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salutemed.it Forum Index » » CFS Stanchezza cronica » » cfs e sole
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Autore cfs e sole
Deborah72


Registrato: Feb 21, 2004
Messaggi: 336
Località: milano
Inviato: 2004-09-05 09:28   
Apro questo post per chiedere se anche voi avete notato che il sole fà più male a chi è affetto da CFS.
Io nn ci posso proprio stare.
Infatti torno dal mare più bianca di quando sono partita.
Mi fà bene l'aria di mare, sopretutto alla gola.
Ma il sole mi stanca ed aumenta i dolori.
E'così anche per voi?

Un'altra cosa, qlc di voi ha riscontrato di avere una pupilla più dilatata dell'altra soptratutto quando la stanchezza è all'apice?

Bacioni a tutti
_________________
Debby72


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Delpyno20


Registrato: Aug 31, 2003
Messaggi: 45
Località: Grosseto
Inviato: 2004-09-06 22:33   
Scrissi un annetto fa un post simile al tuo. Anche a me il sole fa stare male, mi spossa terribilmente, a volte ho provato a stendermi su un lettino in terrazza o al mare, ho la sensazione di sprofondarci dentro, mi si muove la terra sotto i piedi e quando mi alzo mi sembra di avere la pressione a 2. Stranamente succede esattamente il contrario con le lampade UVA che per molto tempo sono stata per me una grande fonte energizzante (ora non fatemi la predica che fanno male!) tanto che quando mi sentivo particolarmente stanco mi facevo una breve seduta di lampada e mi sentivo piu' lucido. Forse perchè emettono solo una gamma di raggi "Positiva" rispetto al sole?... Chissà!

_________________
On the outside looks like a perfect world, inside I know what you're thinking... She's too pretty to be sad, she's too rich to cry... She's no different she's just a slave noone's left out of this loneliness game

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stregatta


Registrato: Jun 26, 2003
Messaggi: 3782
Località: Bergamo
Inviato: 2004-09-06 22:51   
Bravo Delpyno.!!!............sulle lampade hai centrato il problema, emettono solo raggi "buoni", se nn sono quelle ad alta pressione, qst ultime meglio evitarle, provocano molto calore, quindi conseguente vasodilatazione e bruciano la pelle in superficie, non abbronzando...........
infatti sono le classike lampade di ki vuole un'abbronzatura lampo...............

x rispondere a debby............io al sole stò malissimo!!!

ma qst da anni!!!

sopporto solo il clima ligure, in riva al mare, col cappellino o la testa bagnata e devo entrare spesso in acqua.........solo così resisto e MAI nelle ore + calde!!!

però il mare mi fà bene e quindi mi adatto a qst "compromessi", pensate ke il solo tragitto, sotto il sole dall'albergo alla riva del mare...........SOLI 40 /50 mt........mi devastavano!!!

col nuovo farmaco ke mi ha presritto l'artimologo di pavia, x il cuore, dovrei andare meglio anke sotto qst profilo, perkè quello ke assumevo prima peggiorava il mio fenomeno di vasodilatazione sotto il sole..........

3 anni fà stavo male anke sotto le lampade..........adesso le tollero meglio, le faccio per i dolori da FM, ne traggo beneficio;

ma adotto dei trukki: mai una lampada ke duri oltri i 12 minuti e poi porto delle spugne intrise di acqua fredda ke passo su tutto il corpo e soprattuto dove passano le arterie...............raffreddano e sopporto meglio il caldo senza avere fenomeni di vasoldilatazione e takicardia............baci....raffa



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max


Registrato: Apr 26, 2003
Messaggi: 1902
Inviato: 2004-09-06 23:38   
Il sole fa male,eppure c'è chi stava sopra uno scoglio Nel protocollo Marshall danno anche una sostanza per ridurre la Vitamina D che si produce durante l'esposizione al sole.

[ Questo messaggio è stato modificato da: max il 2004-09-06 23:39 ]


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mario


Registrato: Oct 23, 2003
Messaggi: 639
Inviato: 2004-09-07 09:06   


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max


Registrato: Apr 26, 2003
Messaggi: 1902
Inviato: 2004-09-07 15:00   
Mario,per quale motivo si dovrebbe cancellare la tua storia se è vera?Dici che eri partito con quelle considerazioni(Nasdy dice:NON è inguaribile),ma poi dici che sono i dati quelli che contano,deciditi

[ Questo messaggio è stato modificato da: max il 2004-09-07 15:05 ]


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mario


Registrato: Oct 23, 2003
Messaggi: 639
Inviato: 2004-09-07 16:14   

ORDINE E PULIZIA. c#era scritto nel cartello appeso alle elementari.
e lo stesso ordine e pulizia va iniziato in un malato cronico che ha nel pentolone una tal minestra di cose che non si capisce piu cosa ci sia.






[ Questo messaggio è stato modificato da: mario il 2004-12-15 18:31 ]


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Zac


Registrato: Apr 07, 2003
Messaggi: 912
Località: Piacenza
Inviato: 2004-09-07 21:51   
*********...lo stesso ordine e pulizia va iniziato in un malato cronico che ha nel pentolone una tal minestra di cose che non si capisce piu cosa ci sia*********

Questo l'ho capito da parecchio tempo, nessuno mi toglie dalla testa che nel minestrone ci si finisca anche a causa di "confusioni" psicologiche, che poi questo alteri ormoni o altro e che la diagnosi sia CFS.. tutto fa brodo.
Ma quello che si chiede ad una mente confusa e un corpo da meno di un mollusco è, da che parte inizio a far pulizia ?
Ok, non esiste un elenco, ma non è certo facile per gente che deve lavorare per vivere, non tutti possiamo adottare la scoglioterapia, o meglio, non tutti possiamo permettercelo o avere il coraggio o la forza di ricominciare da capo, resettare tutto ? 45 anni ? forse è la soluzione, certo ma non è certo facile/possibile.
Per questo leggo le storie personali di chi è riuscito a farcela, sempre tenendo conto che esiste anche la CFS e la FM come vera malattia, e per vera intendo la causa VIRALE, ad esempio.
Non rileggo, altrimenti cancello tutto, ma cancellare si fa sempre tempo.
Devo appendere uno striscione in tutte le stanze della mia casa con scritto ORDINE E PULIZIA, potrebbe servirmi
Zac


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Zac


Registrato: Apr 07, 2003
Messaggi: 912
Località: Piacenza
Inviato: 2004-09-07 22:32   
Voglio dire che cambiare stile di vita guarisce moltissime malattie che "servono" a dirci che stiamo torturando la mente/corpo, è la terapia base, ma quello che cerchiamo è l' equilibrio, la convivenza tra dover vivere a queste condizioni e le condizioni ottimali per farci vivere per come siamo stati creati/programmati.. l' equilibrio, l' armonia, la via di mezzo.. questa è quella che vorrei, quella via che costa molto e che costa certo di più dello star male.
Zac


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max


Registrato: Apr 26, 2003
Messaggi: 1902
Inviato: 2004-09-08 00:32   
"AUTOSTIMA : IL PIACERE DI PIACERSI

Ci preoccupiamo tanto di piacere agli altri, ma noi piacciamo a noi stessi? Eppure è proprio questa la condizione fondamentale per stare bene.



Chi si piace assomiglia alla fiamma di una candela che brilla di luce propria e al tempo stesso attira l'attenzione e la simpatia altrui. Possedere una buona autostima non è solo un diritto che ci spetta per il semplice fatto di esistere, ma diventa anche un dovere verso noi stessi perché tiene lontani ansie, insicurezze, disagi e anche molte malattie, che spesso sono proprio di origine psicosomatica.

Il confronto con i modelli ideali

Benché sembri la cosa più naturale del mondo, volersi bene a volte è difficile, spesso una vera conquista. Siamo sempre pronti a criticarci e a trovarci dei difetti perché non siamo mai come dovremmo essere. Il punto è proprio questo: come dovremmo essere? Perché non andiamo bene così come siamo? La stima che uno ha di se stesso è sempre frutto di un paragone tra come è effettivamente e quello a cui aspira diventare. Più ci si sente distanti dall'ideale, meno ci si stima. Solo quando ci pare di corrispondere a ciò che sentiamo di dover essere riusciamo a mettere a tacere, almeno provvisoriamente, il tarlo interiore che ci rode con le sue critiche. Eppure si può continuare ad essere insoddisfatti anche quando si è pieni di qualità o quando le cose vanno perfettamente lisce. Forse il tormento è un dolce vizio a cui è difficile sottrarsi? In parte sì, visto che un ideale per definizione è irraggiungibile. Non basta laurearsi col massimo dei voti, o sposare la persona migliore del mondo o ancora raggiungere un'ottima posizione economica per essere contenti di noi stessi. Può apparire contrario a ogni logica o addirittura uno schiaffo in faccia ai meno fortunati, ma perfino chi dalla vita ha avuto praticamente tutto può sentirsi insoddisfatto e depresso.

Il nostro desiderio è veramente nostro?
La domanda che dobbiamo porci è questa: siamo sicuri che vogliamo effettivamente essere come ci sforziamo disperatamente di essere? Le nostre vite sono spesso frutto di un grande malinteso, vale a dire che inseguiamo desideri che crediamo nostri e magari non lo sono. Un po' la famiglia e un po' la società ci hanno chiesto di diventare ciò che siamo, un po' con le buone e un po' con le cattive. E così ci siamo modellati su misura dei modelli di comportamento che venivano approvati e, pur di sentirci la coscienza a posto, abbiamo cercato di evitare quelli che non lo erano. Insomma, pur di farci voler bene ci siamo adeguati. Questo però non vuol dire che siamo manipolabili a piacere oppure vuoti come un foglio bianco su cui chiunque può scrivere ciò che vuole. Ognuno di noi possiede fin dalla nascita una propria personalità e proprie motivazioni che lo portano a fare delle scelte piuttosto che altre. L'insicurezza però può portare a desiderare qualcosa per tenere a bada l'ansia, per proteggersi, per farsi ammirare, per cercare di non assomigliare a un genitore, per essere come un cantante famoso, per non dare dispiaceri al figlio eccetera eccetera.

L'autostima non dà giudizi
Siamo piuttosto complicati, indubbiamente. Per questo a volte è difficile andare a ritrovare, in mezzo a tutto questo grande intreccio di desideri, condizionamenti e abitudini, quella parte di noi che ci accetta per quello che siamo, indipendentemente dai risultati conseguiti, e che non ha neanche bisogno di perdonarci per i nostri errori semplicemente perché non li ritiene tali, ma considera anche gli inevitabili sbagli come arricchimenti ed esperienze di vita. Se l'autocritica nasce dal confronto con il modello di ciò che gli altri o anche noi stessi abbiamo deciso di diventare, l'autostima cresce liberandosi, con una bella scrollata di spalle, dai troppi giudizi che diamo su noi stessi. In fondo, al mondo si può stare benissimo anche con un po' di menefreghismo."
















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stregatta


Registrato: Jun 26, 2003
Messaggi: 3782
Località: Bergamo
Inviato: 2004-09-08 09:01   
Bravo Max, è qst atteggiamento "copionesco" , di scimmiottamento, competizione etc etc. ke stà rovinando la ns società e pertanto il mondo intero...........minacciando l'integrità psicofisica dell'individuo...........

qst post è molto interessante, forse + ke "ordine e puluzia", si dovrebbe stampare qst scritto ed appenderlo alle pareti di casa x tenerlo ben presente in ogni attimo della giornata...........

buona giornata a tutti vado al lavoro...ahimè..... ..

Raffaella


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LEONE


Registrato: Aug 24, 2004
Messaggi: 47
Inviato: 2004-09-08 09:20   
SCUSA L'IGNORANZA MARIO, NON TI HO CAPITO, FAMMI UN DISEGNO.
COSA INTENDI DIRE QUANDO BISOGNA CONVINCERSI CHE "non siamo la malattia"?
IO NON SONO LA MALATTIA MA HO LA MALATTIA.
O NO?
NON E' PROVOCATORIA , PROPRIO NON HO CAPITO.


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mario


Registrato: Oct 23, 2003
Messaggi: 639
Inviato: 2004-09-08 12:51   


[ Questo messaggio è stato modificato da: mario il 2004-12-15 18:31 ]


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kikka


Registrato: Oct 17, 2002
Messaggi: 389
Località: roma
Inviato: 2004-09-08 13:37   
Dunque...salve a tutti

la sensazione che danno queste discussioni è quella di costrizione.
Come la via di una spirale che rigira su sè stessa, ripetendo claustrofobicamente un processo.
Sembra una via per sfogarsi da qualcosa,piu' che affrontare quel qualcosa.
Non so'!
effettivamente cercando di capire cosa significhino i vostri scritti,non per quello che vogliono dire, ma per la funzione che hanno, Sembra che ognuno cerchi di dare una definiziione,una risposta generale a qualcosa che presenta entrambi gli aspetti. Personale -con tutte le implicazioni,emotive ,morlali, esistenziali,materiali specifiche di ogni individuo- e un aspetto collettivo- condivisione di precise circostanze,piu' o meno variabili, che sono quelle che definiscono il quadro della malattia c.f.s.-
Ma essendo ancora questo quadro in fase di studio e definizione appunto, non permette di applicare in maniera specifica una identita'.Identità della malattia stessa che si separi dall'altro ambito, quello di identità personale! che a quel punto si configurerebbe per sottrazione. Sottrazione di tutto ciò che va ascritto alla malattia e sul quale io non posso agire...ma solo reagire.
Questo stato di confusione, non fa che abbattersi su di noi e sulle nostre vite, poichè non possiamo applicare quel confine ,perchè ancora inesistente e impreciso, di ciò che concerne la malattia oggettivamente e di ciò che concerne soggetivamente!E che ci libererebbe da tante frustrazioni e responsabilità.
Non so voi ma per me parte del dramma è propio questo.

Tutto è vissuto pertanto come fluttuante e oscillante, incluso il nostro arbitrio di vita che propio da questa confusione ricava il danno peggiore.
andare a fare le visite,le cure, la richiesta di invalidità,il possibile lavoro...tutto insomma,impreciso ed indefinito.

ora.....

Personalmente a me il sole fa bene.
O meglio.....
se prendo il sole nelle ore piu' calde , e magari con 40 gradi e 90% di umidità , allora ne risento drasticamente,per il semplice motivo che sottopongo il corpo ad una situazione di stress e di affaticamento, che vista la malattia di cui soffro , è il caso di evitare.
Ricavo un gran beneficio invece dall'aria di mare e dal sole, nei giorni e nelle ore in cui il caldo è sopportabile.
Il sole mi risolleva anche l'umore.

per il resto un saluto





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mario


Registrato: Oct 23, 2003
Messaggi: 639
Inviato: 2004-09-08 18:16   
....


se non si interrompe il processo di autoidentificazione con la malattia....






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