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salutemed.it Forum Index » » CFS Stanchezza cronica » » OMEOPATIA EVOLUTIVA
Autore OMEOPATIA EVOLUTIVA
stregatta


Registrato: Jun 26, 2003
Messaggi: 3782
Località: Bergamo
Inviato: 2004-11-07 22:50   
1) VARIABILE AMBIENTE

L'uomo di oggi, alle soglie del terzo millennio, pur geneticamente e fenotipicamente uguale al suo predecessore degli inizi del XIX secolo, vive in un ambiente profondamente diverso. Oggi respiriamo un'aria molto più ricca di inquinanti, allora si era agli albori della rivoluzione industriale; oggi ci alimentiamo con cibi prodotti in modo intensivo e trattati con diserbanti, pesticidi, antibiotici e magari trans-genici; oggi siamo esposti a campi elettromagnetici (cellulari, computers ,ecc) e a radiazioni (buco dell'ozono, incidenti in centrali atomiche, scorie radioattive provenienti da rifiuti industriali o di origine militare) inimmaginabili solo alcuni decenni or sono. Di tutto ciò non conosciamo per altro la reale portata, forse trascurabile nel breve periodo e per l'uomo contemporaneo (come appare dall'inequivocabile incremento dell'età media della popolazione),ma probabilmente negativa per il corredo genetico della specie.

La stessa medicina allopatica, pur con i suoi indubbi progressi, comporta la somministrazione di innumerevoli prodotti farmacologici fin dalla più tenera età o, meglio ancora, addirittura fin dall'inizio del concepimento (questo stesso a volte "artificialmente" indotto).
1) VARIABILE AMBIENTE

L'uomo di oggi, alle soglie del terzo millennio, pur geneticamente e fenotipicamente uguale al suo predecessore degli inizi del XIX secolo, vive in un ambiente profondamente diverso. Oggi respiriamo un'aria molto più ricca di inquinanti, allora si era agli albori della rivoluzione industriale; oggi ci alimentiamo con cibi prodotti in modo intensivo e trattati con diserbanti, pesticidi, antibiotici e magari trans-genici; oggi siamo esposti a campi elettromagnetici (cellulari, computers ,ecc) e a radiazioni (buco dell'ozono, incidenti in centrali atomiche, scorie radioattive provenienti da rifiuti industriali o di origine militare) inimmaginabili solo alcuni decenni or sono. Di tutto ciò non conosciamo per altro la reale portata, forse trascurabile nel breve periodo e per l'uomo contemporaneo (come appare dall'inequivocabile incremento dell'età media della popolazione),ma probabilmente negativa per il corredo genetico della specie.

La stessa medicina allopatica, pur con i suoi indubbi progressi, comporta la somministrazione di innumerevoli prodotti farmacologici fin dalla più tenera età o, meglio ancora, addirittura fin dall'inizio del concepimento (questo stesso a volte "artificialmente" indotto).



Quando nacque l'omeopatia tradizionale, dalle argute intuizioni ed osservazioni cliniche di Hahnemann (1755-1843), credo di poter affermare con una metafora che il paziente, nella sua naturale "semplicità", fosse verosimilmente assimilabile a un foglio bianco su cui era in effetti relativamente facile tracciare delle coordinate cartesiane per codificare un certo ordine approntando una terapia omeopatica razionale ed efficace. Ricorrendo ad un'altra metafora, si potrebbe dire che il medico omeopata di allora era un po' come un musicista che dovendo accordare il proprio strumento disponesse di un ambiente ideale, silenzioso e privo di suoni parassiti esterni. Studiare clinicamente il paziente di oggi è invece come restaurare una vecchia tela su cui molte mani hanno lasciato nel tempo segni diversi o che addirittura hanno lordato per vandalismo; oppure ancora è simile alla fatica che si accollerebbe chi volesse accordare il proprio strumento musicale nel bel mezzo di una piazza proprio nell'ora di punta con il frastuono di tram, auto, clackson, motorette,i richiami degli studenti della vicina scuola e magari la sirena di qualche ambulanza .

Da tutto questo nasce la necessità di far evolvere continuamente il sapere omeopatico, pur senza nulla rinnegare, ma adeguandolo alle mutate condizioni. Potrebbe essere a mio parere interessante considerare per esempio l'omeopatia dei composti le cui basi teoriche furono elaborate dal prof. Burgi di Berna nel 1910.

Queste prime banali considerazioni di carattere generale sulla dottrina omeopatica e sulla necessità di un suo continuo divenire per adattare i rimedi alle mutate condizioni di recettività dei pazienti ci portano dunque al concetto della moderna OMEOPATIA EVOLUTIVA, non cristallizzata su vecchi protocolli, ma basata su continua sperimentazione e osservazione clinica con scambio di opinioni e conoscenze fra i medici cultori di questa arte.

In altri termini credo di poter affermare che ci siano stati più cambiamenti ambientali negli ultimi duecento anni che nei due millenni precedenti e che se Hahnemann non avesse avuto le proprie felici intuizioni in un'epoca storica in cui ancora l'ambiente e l'uomo stesso erano come "cristallizzati" in una sorta di naturale e ideale semplicità, nel "caos" attuale sarebbe impossibile porre le basi della medicina omeopatica stessa, sulle quali si fondano le nostre conoscenze e teorie attuali in un continuo divenire, evolvendo la materia per mantenere inalterata l'efficacia dei trattamenti su un sub-strato umano in evoluzione, con la presunzione di poter essere di giovamento all'uomo contemporaneo e ai nostri discendenti futuri.

2) VARIABILE INDIVIDUO

Una volta afferrato il concetto di influenza dell'ambiente sulla salute nel corso dei secoli, anche considerando le mutate condizioni economiche, sociali e igieniche, è facile ammettere la necessità di variare l'approccio terapeutico tenendo conto oltre che della patologia in corso anche delle peculiarità specifiche del sub-strato paziente.

Non mi sto riferendo alle differenze tanto marcate e note tra l'approccio allopatico, più centrato sulla patologia, e quello omeopatico, più attento a ristabilire intimi equilibri, che do in questo momento per scontate. Mi riferisco, al contrario, alle differenze di quel sub-strato individuale su cui le nostre terapie dovrebbero agire direttamente e che è influenzato pesantemente dall'ecosistema di provenienza del paziente (paese di origine, cultura e religione che sempre codificano comportamenti e abitudini alimentari diverse, ceto sociale, spesso in grado di condizionare stile di vita e alimentazione per esempio).

Gli stessi abitanti di uno stesso quartiere che si servissero per assurdo sempre nello stesso iper-mercato avrebbero comunque delle differenze enormi anche solo dal punto di vista alimentare e quindi nell'assunzione dei diversi composti chimici e additivi in essi contenuti. Giulia, donna in carriera sempre indaffarata, usa solo cibi pronti che scalda al micro-onde; Riccardo è da sempre vegetariano convinto; Giovanni odia il pesce; Carla non mangia che raramente frutta e verdura; Alì è in Italia da soli tre mesi e si arrangia come può..

Il concetto di OMEOPATIA EVOLUTIVA deve a mio parere tenere conto di tutti questi fattori : in altri termini, non si deve pensare ad una omeopatia cristallizzata in protocolli standardizzati e immutabili, come spesso viene insegnata, ma ad un' omeopatia in continuo divenire, interfacciantesi di volta in volta alle mutate condizioni nel tempo e all'ecosistema sempre diverso dell'individuo.

Solo rapportandosi alla realtà una scienza può essere vitale e produrre i suoi frutti, ora come un tempo e così anche in futuro : magari con nuovi composti o associazioni o con tecniche mesoterapiche per esempio.

Omeopatia oggi ……………perché?

L'interesse per le medicine cosiddette "complementari-alternative" nasce spesso ancora oggi, malgrado gli indubbi progressi ottenuti, dall'insoddisfazione per l'inadeguatezza della medicina tradizionale di fronte alla gravità di certe situazioni: tale inadeguatezza urta per così dire contro la necessità del medico di dare risposte cliniche concrete al proprio paziente, rifiutandosi di allargare le braccia, alzando sconsolato gli occhi al cielo.

In altri casi invece, l'interesse iniziale può essere solo teorico-speculativo, per saperne di più e per ampliare la propria cultura; oppure ancora un interesse di natura economica, vista la forte richiesta del "mercato".

Si può arrivare dunque ad un primo approccio da entusiasta o da scettico, per inclinazione naturale o per calcolo opportunistico, ma è comunque doveroso documentarsi e fare le cose bene: poi sarà l'evidenza clinica a fugare i dubbi e ad aprire anche ai più prevenuti nuove e inimmaginabili prospettive.

In particolare, ripensando al mio cammino culturale personale, devo citare come primo approccio ad una medicina non convenzionale quello ayur-vedico.

Ne studiai a lungo e organizzai la farmacopea e la filosofia ad essa sottesa elaborando ed informatizzando l'immensa mole di informazioni, implementandole con piglio occidentale per rendere il tutto più facilmente fruibile dal medico pratico.

Successivamente poi venni a contatto dell'omeopatia tradizionale e ne fui subito attratto: priva di esotismi, tanto affascinanti quanto lontani dalla nostra cultura, ero di fronte a una scienza che affondava le proprie radici nella nostra tradizione europea, basandosi unicamente sull'osservazione clinica e la sperimentazione scientifica!

Poi venne la mia, pur modesta, esperienza personale e il convincimento che, come del resto è sua propria imprescindibile natura, l'omeopatia debba evolversi continuamente per essere sempre adeguata alle mutabili variabili individuali e ambientali.

L' omeopatia con i suoi 200 anni è scienza relativamente recente e ciò è al tempo stesso uno svantaggio e un enorme vantaggio. Uno svantaggio poiché non può vantare la mole di esperienze che migliaia di anni hanno apportato alla medicina ayur-vedica o a quella tradizionale cinese, un vantaggio enorme poiché i comportamenti codificati e i "protocolli" non sono ancora così standardizzati o per così dire sclerotizzati da non poter essere messi in discussione e sovvertiti ( si badi bene : a ragion veduta, con prove alla mano e per il bene e nell'interesse del paziente).

E' mia esperienza clinica che l'utilizzo di certi prodotti, relativamente nuovi, e di certe metodiche apra al medico-omeopata nuove e gratificanti prospettive proprio là dove, per le mutate condizioni accennate i rimedi tradizionali non possono più agire come dovrebbero. Sarò lieto in altra sede di far partecipi i Colleghi interessati che me lo richiedessero delle mie esperienze e di far loro conoscere i prodotti utilizzati per le mie personali prescrizioni, nell'ottica di una disinteressata collaborazione e nell'interesse dello sviluppo e della crescita dell' "omeopatia evolutiva" .


Un quesito provocatorio :

E' possibile che la patogenesi di un rimedio possa cambiare nel corso dei secoli, al variare delle condizioni ambientali e in rapporto al diverso assetto immunitario del soggetto, che interagendo con il proprio ecosistema ne riceve stimoli ed inibizioni inimmaginabili due secoli or sono ?

E' noto per altro che il paziente con una storia personale di intossicazione da alcool e tabacco oppure quello che lavora in una tabaccheria o in profumeria, nonché il lavoratore esposto a prodotti chimici richiedano dosaggi omeopatici bassi e con maggior frequenza (Dujany)…………..figurarsi se poi vive in un'area metropolitana inquinata, oppure vicino ad un grande aeroporto intercontinentale (come il sottoscritto), o a una centrale nucleare !!!!

Il lettore attento mi voglia a questo punto perdonare, ma avrà certamente capito trattarsi di una disgressione volutamente e scelleratamente provocatoria quanto paradossale………..anche se riesce sempre a sollevare l'indignazione degli omeopati più codini e integralisti, aiutandomi così nella selezione dei veri "omeopati evoluti", miei naturali interlocutori e compagni di ricerca nel lungo ed affascinante cammino della sperimentazione , con l'unico dogma intangibile dell'evidenza clinica .






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stregatta


Registrato: Jun 26, 2003
Messaggi: 3782
Località: Bergamo
Inviato: 2004-11-07 22:59   
Mi è sembrato interessante, x ki crede nell'omeopatia, postarlo....nahjl, credo ke qst 3ad confermi quanto hai postato sulla omeopatia di risonanza.........

dopo 200 anni, siamo cambiati noi ed è cambiato l'ambiente in cui viviamo, quindi omeopaticamente è cambiato il terreno dell'individuo (+ intossicato ahimè)!!

una lettura dell'articolo mi pare opportuna x ki si cura cn qst tipo di medicina saluti..... raffa


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svarup


Registrato: Aug 14, 2004
Messaggi: 83
Località: PARMA
Inviato: 2004-11-08 10:14   
3) INVARIABILE: CONDIZIONAMENTO MEDIATICO
un po lungo, il succo è quello; di quelli che prendono le stecche dalle major ....multi....

A VOLTE RITORNANO: FRANCO BATTAGLIA

L'unico fisico quantistico secondo il quale un chilo e mezzo pesa due
tonnellate avverte: «Care mamme, non è vero che i prodotti biologici sono
salutari.Non
fatevi ingannare dalle dichiarazioni di "scienziati": i politici lo
trovano sempre uno "scienziato" disposto ad assecondare i loro desideri».
Appunto, se lo dice lui... Era da tempo che non leggevamo più i suoi
spassosi interventi sull'autorevole "La Gazzetta di Modena", e ne eravamo
rattristiti.

Condannati a leggere i dialoghi di Gianni e Pinotto, Stanlio e Ollio,
Walter Chiari e Carlo Campanini ("Vieni avanti, cretino!"), pallidi e
patetici imitatori,
ridicole ombre a confronto degli apici di comicità surreale a cui sa
giungere il Battaglia Franco, possiamo ora levare inni di giubilo a Dio: è
tornato.

Battaglia Franco, il nostro fisico quantistico preferito (l'unico uomo di
scienza che ha cercato - invano, ripetutamente, ma invano- di convincerci
che
un chilo e mezzo pesa due tonnellate, vedere
QUI)
torna a sollazzare le mamme modenesi -e non solo- con i suoi interventi.

Eccovi l'ultimo.

------------------

Care mamme, il cibo biologico è veramente il cibo migliore?

Care mamme,
non lasciatevi ingannare.
Vorrebbero convincervi che i cibi biologici sono garanzia di migliore
qualità e più salutari per i vostri figli.
Non è vero!
Fate attenzione: chi cerca di confondere le vostre idee, di disinformarvi,
sono solo i mercanti di quei cibi.
Il vero e unico scopo è quello di elevare la spesa alimentare vostra a
loro vantaggio.
E lo fanno con la connivenza di politici compiacenti che pontificano di
"corretta alimentazione".
Io non so se la "snella" figura dell'assessore provinciale di Modena all'
Agricoltura e Alimentazione possa essere portata ad esempio di corretta
alimentazione.
Ma so che che l'alimentazione che egli vi propone non ha nessuna garanzia
a priori di essere né corretta né sana.
Il cibo biologico vorrebbe abolire gli antiparassitari.
Ma ricorda un recente rapporto dell'Accademia nazionale delle Scienze
americana: «I preparati chimici devono essere considerati uno strumento
indispensabile
per la produzione agricola sicura ed ecologicamente accettabile.
Progettare di abbandonarne l'uso è quanto meno contraddittorio se, allo
stesso tempo,
si mantiene l'attuale riluttanza ad accettare i prodotti geneticamente
migliorati (Ogm), i soli che possano lasciare speranze, se non di
abbandono, certamente
di riduzione dell'uso di antiparassitari e fitofarmaci».
Tanto più che, in assenza di difese dall'esterno, il vegetale se lo
produce da sé il proprio antiparassitario naturale, e in quantità che non
tengono certo
conto del fatto che i bambini dovranno mangiarselo: in America, patate
biologiche furono
sequestrate dal mercato perché risultarono tossiche ai bambini per l'
eccesso di solanina che producevano; e in Italia i bambini di una scuola
elementare
milanese masticarono, assieme al riso, anche dei vermi, la cui presenza -
si "difese" la ditta fornitrice - era dovuta al fatto che quel riso era,
appunto,
biologico.
Vi dicono che per quel cibo non si usano prodotti chimici di sintesi.
Ma non vi dicono che non v'è differenza se un prodotto chimico è
"naturale" o di sintesi: l'aspirina che acquistate in farmacia è un
prodotto chimico di
sintesi, e può anche essere estratta dalla corteccia del salice, ma quanti
salici ci vogliono per ottenere una pasticca?
Vi dicono che, in caso di malattia, essa viene curata coi prodotti
omeopatici.
Ma non vi dicono che l'omeopatia non cura nessuna malattia.
Non può farlo: una soluzione omeopatica di un presunto farmaco NON è una
soluzione "estremamente diluita" di quel presunto farmaco, visto che di
esso non
ne contiene alcuna molecola.
Neanche una: è un calcolo stechiometrico elementare.
La medicina omeopatica non è una medicina: è una frode. Per aver detto
ciò, Piero Angela, il noto presentatore tv di divulgazione scientifica, è
stato trascinato
in tribunale da un manipolo di "medici" omeopati: questi hanno perso e
Piero Angela ha vinto in pieno.
La scienza accoglie con mente aperta e costruttiva le ipotesi e proposte
di chiunque.
E se esse hanno valore, per quanto bizzarre possano apparire, ogni
successiva indagine effettuata seguento il metodo scientifico non fa che
avvalorarle.
Ebbene, l'omeopatia non ha fatto un passo avanti da 150 anni, quando essa
fu per la prima volta proposta.
Se non per confermare che non ha mai curato nessuno, né mai curerà l'
infezione di una vacca il cui latte viene poi etichettato "biologico".

E non fatevi ingannare dalle dichiarazioni di "scienziati": i politici lo
trovano sempre uno "scienziato" disposto ad assecondare i loro desideri.

Ed è così che un politico di professione, attivista anti-Ogm e che anche
occupa il ruolo (ad esaurimento) di "assistente universitario" nel settore
della
zoologia, viene presentato (a dispetto di una carriera mai fatta) come
"professore" di biologia, per dar valore a tesi che non ne hanno.
Proprio di questi giorni l'appello che il Prof. Veronesi ha lanciato - a
nome di ben 19 società scientifiche accreditate e di oltre 10.000 tra
biologi e
medici - a favore dell'agricoltura che si serve del miglioramento genetico
e di cui oggi e da anni si nutrono nel mondo oltre 1 miliardo di persone.
E anche noi in Italia: il grano duro è stato ottenuto decenni fa con una
violenta modificazione genetica che si è servita non del bisturi dell'
ingegneria
genetica (che va a toccare, in modo consapevole, pochissime unità di
geni), ma della mannaia del bombardamento con raggi gamma di un chicco d'
origine pugliese.

Care mamme, non fatevi ingannare: dite no ai cibi biologici, pretendete la
qualità intrinseca del cibo dato ai vostri figli, non quella di un'
etichetta
fumosa.
Chiedete, che i vostri figli si nutrano dello stesso cibo che voi
proponete loro a casa.
E che il denaro pubblico speso in più per prodotti di discutibile valore
diventi risorsa per soddisfare altre e reali esigenze dei vostri figli.

---------

Noi ci siamo stancati di scrivere a La Gazzetta di Modena (il cui
direttore non è che ami molto pubblicare rettifiche), ma non abbiamo nulla
in contrario se lo fate voi (per esempio qui
lettere.mo@gazzettadimodena.it
o qui
redazione.mo@gazzettadimodena.it)...
Vi consigliamo di usare parole pesanti, forse il Direttore eviterà in
futuro di inserire simili stravolgenti articoli di emeriti imb..


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