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salutemed.it Forum Index » » CFS Stanchezza cronica » » BIG BANG
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Autore BIG BANG
svarup


Registrato: Aug 14, 2004
Messaggi: 83
Località: PARMA
Inviato: 2004-09-20 10:35   
Anche a me pare che una delle strade da percorrere sia quella del portare alla coscienza i fatti che ci sono occorsi prima di stare male e da li dare ascolto ai sintomi che si sono innescati.
Personalmente è successo circa sei sette anni fa, in condizioni di riconoscimento della mia situazione di vita, dal punto affettivo-familiare e impegno-lavoro, e spirituale, o meglio di quella parte di noi che in certi momenti non è dacordo con quello che stiamo facendo.
All’epoca avevo circa 30 anni, sposato , una figlia e gestivo una attività artigiana che era di mio padre. Per farla breve posso dirvi che avevo studiato per quella attività, i dipendenti erano tutti piu anziani di me e nell’azienda da piu tempo e che non si navigava in acque tranquille (economicamente), per scelte avvenute precedentemente al mio ingresso. Di contro la situazione affettiva vacillava, ci siamo sposati relativamente giovani (per cause di forza maggiore, lei era in stato particolare) avevamo voglia di nuove conoscenze(che ci sono state per entrambi), ma non ci siamo staccati. Nel frattempo avevo frequentato un gruppo per un paio di anni che oggi si definiscono di “crescita”, o meglio una sorta di presa di coscienza della propria situazione (non gruppi religiosi o sette di orientamento), psicodinamica di gruppo (che parolone) e da li sono emerse parti della mia personalità che erano rimaste seppellite. Il lavoro comunque andava avanti, fra alti e bassi, a casa si ritornava, alcuni interessi nuovi che si sono presentati ed ecco che mano a mano le forze (che peraltro non sono mai state ingenti, anche se ho fatto tutti itipi di sport , sempre fuori di casa e spaccato piu ossa nel corpo) piano piano cominciano a ritirarsi, in concomitanza di svariati sintomi fisici, quali (come primo segnale) senso di svenimento nell’assunzione di certi cibi, fra i quali ricordo il cappuccino (che un giorno mi accompagno direttamente al PS) che in quel periodo era accompagnato dalle sigarette e dallo stress quotidiano. Fintanto che nell’arco di un mese ho tre attacchi violenti di questi svenimenti, accompagnati da sensazioni fortissime di gastralgia che subito sono stati scambiati da stati influenzali e poi successivamente ad un altro attacco fortissimo mi hanno lasciato completamente esausto, privo di forza, volontà, concentrazione, memoria, riflessi ,sensazione fisica al tatto, vista e carico di ansia, DAP , agorafobia e completa incapacità a digerire alcunché.
E in quel giorno che il corpo ha abbandonato il suo sistema operativo di base (che tutto sommato mi ha condotto fino a li) e credo per qualche virus (mono e toxo riconosciute a Chieti come passate, anche se mai fatto accertamenti precedenti) e si è innescata la modalità provvisoria (dove le cose funzionano ma con parametri grossolani e di emergenza). Ora sono fuso


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kikka


Registrato: Oct 17, 2002
Messaggi: 389
Località: roma
Inviato: 2004-09-20 11:59   
si' anche io mi sento in modalita' provvisoria.
L'idea di essere un computer rotto e disfunzionante mi è sempre ritornata come idea.
Un computer che va in modalità provvisoria, che si è beccato un virus che gli manda in tilt tutte le funzioni.

Mi sono un po' commossa a leggere le vostre storie.
già!
Si sente tanta sofferenza che va oltre la malattia, e che della malattia costituisce l'alveo, come se questa si fosse assestata bene bene li', a ricordarci i nostri dolori, a farci rsitagnare su quello stato d'animo,quei ricordi,episodi,imaggini.
Come delle istantanee nelle quali ci ritroviamo dentro,intrappolati, impotenti spettatori di vecchie ferite. Un padre che volge le spalle a un figlio, una domanda lasciata cadere nel vuoto, una mano messa per zittire. Ed il nostro dolore, che non puo' uscire,esprimersi,sfogarsi, dentro comincia a fagocitarci, come una marea che avanza.
Mi chiedo se delfino abbia mai potuto piangere.
Se quel bambino solo abbia mai potuto tirare un calcio.

E poi la malattia , la malttia che si assesta ben bene li', nelle nostre vite.Impedendoci la fuga, la rivolta, la reazione, la riscossa del nostro io.Cercando posti migliori, piu' giusti, che ci compensino, che ci Ri-compensino, da quei dolori, da quelle negazioni, quei silenzi. Ma obbligandoci invece alla resa, all'impotenza, al ricordo continuo di quella carrelata di sofferene,patite,sopportate.
Intrappolati nei ricordi.
Intrappolati in quell'immagine.

Avrei voglia di abbracciarvi tutti.

Oggi mi sono svegliata con una grande tristezza, ed idealmente mi sento accanto a quel bambino affacciato alla finestra, che osserva la vita senza poter partecipare.
Ci puo' essere qulacosa di piu' triste?
Vorrei soccorrerlo quel bambino,
perchè il suo dolore,quel silenzio,quell'immobilità, è piu' insopportabile di un pianto dirotto, strillato a squarcia polmoni.
E' vero alle volte i genitori sono i primi a farci del male.
Persistendo e perseverando nei loro modi, che si ripetono, che non accennano a cambiare.
Ho difficoltà a toccare quest'argomento.
e questa difficoltà...blocco, è sintomo di una sofferenza che è evidente non sono in grado di affrontare, di condividere, di vedere scritta in lettere qui,ora.Neanche nell'anonimato sterile di un video. Perchè la possibilità che venga letta ,che venga letta soprattutto da me, mi atterrisce, mi spaventa.
Le parole diventerebbero una prova. Una prova incancellabile.
Si'i miei genitori hanno reagito male alla malttia.
malissimo.
Sicuramente.
E qui mi fermo.

L'esordio, come spesso ho scritto, è stato improvviso, violento.
Ho avuto una mononuclosi.
Avevo 20 anni.
Avevo appena iniziato l'università.
Grandi cambiamenti,grandi prove.
L'impatto con gli esami.
La paura.
All'epoca ero una ragazza,come dire, molto popolare?
il termine è un po' scemo,ma passatemelo.
Avevo un giro di amicizie molto grosso.
Rispetto ad oggi almeno.
Sempre euforica, allegra, con la voglia di fare , di essere, di dire.
Sempre in mezzo, sempre io.
Una risata esagerata.
Sparata li', come una cannonata.
Molto egocentirca.
Ma non egoista!
Mai!
Feste, discoteche a go-go'!
tutte quelle che potevo.
Ero pazza per ballare.
Sport tantissimo sport.
Ero capace di andare avanti tutto il giorno con un tramezzino e poi uscire la sera dopo due ore di palesta,il tutto muiovendomi solo con gli autobus, per una città enorme come Roma.
Poi la mononucleosi.
Improvvisa.
Da un giorna all'altro ho le gambe piegate in due,la testa che mi va a fuoco,exstrasistole continue, uno stato di nervosismo incontrollabile, come un'insofferenza ai rumori alle frastuono alla confusione, come se il cervello faticasse anch'esso a metabolizzare i dati a non andare in tilti da super-lavoro.
E poi...
La STNCHEZZA!
ODDIO!
LA STANCHEZZA!!!
una stanchezza immane, enorme ,immanda, a qualsiasi sforzo a qualsiasi gesto.
Capogiri, vertigini, spossatezza.
Nle giro di una settimana smetto drasticamente tutte le mie attività.
Semi-svenimento in palestra.
Mi dicono è la primavera,

TORNA LA SETTIMANA PROSSIMA!

MAI PIU' TORNATA!

Cerco di reagire con tutte le mie forze, come nella mia natura. Che ai problemi reagiva con una gran foga di vivere, di fuggire, di compensare in qualche modo andando avanti, prendendosi cio' che le manca.
NIENTE!
non è servito a niente: niente,nulla.
Le mie armi mi erano state scippate, all'improvviso, da qualcuno, da qualcosa.
NOn potevo piu' combattere con le mie difese.
Un calvarrio.
IL medico di base mi sberleffa:sei solo un po' stresssata!mi dice il maiale.
Mentre io avevo una bella mononucleosi in corpo e avevo bisogno di assoluto riposo,da tutto, da ogni fatica fisica e mentale.
Inizio il mio carosello di analisi, visite, accertmenti.
NIENTE!
finchè su suggermiento di un mio amico mi faccio il test della mono.
IL mio medico, sant'uomo, mi rovina la vita e mi dice:OK SE TI IMPEGNI UN PO' VEDRAI CHE PASSA TUTTO; ORMAI LA MALATTIA é IN FASE DISCENDENTE.
Detto- fatto
MI BUtto a capofitto in milleuno attività.
3 esami alla sessione estiva nel giro di un mese e mezzo.TRE BOTTE DI DIRITTO ALLA FACOLTA' DI LEGGE!
Intenso studio, stress.
Quindi insisto ad andare a fare attività fisica . Niente
la stanchezza non demorde.
Arrivo alla fine dell'estate che sono completamente esaurita.
Ma siccome mi dicevano che dovevo reagire, io che ero orgogliosa non la volevo dare vinta agli altri ed a cio' che mi succedeva.
E cosi' sono andata avanti finche' non ero ormia arrivata all'impotenza.
Della malttia all'epoca non si sapeva nulla.
NOn si parlava di cfs.
ho tirato avanti questi anni in mezzo a mille difficoltà,morali, fisiche.
Mille paure, incomprensioni. Uno stato di allucinazione ed incredulità per cio' che mi stava capitando.Propio io, propio a me!
ma ho stretto i denti, tirato avanti con l'università, con la mia vita, cercando di tenermi in piedi.
Poi sono venuti gli attacchi di panico, un esaurimento frotissimo che mi ha spezzato in due.
Addio la ragazza che ero.
Addio la vita che facevo.
Non mi reggevo in piedi ero sempre stanchissima, ed in piu' questi terribili attacchi d'ansia che mi paralizzavano fino a giornate intere trasscorse nell'ansia,nottate intere insonne.Oddio non posso crdere che sto scrivendo tutto questo.
Ragazzi smetto perchè è troppo tuttto in una volta.
vi abbraccio. Scusate!


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kikka


Registrato: Oct 17, 2002
Messaggi: 389
Località: roma
Inviato: 2004-09-20 12:05   


ho avuto un momento in cui ingozzare tutta questa sofferenza patita era troppo
un abbraccio
del reasto il post come al solito è lungo un chilometro
un abbraccione
ancora!
ritorno quando mi sono ripresa dalla corsa indietro nel tempo.

baci-baci


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nat49


Registrato: Sep 19, 2004
Messaggi: 778
Inviato: 2004-09-20 14:11   
beh, ripensandoci, e rileggendo Antonio, forse posso aggiungere qualcosa.
Solite storie di un'infanzia infelice (forse non sono l'unica), poi 12 anni di vessazioni matrimoniali e di tradimenti.
Lavoro, lavoro, di tutto e di più, forse per "passare sopra" a una vita insopportabile. Tuttavia sempre salute perfetta e grande forza fisica, 10 anni senza un raffreddore.

Vacanza a Otranto = 2 ore di cavallo al giorno, mezza giornata di vela, serata e intermezzi sempre ballando furiosamente, forse per dimenticare un marito che tradiva comunque e con chiunque.

Poi, dopo l'intossicazione (suppongo alimentare), e chi si ferma! Altre ore di cavallo, vela, giardinaggio, per stare lontano.

Bella vita, dirà qualcuno. Forse. Io non la auguro a nessuno. In tutto questo daffare, interminate notti passate a piangere. Un figlio uscito border-line (per chi non lo sapesse, vuol dire sull'orlo di una psicosi schizofrenica = 12 anni!) da una benvenuta quanto drammatica separazione.

E poi le fatiche inenarrabili (che ormai non riuscivo più a reggere) per salvare lui. oltre che me!

Dio, il dolore non cessa mai pere quanto tempo sia passato. Le ferite sono sempre lì pronte a sanguinare di nuovo, ogni volta che ci si guarda dentro.

Sì, certo, grandissimo stress e grandissima fatica e dolore hanno preceduto questa tremenda cosa.
E la ricaduta è avvenuta nel 1999, dopo la morte di mia madre, accompagnata giorno per giorno, ora per ora, come secondo me e mia sorella tutti noi vorremmo essere nel nostro estremo momento.
Accomapagnata anche dalla totale assenza del nuovo compagno, non aggressivo e traditore ma semplicemente del tutto indifferente. Seconda separazione, avvilimento, amarezza, disillusione.

Ragazzi cheppalle! Da allora non mi sono più ripigliata.

Grazie per lo sfogo, grazie per l'ascolto che mi è sempre mancato. Grazie.




_________________


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LEONE


Registrato: Aug 24, 2004
Messaggi: 47
Inviato: 2004-09-20 16:50   
UN CARO SALUTO A TUTTI VOI.
L'ANALIZZARE LE ESPERIENZE DI OGNUNO, GLI EPISODI CHE HANNO ANTICIPATO GLI EVENTI PRINCIPALI CI HANNO PORTATO AD UNA PRIMA PARZIALE CONCLUSIONE: L'EFFETTO SCATENANTE DELLA PATOLOGIA HA PRESO IL VIA DA UN AGENTE ESTERNO( SIA ESSO BATTERICO E/O VIRALE, DA INTOSSICAZIONE ALIMENTARE O RADIOATTIVA)CONCOMITANTE AD UNA FORTE SITUAZIONE DI STRESS.
IO CREDO CHE QUEST'ULTIMO ABBIA AGITO DA CATALIZZATORE, DA MICCIA, PER L'INNESCO DI UN MECCANISMO CHIMICO-BIOLOGICO CHE HA TERMINATO LA SUA FASE CON LA MALATTIA E LA SUA CRONICIZZAZIONE .
NEL MIO CASO CREDO CHE LO STRESS DI QUEL PERIODO SIA STATO IL TERRENO FERTILE, IL COMBUSTIBILE, CHE ABBIA POTUTO SVILUPPARE E FAR EVOLVERE LA MALATTIA, CHE AVREBBE POTUTO ESSERE METABOLIZZATA SE PRESA DA SOLA .
IL COMUNE DENOMINATORE DELLE NOSTRE STORIE, COME SI PUO' NOTARE ,E' L'AGENTE ESTERNO E LO STRESS INSIEME, SOGGETTIVAMENTE PIU' O MENO FORTE A SECONDA DELLE PERSONE.
MA STRESS.
STRESS SU UNA PERSONA CHE PRIMA ERA SEMPRE IN MOVIMENTO, CON MILLE COSE DA FARE, MILLE PENSIERI, INSTANCABILE.
NEL MIO CASO, NON MI POTEVO FAR SOPRAFFARE DA QUELLA SPECIE DI INFLUENZA, HO SPINTO ANCORA DI PIU' SULL'ACCELLERATORE, HO LOTTATO CON TUTTE LE ENERGIE RIMASTE.
FORSE QUALCHE MECCANISMO NON HA RETTO.
COSA NE PENSATE????
MAX MARIO RAFFAELLA E TUTTI GLI ALTRI.........ASPETTO UN VOSTRO COMMENTO.
CIAO.


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max


Registrato: Apr 26, 2003
Messaggi: 1902
Inviato: 2004-09-20 22:52   
Penso che ci sia stata la combinazione di più fattori fisici(non un solo fattore fisico)a cui aggiungere lo stress,e comunque non credo esista persona che se si ammalasse oggi di qualunque cosa possa dire di avere avuto una vita felice.

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Deborah72


Registrato: Feb 21, 2004
Messaggi: 336
Località: milano
Inviato: 2004-09-21 08:28   
MIA MADRE AFFERMA CHE NN sono mai stata una bambina energica.
Non andavo mai a agiocare e lamentavo stanchezza.
Da neonata mi schiaffeggiave sulle guance perchè non mi svegliavo mai.
Saltavo numerose poppate.
Nel 2001 l'esordio finale.
Un forte stress emotivo ed un fortissimo stress fisico causato da un viaggio negli USA dove ho dovuto fare da balia ed interprete (nn che sappia l'inglese a perfezione ma in alcune cose me la cavo)
Mio marito invece faceva da guida turistica.
Sono tornata e nn mi alzavo più.
Davo la colpa al fuso orario ma così nn era.

_________________
Debby72


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Dolce


Registrato: Jul 08, 2003
Messaggi: 870
Località: Pisa
Inviato: 2004-09-21 09:09   
Io ho avuto enorme stress psico-fisico.
Mi ero appena sviluppato sessualmente, avevo da poco iniziato il liceo e non avevo amici perché con quelli delle medie avevo litigato, non andavo molto d'accordo coi miei genitori.
Tutto questo molto probabilmente ha causato il mio big bang


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LEONE


Registrato: Aug 24, 2004
Messaggi: 47
Inviato: 2004-09-24 11:16   
"e comunque non credo esista persona che se si ammalasse oggi di qualunque cosa possa dire di avere avuto una vita felice."
..........................................
------------------------------------------
PER MAX

NEL CONTESTO DI CIO' DI CUI SI PARLAVA COSA HAI VOLUTO DIRE CON QUESTA FRASE?
SPIEGAMI PERCHE' NON HO CAPITO......GRAZIE
CIAO A TUTTI.


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max


Registrato: Apr 26, 2003
Messaggi: 1902
Inviato: 2004-09-25 00:15   
Il forum è pieno di storie di vita non felice prima della malattia,e vedo che alcuni girano e rigirano su questo,forse attribuendogli la colpa dello stato attuale,e forse entrando in confusione per questo,ma non può essere soltanto questa la causa,perchè se cosi fosse davvero in teoria tutti dovrebbero essere malati,e cosi non è,poichè non c'è persona al mondo che io credo possa avere avuto una vita felice per ciò che si suole intendere con questo termine,e poi ci sono anche persone che hanno avuto una vita peggiore di quella che si può leggere nel forum eppure non hanno nessuna patologia.



[ Questo messaggio è stato modificato da: max il 2004-09-25 00:20 ]


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LEONE


Registrato: Aug 24, 2004
Messaggi: 47
Inviato: 2004-09-25 11:31   
GRAZIE MAX PER LA TUA CONSUETA PUNTUALE E COMPETENTE PRECISAZIONE..................
HO TROVATO IN INTERNET QUALCOSA DI SIMPATICO:

La felicità consiste nel provare quello che c'è di bello nella vita. Si tratta di un’abilità individuale, e non di un’eventualità del destino: tutti possono essere felici se imparano a capire come si fa ad esserlo. Infatti, per vivere una vita felice è necessario essere capaci di godere di ciò che già si ha. La felicità non va ricercata nel futuro, ma nel presente, perché non dobbiamo dimenticare che il nostro attuale presente è il futuro che immaginavamo per noi qualche tempo fa. Molti dei nostri desideri sono stati realizzati, ambiziosi traguardi sono stati raggiunti…Ma siamo forse per questo ‘Felici’ ora? La risposta, sono sicura, è ‘no’, o meglio ‘ancora no’. Ognuno di noi ha qualcosa che ancora gli manca per essere felice: il matrimonio, un lavoro, la carriera, la casa, la laurea, la vacanza…L’evasione dal presente, l’incapacità di prendere decisioni, la tendenza alla procastinazione determinano l’idealizzazione del proprio futuro, che intanto diventa il presente e la storia continua. La felicità, sempre rimandata all’indomani, continua a sfuggire alla nostra esistenza, nell’illusione che qualche forza magica, soprannaturale o anche proveniente da qualche misteriosa area del proprio sé possa finalmente risvegliarsi e risolvere per incanto tutti i problemi. A volte l’infelicità deriva dalla sensazione di non avere o non avere abbastanza, di ciò che è necessario per vivere bene. Molto spesso si tratta di bisogni indotti dall'ambiente sociale ed in particolare da quei ‘persuasori occulti’ che, con logiche sottili ed ingannevoli, cercano di condizionarci nelle scelte e soprattutto nei consumi.

La verità è che, se vogliamo essere felici, possiamo esserlo immediatamente, perché la felicità non è nel futuro, ma nel momento presente: non conta quanto abbiamo, ma quanto riusciamo a godere di quello che possediamo.

E’ inutile trascorrere la vita inseguendo il successo, la fama, i soldi e il potere: mentre lottiamo e competiamo per raggiungere tutto ciò, ci allontaniamo inevitabilmente dai nostri valori e ci rendiamo schiavi di un sistema che da noi vuole sempre di più e sempre di meglio. Solo concentrandoci sul processo anziché sul risultato, allontanandoci dalla competizione e dalle illusioni condizionanti coniate ad arte dagli strateghi della comunicazione, potremo ritrovare la gioia nelle piccole cose della vita quotidiana e ritornare ad impostare la vita secondo i nostri valori.

Infine un’ultima considerazione: solo l’essere umano comprende il senso della morte, perché è nel pacchetto delle sue conoscenze, sin da quando era bambino. La consapevolezza della propria sicura fine lo spaventa e per dimenticare questa paura tenta di esorcizzarla tentando di non pensarci. E’ un comportamento infantile, un meccanismo di difesa basato sulla negazione. La morte esiste e dunque tanto vale tenerne conto. Se la vita deve essere breve, facciamo almeno che sia lieta e lasciamo i tormenti, le angosce, le competizioni, gli accumuli, a quelli che pensano di non dover morire mai.




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stregatta


Registrato: Jun 26, 2003
Messaggi: 3782
Località: Bergamo
Inviato: 2004-09-25 13:05   
Leone, scusami ma ho letto solo ora ke avevi kiesto dei pareri................sono totalmente d'accordo con te: la miccia, l'imput, come lo vogliamo kiamare, può essere una infezione, uno stress, anke kimico, ma la parte del leone, la fà lo stress..............

parlo ovviamente non dello stress quotidiano, ma dello stress generato dai nostri "vissuti", di "ferite" dell'animo ke nn sono mai rimarginate e ke alla fine si "riaccendono" anke dopo un periodo di grosso e continuo superlavoro;

mi kiedo se qst nostro correre non sia un anestetico, per non "vedere", per non "sentire"..............il dolore ovviamente...............

vi posto qst articolo molto interrante, lo avevo già fatto, ma faccio prima a copiarlo ex novo ke a cercarlo..................

un abbraccio a tutti e forza ke qst lavoro di ricerca del big bang è anke catartico e nn potrà ke farci bene Raffaella

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Affrontare le ferite può guarirci....

La medicina psicosomatica insegna come la malattia sia lo specchio di un pensiero disarmonico che cadendo nell'organo più debole e per la funzione che presiede non solo dal punto di vista fisiologico ne alteri l'equilibrio, se non la distruzione, portando anche tutto il sistema alle estreme conseguenze. La psicosomatica non è oggi più un mistero per nessuno. Tutti al mondo abbiamo bisogno di cure, per cui questo diventa uno dei principali problemi della vita. Non solo nel corso della nostra esistenza abbiamo tutti malattie minori, ma molti di noi si prendono una o due malattie realmente gravi che in qualche caso ci portano a salutar la forma. E' del tutto possibile che ciò che causa la malattia, ogni malattia fisica e mentale, sia la ferita originaria dell'infanzia che non è mai stata guarita e trasformata. "DA ADULTI CI AMMALIAMO PERCHE' IN NOI GRIDANO LE FERITE DELL'INFANZIA". Curare vuol dire risolvere una scissione, una disfunzione della psiche e del corpo. Quando siamo malati, certi organi non funzionano nel modo che è loro proprio. Sono bloccati, resistono al flusso energetico naturale della vita. A volte bisogna addirittura asportare il vecchio tessuto o il vecchio meccanismo mentale perché il resto continui a funzionare. Questa è la soluzione radicale dell'eliminazione del vecchio e dell'inutile: la cura consiste nel proteggere l'organismo esportando l'elemento distruttivo. L'altro modo di curare consiste nel trasformare. Anche in questo caso il meccanismo o l'organo blocca l'energia, rifiuta di far parte dell'intero, ma noi cerchiamo di guarire l'organismo accogliendo la parte ferita invece di rigettarla. LA CURA RIPORTA LA PARTE ALL'INTERNO DEL TUTTO. C'è un cambiamento nel flusso energetico della parte e lo stesso intero si trasforma includendo la parte. Ogni trauma è in origine un colpo al naturale funzionamento dell'organismo. Come reazione l'organismo cerca di proteggersi costruendo attorno alla ferita un sistema di difesa. Se agiamo in maniera difensiva è per impedire che ulteriori colpi ci feriscano. Per guarire dobbiamo permettere al sistema di difesa di aprirsi; dobbiamo incidere la ferita e aspirarne il potere tossico. Nel momento in cui il trauma viene riportato alla luce, la persona ferita rivive la passata sofferenza, ma questa volta non se ne difende. L'esperienza totale della ferita viene accettata come un'energia con cui lavorare anziché da respingere. A questo punto al posto dell'atteggiamento difensivo è possibile la risoluzione. La ferita guarisce nel momento in cui viene integrata da quel tutto che è l'organismo; e poiché tutte le sue parti lavorano insieme, senza reciproche resistenze o blocchi, l'organismo torna a funzionare al massimo delle sue capacità. La miracolistica o quello che io chiamo anche 'liberazione', si basa nello far scattare questo meccanismo che sia o no un atto di consapevolezza, "perché vieppiù lo ritengo ancora un meccanismo inconscio". Quando avviene la guarigione (meglio dire autoguarigione) scatta una nuova riconquista verso la vita; il potere tossico non inquina più, né il corpo né la coscienza e tutta la nuova energia viene così utilizzata per la solarità della vita. E' in quel momento che l'amore dato prima di tutto verso se stessi può essere donato così all'esterno.



[ Questo messaggio è stato modificato da: stregatta il 2004-09-25 15:48 ]


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LEONE


Registrato: Aug 24, 2004
Messaggi: 47
Inviato: 2004-09-27 11:15   
GRAZIE RAFFAELLA DELLA RISPOSTA, INTERESSANTE L'ARTICOLO DEL QUALE CONDIVIDO IL CONTENUTO.
SONO PERFETTAMENTE IN SINTONIA CON TE:IL NOSTRO CERCARE DI CORRERE SOMATIZZA E SIBLIMA I NOSTRI DOLORI, CERCHIAMO DI METTERLI IN TASCA VIVENDO VELOCEMENTE. ORA PERO' NON SONO PIU' SICURO CHE LA VELOCITA' FACCIA AL CASO NOSTRO.
I NOSTRI RIFLESSI NOTO CHE SONO PESANTEMENTE RALLENTATI (PARLO PER ME)VORREI FARE TANTE COSE TUTTE INSIEME MA RIESCO A MALAPENA A FARNE UNA PER VOLTA.
HO NOTATO ANCHE CHE PIU'MI VOGLIO CONCENTRARE SU DETERMINATI PENSIERI E PIU' HO LA TESTA VUOTA........................
LA CONCENTRAZIONE SEMBRA ANCH'ESSA RIPOSARE SU UN LETTO DI OVATTA....VE LO FA?
CIAO A TUTTI.


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kikka


Registrato: Oct 17, 2002
Messaggi: 389
Località: roma
Inviato: 2004-09-27 15:58   


raffaella

allora anche la morte è solo una malattia psico-somatica???

scusami non voglio essere polemica con te!
perchè queste teorie sono davvero belle, molto suggestive.. e sicuramente c'e' anche un principio di verità.
E' l'imponderabile, il mistero, la vita.
ma se così fosse , se quessta teoria fosse coerente con ciò che afferma
allora dovrebbe dimostrare che anche la morte quando avviene, e prima o poi avviene poichè non ci è dato di vivere in eterno a nessuno, allora, dicevo , anche la morte non è altro che qualcosa di psicosomatico.
Non so'.
Io credo che spesso pensare che basti lavorare sul dolore morale per risolvere il dolore fisico, che questo sia determinato da quello, spesso questo pensiero invece di offriere un'opportunità dia solo una illusione.
Sia chiaro
sono convinta che la guarigione sia anche un processo misterioso e ci sono tonnellate di letteratura validissima e scientificissima e accreditatissima e piu' issima che vogliate voi testimoniano questo...ovvero la guarigione è un processo molto individuale che spesso non segue la logica umana come noi la conosciamo.
ma poi pensare che tutto sia dipendente da questo aspetto imconscio e imponderabile
a me personalmente mi causa una grande frustrazione.
E come dire che qualcuno è sprovvisto di qualcosa, e menomanto ancora di piu' e più profondamente, perchè non lo è nel fisico inquanto malato, ma lo è nella anima: inquanto anima incapace di guarire il suo corpo o incapace di accedere a questa conoscenza della "guarigione volontaria".

Non so!

la psicoanalisi arriva ad un punto in cui si rigira su se stessa.
in cui appunto non riesce a portare a conclusione questo processo,
il processo della conoscenza di sè come: "liberazione del sè!"
é vero pero' che spesso la mente tira dei bruttissimi scherzi e altrettanto spesso ci regala anche delle inaspettate sorprese.
cosi' sentiamo di gente guarita in mille modi diversi traendone una grande speranza e nello stesso tempo la frustrazione di verificare che spesso questi ''mille modi diversi " sono terribilemtne inefficaci su noi stessi, procurandoci anche un ulteriore frustrazione.
insomma è tutto molto complcato.
Per questo io alla fine della fiera, mi auguro che la scienza ufficiale ,quella fatta di provette ed esperimenti concreti e ripetibili,possa al piu' presto risolvere il mio rebus!
senza lasciare a me anche la responsabilità di una ricerca della guarigione che parta alla perlustrazione di sentieri immensi e appena percettibili che risiedono nell'imponderabile e nell'inconscio e nell' iperspazio della mente.
Insomma questo viaggio seppur bellissimo mi risulta altrettanto pericoloso e scarsamente attuabile.
Ci vorrebbe uno di quei "virgilio" capaci di portarti come una guida verso l'approdo.
Ma spesso questa gente e gente molto pericolosa e dannosa ,
speculatori, santono, sciamani...
loro stessi persi per primi.



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stregatta


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Inviato: 2004-09-27 23:25   
Cara kikka nessuna polemica, non sono infatti d'accordo su tutto quanto afferma l'articolo o meglio sulla veridicità delle teorie delal medicina psicosomatica.............ti riporto ad un vekkio, ma sempre attuale ed interressante articolo di un grande omeopata genovese: Giancarlo Cavallino, poi posterò anke il link del suo sito, intanto ti posto il link del formato in PDF ke Zac gentilmente aveva postato x me..............

Psiconeuroimmunologia...malattie autoimmumi: storia di un malinteso

http://digilander.libero.it/tecnozac/doc/disreimmunitaria1.pdf

baci a te rafffaella

P.S. ecco il link del sito del medico autore dell'articolo:


http://aziende.madwebs.it/intmed/home.html


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