le proprie responsabilità, magari attribuendo quasi la colpa alla reattività del paziente, e dall'altra tende a non mettere in atto metodi preventivi volti se non altro a individuare i pazienti più a rischio.
Ecco la lettera della pediatra siciliana:
"Gentile Muto, ho letto con interesse qualche suo lavoro circa le allergie ai metalli e ciò mi ha indotto a sottoporle il mio problema. Da molti anni ero portatrice di uno scheletrato in metallo con denti in resina. Circa 4 anni fa ebbi delle reazioni locali al petto nel punto dove portavo una medaglia in lega. Tolsi tale medaglia e la reazione locale scomparve ma ne iniziò una fastidiosissima alle braccia, gambe, testa, collo, ascelle, e anche in parte al volto. Nel maggio 2003 sospettando che fosse dovuta ai metalli contenuti nello scheletrato applico dei patch per la serie odontoiatrica e finalmente viene trovata una positività al nichel dopo 72 ore di applicazione dei patch,una lievissima e impercettibile reazione al palladio e una lieve pieghettatura della cute all'argento ma le ultime due reazioni erano minime tali da essere considerate negative. Nonostante abbia eseguito terapia con cortisonici sia locali che per via sistemica e antistaminici con scarsi benefici, le mie lesioni scomparvero del tutto solo dopo rimozione dello scheletrato. Lo comunico al mio dentista di fiducia e decidiamo di fare ben 9 impianti e lui mi dà sia la lega in oro giallo che avrebbe usato sia la polvere di ceramica da saggiare insieme all'allergologo. Tutte le prove sono assolutamente negative e diamo il via al lavoro. Al momento di mettere la parte metallica vedo che il colore non è giallo come i lingottini che mi aveva fatto testare ma color argento e alle mie ripetute richieste di spiegazioni lui risponde che non aveva usato nessun elemento di quelli che io avevo detto di non usare e la sua infermiera mi dice che l'oro giallo in fusione diventa bianco. Da novembre 2003 al luglio 2004 ho solo una lievissima reazione nelle pieghe dei gomiti e pochissimo alla nuca ma io lo attribuisco al fatto che all'IDI di Roma mi rimisero a dieta libera e non priva di nichel quindi io assumevo regolarmente cibi contenenti tale metallo e avevo ripreso a cucinare in pentole di acciaio inox. A luglio 2004 smetto di fumare e contemporaneamente di assumere singulair ( molecola attiva montelukast, un antileucotriene ) che prendevo per la mia asma, sarà stata sicuramente una coincidenza ma comincio lentamente a riempirmi di lesioni in tutto il corpo, soprattutto addome, in pratica dalle ascelle alle cosce. Chiedo con gentilezza al mio dentista di ridarmi la composizione del materiale usato per gli impianti ma senza nessuna risposta e con il risultato che lui ha incominciato a negarsi al telefono e la sua infermiera dopo mie ripetute sollecitazioni si è spazientita. A tutt'oggi io non conosco la composizione di quanto è stato posizionato nella mia bocca e per attenuare il fastidiosissimo bruciore delle mie lesioni sono stata costretta ad assumere ciclosporina anche questa con scarso beneficio. Le mie crisi sono caratterizzate da prurito, bruciore e sono precedute da brividi e si accentuano quando ho anche una lievissima sudorazione o bevo un po' di alcolici (sia vino che birra che liquori), non risentono della terapia cortisonica e ho un po' di sollievo solo a dosaggio doppio di antistaminici e solo dopo alcuni giorni di assunzione e smessi i quali riprendo con i fastidi come e più di prima.
Le chiedo:
Se la mia allergia può ancora una volta dipendere da metalli che ho in bocca, considerato che a volte avverto uno strano sapore di "ferro".
Come posso fare a verificare ciò visto che il mio dentista a tutt'oggi dopo quasi 2 anni non mi ha consegnato nulla a proposito né della composizione del materiale né del tipo di impianti usati.
Come posso rimuoverli poiché un altro dentista contattato mi ha detto che non può farlo visto che non conosce il tipo di viti e quindi non sa che cacciavite usare.
Come posso fare a rintracciare almeno l'odontotecnico di cui conosco solo il nome ed è di Messina perchè almeno lui mi dica cosa ha messo nei miei denti.
Le allego inoltre una foto di un particolare delle mie lesioni che come le lascio immaginare sono altamente fastidiose.
Certa di un sua risposta le invio i miei più cordiali saluti."

Nel primo caso in ordine di tempo si trattava di una donna della Brianza, la signora Cecchetto che continua a chiamare la nostra redazione chiedendo aiuto. Si tratta di un'infermiera, e ciò non costituiva forse un caso fortuito in quanto i malesseri della donna erano da addebitare con tutta probabilità anche alle vaccinazioni subite per motivi professionali, oltre che agli amalgami dentali che le erano stati impiantati. La donna è in condizioni psicofisiche tali da non essere in grado di spedirci la documentazione necessaria per raccontarlo. La difficoltà è anche legata al fatto che la documentazione, come lei denuncia, le è stata addirittura sottratta, con un contorno di denunce e minacce contro cui nulla hanno potuto né i carabinieri né gli avvocati. Dopo un anno senza lavoro e i risparmi spesi inutilmente per fare giustizia, la donna, che ci ha permesso di fornire le sue generalità, è tornata a lavoro ma è stata collocata in un ambiente, la sala di sterilizzazione, non adatta alle sue condizioni per la presenza di sostanze che provocano in lei reazioni. Secondo quanto siamo a fatica riusciti ad apprendere dalla signora, anche i familiari si sono rivolti alla struttura sanitaria presso la quale ha ripreso servizio per chiedere condizioni di lavoro più adatte alla situazione altrimenti meritevole dello status di invalidità per cause di servizio e per protestare per il trattamento subito. In risposta alle lamentele di una famiglia colpita anche da un lutto impiegati della struttura sanitaria avrebbero risposto che l'atteggiamento nei confronti della signora è giustificato dalle denunce che lei ha affidato ai tribunali. Nelle poche confuse righe che è riuscita a farci avere l'anno scorso in un momento migliore, la signora brianzola ha avuto la forza di affermare: "attraverso la bocca con la loro professione, hanno distrutto la mia vita. Sembrano degli intoccabili, ma anche loro sono perseguibili.". L'infermiera afferma di essersi sentita come "una cavia" nelle mani del dentista. Ecco altri stralci delle sue dichiarazioni: "Perni rimossi senza protezione", "polvere ovunque", "le gengive ormai assumono un colore grigio. "la salivazione è orribile, in più scarico materiale verdastro...". Lui si arrabbia, è nervosissimo, le sue mani di fronte alle mie domande tremano, vibrano. Non è la prima volta che noto tale comportamento...". "Parlo di protocolli di rimozione etc. e lui mi dice: Sei pazza, stai zitta! Te e tutti quelli che sostengono questo...". Su di me lo sentivo dire, rovinare una persona sana è un delitto... una già rovinata…qui si fermava ( immagini io come potevo sentirmi in quei momenti con frasi del genere) ... giuro….. mai sentito un professionista affermare questo."
Come si può notare, in entrambi i casi c'è uno sconcertante atteggiamento di medici e strutture sanitarie che arriva ad occultare la documentazione e a farsi negare.

Vito Palumbo


--------------------------------------------------------------------------------


  Visualizza il profilo di rosario.muto   Email rosario.muto   Vai al sito web di rosario.muto      Modifica/cancella questo Messaggio   Rispondi riportando il messaggio originario
Laureando


Registrato: Jan 18, 2005
Messaggi: 16
Inviato: 2005-01-18 19:18   
Non mi sembra niente di straordinario da quando esiste l'uomo esistono le allergie!
E se la statistica non è un opinione......
Cordiali Saluti


  Visualizza il profilo di Laureando      Modifica/cancella questo Messaggio   Rispondi riportando il messaggio originario
  
Blocca questo Argomento Sposta questo Argomento Cancella questo Argomento
Powered by phpBB Versione 1.4.2
Copyright © 2000 - 2001 The phpBB Group

phpBB Created this page in 0.007372 seconds.